venerdì 23 agosto - Aggiornato alle 02:30

Dalle Torri gemelle all’Isis: la metamorfosi del Terni film festival ‘Popoli e religioni’

Gender, anoressia, i Simpson e la post verità con Ermes Maiolica: non solo cinema sotto la direzione artistica di Arnaldo Casali

 

di Marta Rosati

L’idea di un concorso cinematografico capace di collegare culture e tradizioni anche molto lontane, risale al 2005 e fu dell’ex vescovo di Terni Vincenzo Paglia e oggi il suo successore Giuseppe Piemontese è quello che da tre anni suggerisce i temi: Metamorfosi è quello della tredicesima edizione. Un concetto che si presta a innumerevoli interpretazioni e, grazie alle centinaia di registi in concorso, la varietà è ampiamente garantita. Ma Popoli e religioni non è solo cinema; non si limita alla selezione di corti, film e documentari ma ha l’ambizione di allestire nel cuore di Terni, nelle sale del Politeama ma pure in bct e al cenacolo San Marco, un contenitore culturale che sia, allo stesso tempo, leggero e quindi gradevole in termini di intrattenimento, e forte per gli argomenti trattati e i messaggi lanciati. Quest’anno si va dalla letteratura di Ovidio e Kafka, fino alla teoria del transgender e della post verità col re delle bufale Ermes Maiolica, passando per la trasformazione fisica di Michael Jackson, l’anoressia e i mutamenti del terrorismo dai tempi dell’attentato alle Torri gemelle sino agli attuali dell’Isis. In concorso ‘Chocolate wind’ che racconta i foreign fighters che arrivano dalla Russia.

VIDEOINTERVISTA AD ARNALDO CASALI

Popoli e religioni La metamorfosi di Terni sarà al centro di una tavola rotonda, in corso di allestimento, della quale si sta occupando Stefania Parisi, direttrice dell’Istess che di fatto organizza il festival da sempre. Di lei Arnaldo Casali dice: «È una donna straordinaria, carismatica ma ossessionata dalla volontà di mettere al centro gli altri, quindi apre a tutti ma non perde mai di vista l’essenza vera di Popoli e religioni». Un concorso che, di edizione in edizione è cresciuto molto; nel 2017, per il terzo anno consecutivo, ha ottenuto il riconoscimento del presidente della repubblica ma soprattutto un festival che dell’internazionalità ha fatto obiettivo e tesoro. Non a caso tutti gli elaborati video, provenienti da tutti e cinque i continenti, sono tradotti in lingua inglese; una richiesta targata Signis Europe, associazione cattolica mondiale delle comunicazioni che cura premi ai festival di Cannes, Berlino, Monte Carlo, Venezia e che quest’anno sarà una delle varie giurie tra cui quella ‘Confronti’, la rivista dei protestanti.

Edizione #13 La bellezza di Popoli e religioni, che da sempre gode del sostegno della Fondazione Carit e da alcuni anni di quello della Conferenza episcopale umbra, sta però nel suo radicarsi sempre di più nella sua terra di nascita, tanto che recentemente Arnaldo Casali inizia a chiamarlo Terni film festival, anche perché è rimasto unico nel suo genere: «Questa esperienza mi porta in giro per il mondo, è così che ci si crea una rete internazionale di contatti, collaborazioni e gemellaggi ma poi alla fine quello che ci interessa più di tutto è valorizzare i talenti ternani, la storia della città e magari creare attraverso il cinema un volano di sviluppo importante». Il sogno del direttore artistico è quello di realizzare, prima o poi, un festival umbro, un concorso territoriale ma di più ampio respiro. «La Carit è la nostra maggiore garanzia economica, la Regione ci sta dando una bella mano, non tanto a livello economico, il Comune di Terni – torna a sollevare la polemica – a parole crede tanto in noi ma nei fatti si perde. Fu cofondatore di Popoli e religioni ma col tempo addio contributi». Come dire, evidentemente una ‘metamorfosi’. Mancanza di contributi dell’ente stigmatizzati anche dal direttore dell’Istess Stefania Parisi.

Arnaldo Casali dà i numeri «La 13esima edizione prevede un programma di 11 giornate, record massimo, 75 ospiti molti dei quali internazionali, una trentina di volontari, 85 opere cinematografiche selezionate tra quelle in concorso e fuori, la sigla del festival è realizzata dagli studenti del liceo artistico Metelli, c’è il premio del pubblico e si vota online dalle 9 del 9 novembre alle 19 del 19 novembre, prevista anche l’esibizione della sand artist Gabriella Compagnone. Saranno premiati non solo i migliori elaborati delle sezioni cortometraggio, film e documentario, ma anche miglio attore, miglior attrice, migliore regia, sceneggiature, colonna sonora. Un riconoscimento andrà a Luca Mafredi per il film ‘In arte Nino’, girato in Umbria, al regista che ha raccontato la gioventù di suo padre, celebre attore, andrà il premio ‘Gastone Moschin’: «Ho voluto omaggiare quest’uomo straordinario che recitò per me due miei racconti. Il primo personaggio che si è legato al nostro territorio, qui ha fatto volontariato sociale, ha attratto studenti da tutta Italia attraverso la Mumos». Il programma è ricchissimo, non resta che partecipare, ingressi gratuiti, salvo le serate del 10 e del 20 novembre che corrispondono ad apertura e chiusura, Casali garantisce: «Non vi propiniamo cose noiose, la cultura che passa per Popoli e religioni è divertente, c’è pure un omaggio ai Simpson». ‘Adesso’ è la rivista ufficiale del festival.

Popoli e religioni al via dal 10 novembre «Non perdiamo di vista la bellezza – ha detto il vescovo alla conferenza stampa della vigilia, questo festival che mette in moto tanti volontari è stato portato avanti con grande lungimiranza e impegno di molti; per la scelta del tema c’è sempre un grande fermento e quello di quest’anno aprendo a molteplici interpretazioni e significati speriamo sia motivo di riflessione, uno stimolo a rientrare in noi stessi. Non è solo un festival ma un progetto e se parliamo di metamorfosi è per mettere in guardia il mondo sul rischio di perdita di identità». «Dobbiamo avere paura dei cambiamenti in atto o prenderli come un’opportunità?» questo l’interrogativo formulato dalla Parisi per introdurre l’edizione numero 13 del festival. Il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo infine: «Complimenti alla macchina organizzativa perché la manifestazione cresce in Italia e nel panorama internazionale e si propone ogni volta con temi di grande attualità».

@martarosati28

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