martedì 22 ottobre - Aggiornato alle 00:36

Dall’orologio ad acqua allo Stellarium, apre a Perugia il centro multimediale sugli etruschi

Giovedì l’inaugurazione dello spazio voluto da Luciano Vagni nelle viscere del complesso monumentale Sant’Anna

Luciano Vagni sotto la cattedrale di San Lorenzo (Foto da Twitter)

La chiamavano “civiltà del cielo” e rappresenta ancora oggi uno dei capitoli più affascinanti e misteriosi della civiltà umana, l’inestimabile tesoro sul quale Perugia giace beata e – diciamolo pure – beota, incurante di tanta ricchezza. Giovedì, alle 17, apre i battenti il centro multimediale della civiltà etrusca nelle sconosciute viscere del complesso monumentale Sant’Anna a Perugia. Un percorso avvincente e suggestivo che si addentra fino al profondo e angusto frigidarium, costellato da ricostruzioni multimediali ma anche di macchine del tempo e stellarium, fondamentali per entrare nello spirito dei nostri progenitori, inizialmente aperto alle scuole elementari e medie ma che dal prossimo anno sarà a disposizione di tutti, con la dotazione strumentale al completo.

Opera di Vagni Il centro è il risultato del lungo operato di Catha, l’associazione presieduta da Luciano Vagni, colui che ha riportato alla luce le fondamenta perugine sotto la Cattedrale e che da quarant’anni dedica studi ed energie alla comprensione di questo popolo, al loro modo di vivere, di relazionarsi al cielo e alla natura circostante, ben prima dell’avvento di Roma. Un luogo che non mette in bacheca reperti archeologici ma che cerca di decodificare il mistero etrusco secondo le avvincenti intuizioni di Vagni. E’ lui stesso ad augurarsi che dal centro di Sant’Anna possano sorgere domande e riflessioni mai fatte su questa congerie di popoli che convivevano pacificamente sotto la maestosa costellazione della via lattea, in continuo e inevitabile dialogo con la sovrastante “enciclopedia siderale”.

Orologio ad acqua Tra le attrazioni più curiose l’orologio ad acqua, necessario per misurare il tempo anche nelle ore diurne o nelle notti nebulose, quando le stelle non erano visibili, strumento indispensabile per comprendere il moto celeste. Ancora il già citato stellarium, sintonizzato sul cielo dell’epoca, quello che compare nel più importante reperto disponibile della civiltà etrusca, il cosiddetto fegato di Piacenza.

Il segreto di Perugia La preziosità di Perugia sta nella sua tarda edificazione, quando le cognizioni urbanistiche della civiltà etrusca erano al massimo della consapevolezza, e nella sua posizione marginale rispetto all’Etruria propriamente detta, caratteristica che l’ha preservata da devastanti distruzioni e che ci consegna, ancora oggi, tracce evidenti del modus operandi etrusco.

Il centro e le scuole Il centro si avvale anche di aule di studio, sale conferenze dove approfondire l’etrusca disciplina, piccole zone di ristoro e un’interminabile serie di monitor (alcuni dei quali in fase di installazione) per seguire e assistere il visitatore passo passo durante il percorso. E’ davvero sorprendente scoprire questo mondo passando dal semplice accesso dell’associazione Catha, nel bellissimo chiostro di Sant’Anna. Sono già diverse le scuole perugine che hanno lavorato con Catha ed è immaginabile che il centro produca una moltiplicazione di queste collaborazioni. A sostegno ci saranno pubblicazioni dedicate principalmente alle teorie archeo-astronomiche care a Vagni e solo di recente affrontate dal mondo scientifico (gli etruschi erano autentici maestri in questo campo e Roma è nata sotto la loro influenza). Il complesso è stato realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e con le donazioni di importanti aziende, fra tutte la Si.co.ma e la Nardi Schultze, nonché privati come l’Associazione Non Vedenti e Ipovedenti Umbria, gli eredi di Franco Checcarelli e Carlo Alberto Cenci.

Un grande potenziale Un importante tassello per Perugia e per il suo misconosciuto legame con gli etruschi, spesso confinato all’Arco di Piazza Grimana, per giunta di epoca romana. Sarebbe automatico immaginare un percorso turistico che parte proprio dal centro di Sant’Anna, avvalendosi della vicina ferrovia, proseguendo poi per la sovrastante tomba dei Cutu al Museo Archeologico, arrampicandosi per le mura urbiche della Rocca Paolina, fino agli scavi sotto il Duomo, al pozzo attiguo e discesa finale all’Arco. Ancora oggi gli etruschi parlano una lingua modernissima, tutta da scoprire, con tante risposte e soluzioni alle domande di oggi. Molte città sono più avanti di Perugia in questa consapevolezza e ne traggono cultura, ricchezza e prestigio. E’ ora di muoversi.

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