sabato 7 dicembre - Aggiornato alle 23:15

Città di Castello, la mostra dei presepi compie 20 anni: c’è anche quello della ‘Terra dei fuochi’

Appuntamento dal 1 dicembre al 6 gennaio per ammirare presepi locali e nazionali, in modo particolare dell’arte napoletana

Quasi 200 espositori provenienti da tutta Italia e da varie associazioni presepistiche per impreziosire ancora di più un’edizione speciale della “Mostra di arte presepiale “di Città di Castello che quest’anno festeggia un traguardo importante: il ventennale. Dal 1 dicembre fino al 6 gennaio 2020 la città altotiberina si trasforma in una vera e propria ‘cittadella del presepe’. Nella Cripta del Duomo si potranno ammirare le opere dei più grandi artisti del settore provenienti dalle scuole di Napoli, Bergamo, Palermo, Avellino, oltre che sardi, toscani ed umbri. Parteciperanno, inoltre, varie associazioni aventi capofila l’Associazione Italiana Amici del Presepe sezione Napoli con la quale è iniziata la collaborazione sin dagli esordi.
Questa edizione vedrà alla consueta prestigiosa location del Duomo aggiungersi anche Palazzo Vitelli di Sant’Egidio, dove con il patrocinio e sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio, verrà proposto un evento di grande respiro culturale, poi S. Apollinare in Via del Popolo dove verranno collocate due eccezionali opere.

Evento nazionale Alla presentazione hanno partecipato il vescovo di Città di Castello, Domenico Cancian, il presidente dell’Ente Luciano Bacchetta, il vicesindaco e assessore alla Cultura di Città di Castello, Michele Bettarelli, Il presidente dell’associazione ‘Amici del Presepio Gualtiero Angelini’, Lucio Ciarabelli e il vicepresidente Claudio Conti. «L’operazione culturale messa in campo dagli ‘Amici del presepio’ in questa edizione del ventennale – ha detto Bacchetta – ha un sapore quasi programmatico e riteniamo che sia particolarmente focalizzata sul panorama nazionale del genere presepiale e sul clima della città. Il brand turistico Rinascimento e Contemporaneità, con cui stiamo proiettando l’immagine del territorio, trova i principali attrattori nel patrimonio artistico e architettonico, connotandoci come meta d’arte. In questi due decenni – ha continuato il presidente della Provincia -, la mostra internazionale di arte presepiale, come nel tempo abbiamo imparato a chiamarla, ci ha accompagnato nella transizione, approfondendo temi, diffondendo la passione per questo simbolo della devozione popolare, arricchendo il calendario cittadino di eventi, ricordandoci che alcune costruzioni dell’uomo resistono alle mode ed anzi rappresentano bussole di orientamento nella navigazione a vista di ognuno».

Percorso presepiale ​«Il ventaglio di opere esposte quest’anno è veramente variegato – ha spiegato il presidente dell’Associazione presepistica -, abbiamo realizzato un vero e proprio “percorso presepiale” che attraversa la città, abbiamo fatto di tutto per rendere questa edizione ancora più bella ed suggestiva delle precedenti. Rivolgo un sentito ringraziamento al vescovo, al parroco Don Alberto Gildoni oltre che a tutta Diocesi, che per anni ci hanno supportati, per aver concesso la disponibilità di una sede così affascinante e prestigiosa come la Basilica Inferiore della Cattedrale di Città di Castello». «Il presepio è il compleanno della persona più importante che è arrivata nel modo più umile e semplice ed è per questo che Francesco tanti secoli fa ha voluto rievocarlo in questa forma – sono state le parole di monsignor Cancian -. Auspico che le persone che visitano questo percorso di arte presepiale trovino un momento di pace e riflessione».
Il vice sindaco Bettarelli ha annunciato che da quest’anno il Comune ha destinato risorse dirette all’Associazione ‘Amici del presepio’ come riconoscimento dell’importante lavoro che svolge.

Terra dei fuochi La mostra è gestita dall’associazione presepistica locale che ogni anno realizza 25 opere da esporre. Saranno presenti raccolte private di artisti provenienti dalla Toscana e dalla Campania, la collezione Casillo, Bonechi, Dini, Arxaia e una sezione sarà dedicata ai pittori tifernati. Una delle novità è la presenza di un grande presepe napoletano di 12 metri per 2 e alto 3. Verrà ospitato un suggestivo presepe dal tema ”la terra dei fuochi” di Paolo Durante di Maddaloni (Na). Torneranno gli amici di Cascia con l’Associazione Carbonari che dopo il terremoto hanno sospeso le attività e presenteranno un presepe tradizionale allestito per l’occasione. Si potranno ammirare i tappetari di Camaiore con uno lavoro a mosaico di segatura colorata che verrà completato durante l’inaugurazione. Alla mostra potranno partecipare nella sezione appositamente allestita, le scuole, gli asili e le associazioni di assistenza per disabili. Sarà presente anche una parte della collezione “Presepi dal Mondo” di San Giovanni val d’Arno con il tema del cammino di Compostela.

Altre novità Entrando ancora più nel dettaglio, nella Basilica inferiore della Cattedrale l’Associazione presepistica napoletana presenta “Gli antichi mestieri da Francesco de Bourchard al teatro di Raffaele Viviani”. Quindi l’Apn allestirà, oltre alle consuete vetrine con mirabili opere dei suoi soci maestri, una sezione dedicata agli antichi mestieri e alle influenze che questi hanno avuto sul presepe napoletano con particolare riferimento all’iconografia e al teatro dalla seconda metà del XIX secolo al secondo dopoguerra.
Le opere nelle vetrine sono un omaggio a Francesco de Bourchard, l’opera centrale è invece un omaggio al teatro del poeta e drammaturgo napoletano Raffaele Viviani. Tali opere sono, da un lato una denuncia dello status sociale di una parte del popolo napoletano, dall’altra una fotografia di luoghi, usi e costumi di una Napoli ormai scomparsa, che trova analogie nella produzione pittorica di fine ottocento. Mentre al primo piano della prestigiosa dimora rinascimentale di Palazzo Vitelli di Sant’Egidio sarà allestita la mostra “Presepe continuum”, uno storytelling presepiale che testimonia la continuità – non senza adattamenti – dall’antichità a oggi, di usi costumi e tradizioni campane e più spesso napoletane. L’opera, frutto della collaborazione tra l’APN e la direzione artistica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sarà collocata nella sala degli Dei e costituirà il punto di partenza di un percorso didattico-espositivo che si snoderà negli ambienti affrescati del piano nobile. Il percorso si conclude in una saletta multimediale in cui sarà possibile fruire di video realizzati sulla mostra e descrittivi dell’arte presepiale napoletana con riferimento alla storia e alla tradizione colta e popolare.

 

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