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lunedì 6 febbraio - Aggiornato alle 21:12

Cento anni dalla scomparsa di Stanislao Falchi, Terni lo ricorda con un libro e un cd

In campo la fondazione Carit: «Nome che ha portato la città nel panorama internazionale della musica, valorizzare le eccellenze»

Un libro e un compact disc per i cento anni dalla scomparsa del direttore d’orchestra e compositore ternano Stanislao Falchi. In campo la fondazione Carit che lunedì mattina a palazzo Montani Leoni ha presentato le due opere. Si tratta del volume ‘Stanislao Falchi e la Roma musicale della Belle Epoque’ di Silvia Paparelli, (edizioni Lim – Lucca) e del Cd ‘Ore poetiche’ (musiche di Stanislao Falchi, ed. Da Vinci Classics – interpreti: Rosa Ricciotti, soprano; Sim Mo Kang,tenore; Gian-Luca Petrucci, flauto; Paola Pisa, pianoforte; Marco Francescangeli, attore).

Eccellenza del territorio All’evento erano presenti Luigi Carlini, presidente della fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, Ugo Giani, editore, Gian Luca Petrucci, professore emerito del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, Silvia Paparelli, autrice del volume. «Una delle mission della Fondazione Carit – ha dichiarato Luigi Carlini – è quella di valorizzare al meglio le eccellenze culturali del territorio. Stanislao Falchi non lo scopriamo certo oggi, ma la sua opera va sempre coltivata e apprezzata. Per questo quando ci è stato proposto di far parte di questo progetto, non abbiamo esitato, visto che stiamo parlando di un nome che ha portato Terni nel panorama nazionale e internazionale della musica, anche come cittadino benemerito della nostra città». A ringraziare la Fondazione «per aver consentito alla storia di Falchi e delle sue musiche  di avere ancora la giusta attenzione» è l’autrice Silvia Paparelli che aggiunge: «Eventi come questi sono utili anche per ricollocare il territorio ternano rispetto a quanto ha proposto e può proporre per valorizzare al meglio la propria cultura e le proprie eccellenze».

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