giovedì 14 novembre - Aggiornato alle 00:11

Dal morso di coccodrillo al caffè con Romario: le 93 ‘fotografie in prosa’ di Simone Zaccagni

Il prof eugubino voce del Gubbio presenta il suo libro ‘La noia di un altro non vale’: «Ognuno di noi ha qualcosa da raccontare»

«Ogni racconto è per me una fotografia in prosa, in fondo, se ci pensate bene, ognuno di noi ha qualcosa da raccontare». Sintetizza così Simone Zaccagni – eugubino che nella vita fa il professore ma anche il giornalista, l’appassionato di calcio (nonché da anni ‘voce’ radiofonica del Gubbio su Trg) ed enigmistica – la filosofia di fondo del suo libro “La noia di un altro non vale” edito da Alter Erebus, che sarà presentato venerdì 14 dicembre alle 18, presso la sala refettorio della “Biblioteca Sperelliana” di Gubbio.

Racconti alla radio Si tratta di 93 racconti, per lo più autobiografici, compresi in un arco cronologico che va dall’infanzia all’attuale maturità dell’autore. Molti di questi piccoli bozzetti di vita sono stati raccontati in diretta a Radio2 alla trasmissione cult “Il Ruggito del Coniglio”, tanto che i due conduttori, Marco Presta ed Antonello Dose, hanno entusiasticamente accettato di scriverne la prefazione. I racconti, in tono umoristico, ma spesso pure nostalgico ed evocativo, hanno come oggetto le varie passioni e le occupazioni dell’autore (scuola, viaggi, sport, redazioni): pertanto sono ambientati dai più sperduti angoli del mondo al corridoio di una scuola, dagli spogliatoi saturi dell’odore di olio canforato ai vicoli di Gubbio.

Dal coccodrillo a Romario «Una volta, alle veglie, non si andava forse avanti per ore a sentire storie ed aneddoti vari, spesso solo ammantati di verità? Allora ho pensato, o meglio ho trovato chi la pensava come me e che forse queste piccole storie, se ben narrate, potessero piacere non soltanto a chi mi conosce ma a molti altri. 93 racconti di varia natura, dal rischiato morso di un coccodrillo a Laura Morante che mi chiede di fare una foto insieme, dalla doccia fatta con la complicità di un elefante che mi spruzzava con la proboscide al declamare Garcia Lorca alla recita dell’asilo, per non parlare di Romàrio che mi offrì un gelato nel 1990 in un bar di Gubbio. Il Barone di Münchhausen, in confronto, è un dilettante, penserete…».

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