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Covid-19, musica oltre lo streaming: Tetraktis ‘percuote’ l’anima e suona lo spazio

Da Favole al telefono a Campanili vivi, con didattica e concerti il quartetto mette l’arte al centro della Fase 2 e di quelle successive

Roma, 04 09 2013 Ritratto di Alessandro Carbonare e Tetraktis Percussioni. ©Riccardo Musacchio & Flavio Ianniello

di M. R.

Non c’è lockdown che possa fermare la musica e non c’è ‘gabbia’ che l’ensemble Tetraktis non possa suonare. Proprio questa la prossima sfida del quartetto di musicisti umbri, punto di riferimento nel panorama nazionale della musica per strumenti a percussione che vanta esibizioni in USA, Africa, Asia, Europa e nelle maggiori Stagioni concertistiche italiane. In tempi di Covid-19, vista la necessità di mantenere una certa distanza interpersonale e prediligere gli spazi aperti, per i futuri concerti live il quartetto ha messo a punto alcuni programmi da eseguire in openspace, piazze, chiostri, borghi antichi umbri.

‘Suonare lo spazio’ Quello previsto da Laura Mancini, Gianni Maestrucci Leonardo Ramadori e Gianluca Saveri, amici e colleghi da oltre in venticinque anni, è un percorso di ritmo e suono in cui l’organico strumentale usuale si espande nello spazio del concerto. La location cioè verrà sfruttata nelle sue potenzialità sceniche e sarà esplorata nelle sue sonorità durante la perfomance come vero e proprio strumento musicale. Il quartetto usa così la musica a voler bonificare gli spazi, trattenuti nel silenzio forzato della quarantena, e li riscatta al gioco, all’arte e al divertimento, inondandoli di invenzione ritmica e timbri inediti.

La didattica ai tempi del Covid-19 Tetraktis Percussioni da anni dedica la propria attività artistica a progetti educational per le scuole di ogni ordine e grado. Corsi di perfezionamento e masterclass sono all’ordine del giorno. «Ogni proposta – riferiscono dall’ensemble – viene realizzata nel rispetto delle competenze e delle differenti età anagrafiche del giovane pubblico». Un lavoro riconosciuto unico in Italia e premiato con la duratura collaborazione di importanti Festival e blasonate organizzazioni concertistiche. Fra i tanti progetti vale la pena ricordare quello dedicato alle Favole al Telefono di Gianni Rodari con musiche di Gabriella Zen (Teatro alla Fenice di Venezia) E con i testi interpretati dal riconosciuto attore umbro Michele Nani.

Cratere Durante la carriera Tetraktis ha eseguito circa mille concerti, rappresentando in ogni teatro l’immagine artistica e l’evoluzione contemporanea in ambito musicale, della regione Umbria, per la quale in collaborazione con la Fondazione Perugia Musica Classica e grazie a finanziamenti ministeriali, organizza importanti iniziative, all’interno del Progetto Cratere, per la riqualificazione delle zone terremotate dell’Umbria proponendo attività didattiche in varie scuole della Valnerina, ad esempio a Norcia e Arrone, un lavoro artistico/educativa volta alla cura della propria sensibilità e alla ricerca della propria indole. Sempre all’interno del Progetto Cratere, Tetraktis ha proposto due edizioni della manifestazione Campanili Vivi e se dell’innovazione ha sempre fatto una propria bandiera, vale la pena ricordare anche il progetto Musia liquida: il quartetto ha interpretato brani con strumenti di vetro; realizzazione unica al mondo avvenuta grazie alla coproduzione con Arpa e Steroglass vetraria di Perugia.

Coronavirus Inutile dire che il lockdown ha imposto dei cambiamenti anche nelle abitudini musicali di Tetraktis. Durante il periodo della pandemia i percussionisti hanno provveduto ad organizzare il lavoro di docenti in smart working e come esecutori hanno scelto un percorso artistico originale. Non convinti delle continue proposte che durante i primi tempi del Covid-19, molti artisti hanno presentato nei vari social, il quartetto ha solo lanciato due brevi video musicali strettamente attinenti al periodo di clausura. Il primo ‘Banchi Funky’ composto da Laura Mancini fa riferimento alla scuola, allo studio, al bisogno di tutelare il diritto all’educazione delle giovani generazioni. A prescindere dalle difficoltà. Il secondo video ‘Cervicale Lockdown’ composto da Gianni Maestrucci fa riferimento alla testa e ai suoi movimenti. La metafora sta nel fatto che specie in un periodo di crisi, l’uomo deve reagire con l’intelligenza necessaria ad utilizzare creativamente ogni momento della vita, pur di arricchirsi, pur di crescere e condividere la propria dimensione umana e spirituale. E proprio questo è lo spirito che anima il quartetto proiettato già verso le fasi successive alla 2 appena cominciata. «Promuovere costantemente iniziative di qualsiasi genere musicale nei social – sottolineano Mancini, Maestrucci, Ramadori e Saveri -non fa bene ad un settore professionale già in crisi da anni in Italia».

Covid-19 «In un momento storico così complesso, dove l’arte è poco considerata e obbligata nelle gabbie dalle logiche commerciali volute dal mainstream, affossata dalla mancanza di cultura generale di generazioni volte alle attenzioni superficiali e banali – commentano dal Tetraktis percussioni – gli artisti risultano marginali, irrilevanti, non necessari.  Purtroppo la società ha dimenticato alcuni aspetti fondamentali della vita, fra tutti la cura dei sentimenti. Elemento fondamentale per gli uomini educati ai principi dell’etica e della cultura. Elementi che solo con la comprensione dell’arte possono essere sviluppati.La storia contemporanea verrà ricordata, se lo sarà, per l’assoluta inconsapevolezza dell’uomo verso l’auto distruzione. Gli artisti interpretano il tempo che vivono e lo propongono secondo le regole dei loro sentimenti. Nessuno li ascolta davvero, pochi comprendono che l’arte e la cultura sono le armi più affilate contro la superficiale interpretazione della vita terrena. Ignoranza porta alla paura, la paura porta solo alla violenza e al pregiudizio verso altri essere umani. Ma nulla di tutto ciò ostacolerà l’arte perché, come in altri momenti della storia, riuscirà a sopravvivere e a nutrirsi di tutto ciò che le accade intorno. L’arte e gli artisti non si fermano e mai lo potranno fare, rappresentano due elementi fondamentali e inarrestabili dell’universo».

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