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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 14:38

Dal lampionaio allo scopino vespillone, le figure professionali scomparse dai Comuni

Albo dei dipendenti dell’ente di Alviano: un secolo di storia, solo il segretario è ancora centrale nella vita amministrativa

L’ultimo scopino vespillone andò in pensione negli anni ’80. Subentrano al suo ruolo due figure distinte: l’operatore ecologico e l’addetto ai servizi cimiteriali. E questa è solo una delle tante trasformazioni avvenute nell’ambito delle professionalità impiegate nei Comuni. Quello di Alviano ripercorre oltre un secolo di storia con l’albo dei dipendenti dell’ente, che mette in luce proprio questo. Verrà presentato domani, venerdì 26 novembre alle 17 al Castello di Bartolomeo e porta con sé uno spaccato di vita amministrativa del paese che va dal 1900 ai giorni nostri. L’iniziativa è del Comune e segue quella che dieci anni fa portò alla realizzazione dell’elenco cronologico degli amministratori comunali, con sindaci, assessori, consiglieri e segretari, dal 1861 al 2011. L’Albo è una raccolta di testi e foto, con protagonisti 154 dipendenti, avvicendatisi nel corso di 121 anni alle dipendenze del Comune.

Alviano Sarà l’occasione per ricordare alcune figure professionali scomparse, che richiamano un tempo lontano e romantico. Si pensi alla levatrice, al regolatore dell’orologio e al lampionaio. Lo scorrere le pagine del volume consente di risalire la china dei decenni e rivivere le sorti e le vicende di funzioni pubbliche oggi in parte scomparse, ovvero, profondamente trasformate. Solo il segretario comunale ha attraversato il secolo conservando la propria centralità all’interno della macchina amministrativa, nonostante le riforme intervenute a partire dagli anni ’90. Entrando nell’Albo si fa un salto nel tempo. Si pensi a due figure professionali come lo Scopino-Vespillone-Lampionaio e il Regolatore dell’Orologio. La prima professione, che vedeva insieme tre attività, rappresentava una figura che accompagnava le competenze amministrative dell’ente sin dalle origini e l’incarico in questione comprendeva mansioni che andavano dallo spazzamento delle strade, al seppellimento delle salme, all’accensione e allo spegnimento dei lampioni. Quest’ultima funzione cessò nei primi anni ’30 con l’avvento dell’illuminazione elettrica.

Giada Caneponi Quella del regolatore dell’orologio è una mansione antica che risale, all’interno della comunità alvianese, alla seconda metà del Seicento. L’ultimo regolatore dell’orologio, che svolse l’incarico, unitamente a quello di campanaro, fu negli anni Sessanta del 900. Un aneddoto che lo riguardava e che rimane ancora oggi nella memoria di molti è quello che lo vede attraversare, curvo dagli affanni dell’età, la via principale del borgo per mettere mano a un orologio che non voleva mai saperne di indicare l’ora giusta. La ricerca, realizzata da Giada Caneponi, operatrice volontaria del Servizio civile nazionale, è stata effettuata su materiale documentario presente nell’archivio storico e nell’archivio corrente del Comune di Alviano. Il titolo del progetto assegnato a Giada Caneponi si intitola ‘Comunità Resilienti- Respiriamo Cultura’. Il sindaco spiega che la resilienza oggi, nei paesi fortemente aggrediti dallo spopolamento e dell’abbandono, passa anche attraverso la valorizzazione della memoria, di quel senso di appartenenza che ci fa sentire parte di un racconto collettivo, che ci lega alle generazioni passate e ci proietta verso il futuro.

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