lunedì 26 agosto - Aggiornato alle 01:49

Dalla Babele di Bauman alla Metamorfosi di Beck, l’orgoglio di Popoli e religioni

Ironico il regista David Riondino alla consegna del premio: «Ogni volta che il Terni film festival sceglie un tema, un artista muore»

David Riondino al film festival Popoli e religioni

di Marta Rosati

La rassegna cinematografica è entrata finalmente nel vivo solo domenica pomeriggio con la proiezione del film ‘Metamorfosi’, che è anche il tema dell’intero festival Popoli e religioni. Lo spettacolo è stato riadattato dal regista Chris Swanton proprio per il concorso di Terni organizzato dall’Istess e diretto da Arnaldo Casali, e ha commosso il pubblico con un’interpretazione filologica del romanzo di Kafka. Assente per ovvi motivi l’attore principale: il gigantesco insetto creato al computer, non eccessivamente spaventoso perché non privo di tratti umani. Swanton ha sbattuto in faccia agli spettatori del Terni film festival la paura del diverso.

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Popoli e religioni 2017 Metamorfosi è stato il tema al centro della giornata, riproposto dal vescovo padre Piemontese come trasfigurazione e bellezza. Ripreso poi dalla presidente dell’Istess Stefania Parisi, con una punta di orgoglio: «L’anno scorso il titolo del festival era Babele e la rassegna era vicinissima alla pubblicazione del libro ‘Babel’ di Zygmunt Bauman (morto nel gennaio scorso). Quest’anno dopo la scelta di ‘Metamorfosi’ la vedova di Ulrich Beck ha pubblicato l’omonimo libro del marito e ciò dimostra la spiccata capacità della nostra manifestazione – ha detto la Parisi – di centrare tematiche di attualità e cariche di significati oltre che aperti a molteplici interpretazioni».

Cinema Politeama È stata allora la volta di David Riondino, assoluto protagonista lo scorso anno e quindi premiato per il miglior documentario dell’edizione 2016 ‘Il papa in versi’. La sua spiccata ironia ha portato una ventata di ilarità sul palco della sala 4 del cinema Politeama. Riprendendo quanto affermato dalla Parisi ha detto: «Noto con notevole interesse che tra l’arte e la morte si frappone il festival Popoli e religioni; ogni volta che scegliete un tema – scherza -, un artista collegato muore». Riondino ha ricevuto la statuetta che rappresenta l’angelo dello scultore Dominioni (da 10 anni premio del festival), poi in serata ha recitato Ovidio con sottofondo musicale e l’arte della sabbia della ternana Gabriella Compagnone; è presidente di giuria della rassegna 2017. Sul palco per salutare il pubblico anche Michele Castellani, insieme al padre titolare del cinema Politeama che ha ringraziato l’Istess per la cultura e gli spunti di riflessione che porta nelle sale del Cityplex.

@martarosati28

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