mercoledì 30 settembre - Aggiornato alle 04:57

Dalla tragedia della guerra all’utopia della pace: la Sagra musicale umbra nel segno di Capitini

Dal 13 al 22 settembre 73esima edizione del festival con il tema ‘Guerra e pace’. Da Norcia a Perugia, sempre più stretto il rapporto con il territorio

Sagra musicale umbra 2018, il programma
Orchestra di Piazza Vittorio

di Angela Giorgi 

Cent’anni dalla fine della Grande guerra e cinquant’anni dalla morte di Capitini: da queste date prende idealmente avvio la 73esima edizione della Sagra musicale umbra, dedicata al tema ‘Guerra e pace’. In programma dal 13 al 22 settembre tra Perugia, Torgiano, Assisi, Montefalco e Panicale, con un’anteprima a Norcia il 9 settembre, il più antico festival dell’Umbria celebrerà anche Benjamin Britten con il suo ‘War Requiem’, a 55 anni dalla sua prima esecuzione italiana proprio alla Sagra musicale, con l’autore presente anche come interprete. In programma anche il quarto Premio ‘Francesco Siciliani’, nato in collaborazione con il Pontificio consiglio per la cultura e in particolare col suo Presidente, il cardinale Gianfranco Ravasi.

L’eredità di Capitini Ricordare la Prima guerra mondiale celebrandone non l’inizio ma la fine, con lo sguardo rivolto verso la lezione pacifista di Capitini. È il bene supremo della pace, che richiama inevitabilmente lo spettro della guerra, il cuore del programma della 73esima edizione della Sagra musicale umbra. «Ringrazio a nome di Perugia la Sagra musicale umbra per aver voluto porre l’accento sul tema della Pace, riprendendo il messaggio di Capitini», ha dichiarato l’assessore alla cultura del Comune di Perugia, Teresa Severini, in occasione della presentazione dell’edizione 2018 venerdì 22 giugno a palazzo dei Priori. «Una manifestazione fondamentale per tutta la regione che nella nostra città trova la sua massima espressione, con una serie di importanti iniziative anche alla Galleria nazionale dell’Umbria, a palazzo della Penna e alla chiesa di Sant’Ercolano». Plauso anche dall’assessore regionale alla cultura, Fernanda Cecchini, non solo per l’alta levatura degli eventi proposti, ma anche per la capacità di coinvolgere «luoghi importanti della nostra regione, a noi cari, dimostrando un legame fortissimo con il territorio. Anche recentemente, ha contribuito in maniera fondamentale alla rinascita culturale dei territori del cratere del sisma 2016. Per questo, come Regione, vogliamo dare un aiuto importante a questa manifestazione, perché forte di una storia così prestigiosa non smetta di guardare al futuro: è un nostro dovere politico e morale». Una sfida raccolta dalla presidente della fondazione Perugia musica classica, Anna Calabro: «In un contesto storico come questo, in cui le risorse economiche continuano a scarseggiare, è un compito difficile poter proporre un programma di così alto livello. Compito che abbiamo accettato volentieri, perché la Sagra musicale ha un valore enorme per tutti noi umbri, ha segnato l’evoluzione culturale della nostra regione e del nostro paese ed è una risorsa per il futuro di tutti».

Anteprima a Norcia nel solco del dialogo interreligioso Undicesima Sagra musicale firmata Alberto Batisti, quella del 2018 è stata per il direttore artistico «quella che fino a oggi mi è costata più fatica, ma anche quella che –  sono convinto – mi darà le maggiori soddisfazioni». Il riferimento a Capitini non è casuale: «Se oggi siamo qui – prosegue Batisti – è anche perché, nel 1947, fu lui a promuovere di fronte al consiglio comunale di Perugia la riscoperta della Sagra musicale Umbra, “segnata” dalla sua nascita in epoca fascista e interrotta dalla Seconda guerra mondiale». Offrire spettacoli musicali diffondendo, allo stesso tempo, il messaggio umano contenuto nella musica: seguendo questa ispirazione, la Sagra musicale sarà anticipata domenica 9 settembre dall’anteprima di Norcia, in cui l’oratorio interreligioso ‘Credo’ sarà intonato, su testi di José Tolentino Mendonça, dall’Orchestra di piazza Vittorio, con musiche originali ed elaborazioni di pagine di Britten, Rossini, Machaut, canti sufi e di altre confessioni.

Premio ‘Francesco Siciliani’ Prende spunto da un particolare frammento del ‘Gloria’ («Et in terra pax hominibus bonae voluntatis») la programmazione dei concerti della Sagra musicale 2018: il ‘Gloria’ è stato scelto dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura, come testo obbligatorio per la quarta edizione del Premio ‘Francesco Siciliani’, fra gli appuntamenti più caratterizzanti la manifestazione. Il concerto finale dei vincitori si terrà il 15 settembre ad Assisi nella Basilica superiore di San Francesco e sarà assegnato, come nelle precedenti edizioni, alla garanzia di alta professionalità del St. Jacob’s Chamber Choir di Stoccolma, diretto da Gary Graden, e alla sua consuetudine con la musica corale contemporanea. Nato da una collaborazione con il Pontificio consiglio per la cultura e in particolare col suo presidente, il concorso vedrà come presidente della giuria per l’edizione 2018 Salvatore Sciarrino, figura molto legata alla Sagra musicale umbra e al suo direttore artistico Alberto Batisti. Sciarrino non solo ha scelto l’Umbria e Città di Castello come luogo di residenza, ma ha anche presentato al festival in prima esecuzione italiana suoi importanti lavori, come i ‘Madrigali’ del 2008.

‘War Requiem’ di Benjamin Britten «L’impresa più ambiziosa, ma anche più significativa ed eloquente, che la Sagra 2018 intende affrontare – sottolinea Batisti – è l’esecuzione del ‘War Requiem’ di Benjamin Britten», in programma venerdì 21 settembre presso la cattedrale di San Lorenzo a Perugia. La prima esecuzione italiana di questa partitura monumentale, fra le più alte testimonianze del pacifismo e denuncia degli orrori della guerra, avvenne proprio alla Sagra musicale umbra nel 1963, con l’autore presente anche come interprete. Seguendo le indicazioni originali di Britten, il concerto vedrà fronteggiarsi un tenore inglese (Mark Milhofer) e un baritono tedesco (Dominik Köninger), con la partecipazione del Trinity boys choir (coro con cui Britten amava lavorare) e sotto la direzione di Jonathan Webb, attualmente il più importante direttore di Britten al mondo.  

Apertura con Haydn Sarà la ‘Missa in tempore belli’, composta da Franz Joseph Haydn nel primo incendio europeo delle guerre napoleoniche, a segnare l’apertura del festival il 14 settembre nella basilica di San Pietro a Perugia, con il St. Jacob’s chamber choir e l’Orchestra da camera di Perugia affidati alla direzione di Gary Graden, musicista che ha contribuito forse più d’ogni altro alla fisionomia artistica delle ultime edizioni della Sagra musicale umbra. 

Debussy, tra musica e parole Tra gli appuntamenti cameristici inseriti nel percorso della Sagra, particolarmente importante è quello di domenica 16 settembre a Montefalco: esecuzione delle tre ‘Sonate’ (per violino e pianoforte, per violoncello e pianoforte e per flauto, viola e arpa) composte da Claude Debussy, di cui ricorre il centenario della morte, negli ultimi tre anni di vita. Il concerto ambienta le tre partiture nel clima culturale francese del tempo, con testi dello stesso Debussy (dalle lettere e dagli scritti critici), di Marcel Proust, Guillaume Apollinaire, Paul Valéry, nei quali si specchiano gli interrogativi degli artisti posti di fronte alla tragedia del conflitto. A dar voce agli inserti letterari è un’attrice di prima grandezza quale Maddalena Crippa, artista in grado di accordarsi con la sua sensibilità e la sua stupefacente versatilità alla tematica del concerto e del festival. Al violoncello, la giovanissima Erica Piccotti, promessa della musica italiana da tenere d’occhio.

Jazz ed elettronica per rivisitare Bach L’aspirazione alla pace pervade anche il progetto innovativo di ‘Soqquadro italiano’ intorno a Bach, in programma giovedì 20 settembre nella chiesa di San Bevignate a Perugia. La riscrittura contemporanea elaborata da Claudio Borgianni, caratterizzata da contaminazioni nel jazz e dall’elaborazione elettronica del suono, unita alla carismatica presenza di Vincenzo Capezzuto come danzatore e cantante, rielabora con un’originale rivisitazione arie dalla ‘Passione secondo Giovanni’ e dalle cantate sacre.

Beethoven contro il «cancro del nazionalismo» La celebrazione finale del Festival, in cartellone sabato 22 settembre nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia, sceglie la ‘Nona sinfonia’ di Beethoven come approdo e come simbolo di una pace fondata sulla fratellanza. «Il messaggio di Beethoven – spiega il direttore artistico della Sagra musicale umbra – viene affidato a una produzione originale che accoppia l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento al Coro dell’accademia nazionale di Santa Cecilia, sotto la guida del giovane Maxime Pascal. All’energia di questo giovane interprete viene affidato il messaggio di speranza che l’ultima sinfonia di Beethoven innalza, un simbolo universale e autenticamente europeo che, con eloquenza inequivocabile, esprime l’esatto rovescio delle tragedie belliche vissute e provocate dal nostro continente, oggi di nuovo minacciato dal cancro del nazionalismo».

Valorizzazione dei musicisti umbri Come nella scorsa edizione, la Sagra valorizza i musicisti del territorio offrendo loro una vetrina con i ‘Concerti di mezzodì’, appuntamenti musicali infrasettimanali ospitati da palazzo della Penna, a Perugia. In due casi, la scelta di questi interpreti è esito del concorso ‘San Lorenzo di Montenero’, che ha messo in luce giovani talenti del Conservatorio ‘Morlacchi’ di Perugia. La stessa opportunità viene offerta alle migliori realtà corali del territorio con la Mezzanotte bianca di giovedì 13 settembre, preludio alla Sagra nel quale il centro storico di Perugia si anima di eventi musicali, distribuiti fra chiostri, palazzi, chiese e musei, quest’anno con una particolare attenzione alla realtà delle bande della regione. Ogni pomeriggio la Chiesa di Sant’Ercolano ospiterà un concerto: di volta in volta saranno protagonisti l’Ensemble ArmoniosoIncanto, l’Ensemble vocale Libercantus, il Coro dell’Accademia degli Unisoni, il Coro dell’Università di Perugia, il Coro Santo Spirito-Volumnia.

Omaggio alla Galleria nazionale dell’Umbria In occasione del centenario della Galleria nazionale dell’Umbria, sabato 22 settembre la Sagra musicale rende omaggio al museo ambientando nelle sue sale un concerto per liuto, strumento che compare in innumerevoli opere esposte, affidando il compito a uno dei massimi specialisti internazionali della letteratura liutistica, il maestro Paul O’Dette, che ha impaginato un’antologia di composizioni della prima metà del Cinquecento italiano.

I ‘Concerti della speranza’ Anche in questa edizione, come accade ormai dal 2008, la Sagra musicale offre manifestazioni indirizzate specificamente a coloro che non possono intervenire perché svantaggiati dalle condizioni di salute o di disagio sociale. Questa sezione dedicata, che porta il nome di ‘Concerti della speranza’, si rivolge alle detenute del penitenziario femminile di Perugia e agli anziani della case di riposo. I programmi sono affidati agli ensemble cameristici dell’Orchestra da camera di Perugia, in particolare alla sezione dei fiati.

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