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lunedì 12 aprile - Aggiornato alle 09:34

Dante barbuto a Orvieto, esperti verso nuove analisi al dipinto: «Forse Boccaccio aveva ragione»

Sommo poeta ritratto con la barba, cresce l’attenzione del consorzio Pragma. Rigaglia: «Vorremmo analizzare i pigmenti»

L'inedito Dante con barba ad Orvieto

di Ele.Cec. e Mas.Col.

Quella barba sul volto di Dante, dipinto sulla tela che arreda lo studio del sindaco di Orvieto, è originale, ma gli esperti vogliono saperne di più. «Un’analisi approfondita dei pigmenti consentirebbe una datazione più precisa dell’opera». A parlare è Davide Rigaglia, membro del consorzio Pragma che ha effettuato i primi rilievi del caso e che, probabilmente smorzando gli entusiasmi della città della Rupe, rivela: «Non si tratta di un caso unico». Allora forse la verità sull’aspetto del sommo poeta è quella di Boccaccio.

Dante Alighieri Nell’iconografia ufficiale siamo abituati a vedere Dante senza barba, con un viso pulito ed incipriato, ad esempio nel primo ritratto che ne fece Giotto. Ma se Boccaccio, nel ‘Trattatello in laude di Dante’, dove lo descriveva come un uomo barbuto, mal messo, non attento alla sua cura personale, avesse colto il vero aspetto del poeta? Questo l’interrogativo che spinge il consorzio Pragma ad effettuare nuove e ulteriori analisi sul dipinto custodito nell’ufficio del primo cittadino orvietano Roberta Tardani.

Consorzio Pragma Il gruppo di restauratori che ha analizzato il dipinto di Dante barbuto in questione ha accertato che la barba raffigurata nel quadro è originale. Tuttavia, gli esperti non avrebbero certezza riguardo la datazione, che potrebbe collocarsi tra il 500, la fine del 700 o addirittura l’inizio dell’800. Resta per ora un mistero anche l’autore dell’opera.  «Non è una novità – rivela ad ogni modo Rigaglia – la raffigurazione di Dante con la barba, è così anche in altri dipinti. Del resto – spiega – la barba, nel periodo trecentesco, era vista come qualcosa di anti–clericale, riconducendo persino al bohème, ovvero al tipico artista di strada. Infatti, i bohemien erano coloro che avevano una capigliatura disordinata, così come lo era la loro vita, anticonformista e libera». Questa caratterizzazione di Dante, quindi non sarebbe stata accettata e proprio per questo, i grandi pittori dell’epoca avrebbero preferito rappresentarlo come una persona ordinata e conforme ai dettami della Chiesa.

Ulteriori indagini sull’opera orvietana Davide Rigaglia annuncia comunque «la possibilità di effettuare ulteriori esami sul dipinto di Dante con la barba, attraverso analisi scientifiche e approfondimenti diagnostici, analizzando soprattutto i pigmenti, per capire di che tipo siano e permettere quindi una datazione dell’opera più precisa, dato che alcuni sembrano essere stati prodotti durante l’era industriale e quindi la datazione si sposterebbe più in avanti». Ma la decisione e quindi il nulla osta ad agire in tal senso è in capo al Comune e per ora non ci sono indicazioni in merito.

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