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venerdì 7 ottobre - Aggiornato alle 00:12

Casting the Castle, Civitella Ranieri si riapre al pubblico: performance, video, installazioni e incursioni sonore

Dopo due anni il progetto torna con nove autori che presenteranno interventi di diversa natura disseminati negli ambienti del castello vicino Umbertide famoso per le sue residenze artistiche

Il Castello di Civitella Ranieri, Casting the Castle 2018

di Dan. Nar.

Come suggerisce il titolo, l’evento si propone di restituire un’immagine inedita del Castello di Civitella Ranieri, aprendola al pubblico e svelandone gli spazi, nel segno di una forte interazione con i visitatori. Civitella Ranieri Foundation è lieta di presentare la terza edizione di Casting the Castle, progetto a cura di Saverio Verini, in programma sabato 10 settembre (dalle 17.30 alle 19.30, ingresso libero, consigliata la prenotazione su [email protected] oppure tel. 075.782.5228). Dopo due anni di pausa, il progetto torna con un programma particolarmente ricco. Nove sono gli autori coinvolti per l’occasione, che presenteranno interventi di diversa natura – performance, video, installazioni e incursioni sonore – disseminati negli ambienti del castello di Civitella Ranieri, che da oltre 25 anni ospita un programma di residenze per artisti visivi, scrittori, compositori e ricercatori provenienti da tutto il mondo.

Gesti, immagini e voci Il sottotitolo, “They repeat themselves constantly, but do not create a sense of habit”, è tratto da un testo scritto nel 2011 da un ex borsista di Civitella Ranieri, l’artista visivo Riccardo Benassi, dedicato proprio ai suoni che poteva udire dalla finestra del suo studio nel corso della residenza: una polifonia che si lega alle differenti proposte fruibili in occasione di Casting the Castle, e che al tempo stesso fa riferimento al concetto di ripetizione, altra cifra di quest’edizione. Tutte le opere e gli interventi sono infatti accomunati dalla reiterazione di gesti, immagini e voci, suggerendo in alcuni casi l’idea di un vero e proprio loop, un’energia incessante e circolare che si sprigiona negli spazi di Civitella Ranieri, tra entropia ed espansione. Una mostra “performativa”, dove il movimento è sempre presente, sia nelle azioni dal vivo che nelle opere installate nelle diverse stanze del castello. In questo senso, anche la durata dell’esposizione (una sola giornata, nell’arco di poche ore) vuole sottolineare la dimensione temporale ed effimera di questa terza edizione di Casting the Castle.

Greig Burgoyne Il percorso comincia nell’area del giardino, dove Greig Burgoyne (Glasgow, Scozia, 1971) propone una performance inedita, pensata appositamente per Civitella Ranieri. Burgoyne ha deciso di concentrarsi sull’aiuola che si trova proprio di fronte al castello: una superficie decisamente estesa con la quale l’artista cerca di confrontarsi attraverso una serie di azioni paradossali ed estenuanti, in linea con la propria poetica. Il corpo di Burgoyne diventa lo strumento per misurare e ridisegnare lo spazio; i suoi gesti – tanto dispendiosi quanto inutili – manifestano un interesse per la ripetizione e l’accumulazione, la resistenza e l’ostinazione, scaturendo talvolta effetti tragicomici.

Accorsi-Alberti Giorgia Accorsi (Latina, Italia, 1977) e Fabio Giorgi Alberti (Leida, Paesi Bassi, 1980) hanno ideato l’azione Sparacadute/Parashoot, che trova spazio nella corte interna del castello. I due artisti si aggirano nel corridoio all’ultimo piano dell’edificio, che presenta delle finestre che si aprono sul cortile: armati di una fionda, di tanto in tanto gli artisti lanciano dei piccoli paracaduti, che planano dolcemente a terra. Ogni lancio è preceduto dall’esclamazione di una parola – quasi un comando militaresco –, riportata anche sul paracadute: un vocabolario che enfatizza il carattere della performance, tra gioco e simulazione di guerra.

Kae Tempest La voce di Kae Tempest (Londra, Inghilterra, 1985) riecheggia nella piccola cappella del castello, sempre accessibile dalla corte interna. Uno spazio già carico di suggestioni che per l’occasione viene occupato dalla nuda voce di Tempest, in particolare da alcuni versi tratti dal libro Let Them Eat Chaos (2016), che ha segnalato l’artista come una delle voci più significative della poesia contemporanea a livello internazionale. Il breve testo è registrato e diffuso in loop nell’ambiente, ripetendosi come un mantra onirico.

Filippo Berta La Library all’interno del castello vede l’alternanza tra le performance di Filippo Berta (Treviglio, Italia, 1977) e Sissi (Bologna, Italia, 1977). Berta presenta per la prima volta una performance che trova nella biblioteca del castello il suo habitat ideale: decine di persone sono infatti coinvolte in un’azione collettiva basata sul gesto di sfogliare libri. Un’azione semplice e quotidiana che viene tuttavia stressata e trasfigurata: le persone sono infatti chiamate a sfogliare i libri nella maniera più rapida possibile, chiamando in causa il desiderio quasi compulsivo di conoscenza e, insieme, la sua inafferrabilità.

Sissi Ripropone invece una performance dal titolo Circonvolare: l’artista si muove nella stanza con ai piedi dei pattini a rotelle, tracciando nello spazio traiettorie imprevedibili che determinano e orientano anche la posizione del pubblico all’interno della sala, suggerendo un’immagine sospesa tra libertà, dinamismo e costrizione.

Nadah El Shazly La compositrice Nadah El Shazly (Il Cairo, Egitto, 1989), attualmente in residenza a Civitella Ranieri, ha realizzato un’installazione che parte dai suoni del castello. El Shazly ha registrato rumori di porte e finestre, cigolii e altri suoni ambientali, utilizzati successivamente per comporre una traccia che, giocando con le suggestioni del castello, evoca presenze oniriche e stranianti.

Paolo Bufalini All’ultimo piano del castello è allestita l’installazione Untitled di Paolo Bufalini (Roma, Italia, 1994). L’opera è formata da dieci cuscini bianchi, disposti a terra: apparentemente inerti, i cuscini rivelano a poco a poco un movimento – un respiro lento e costante – che conferisce a questi oggetti un’aura enigmatica, perturbante e al tempo stesso carica di lirismo.

Guido van der Werve Dopo aver attraversato a ritroso gli ambienti, il percorso termina nella Gallery, appena fuori dal castello, con la proiezione di The day I didn’t turn with the world (2007) di Guido van der Werve (Papendrecht, Paesi Bassi, 1977). Si tratta di un video che mostra l’artista al culmine di un viaggio fino al Polo Nord geografico; una volta raggiunto il punto esatto in cui l’asse interseca la superficie terrestre, van der Werve è rimasto per ventiquattro ore in piedi, ruotando su sé stesso in senso orario, mentre la terra sotto di lui girava in senso antiorario. Una dichiarazione di asincronia con il mondo, che nel video trova la propria formalizzazione attraverso un timelapse che riduce la giornata a nove minuti, creando un effetto di stasi e sospensione.

Casting the Castle L’evento intende enfatizzare l’atmosfera incantata del castello, offrendo inoltre al pubblico la possibilità di aprire le porte di Civitella Ranieri, visitandone gli ambienti in un’occasione inedita. Un progetto che – grazie alle proposte originale e multidisciplinari – vuole testimoniare la vitalità della Fondazione e la sua unicità nell’ambito delle residenze per artisti. Con uno sguardo rivolto alla propria storia recente: non è un caso che Kae Tempest e Sissi abbiano trascorso periodi in residenza al castello negli scorsi anni, mentre Nadah El Shazly sia attualmente fellow a Civitella Ranieri. Dana Prescott, direttrice di Civitella dal 2007 racconta così Casting the Castle: “Dopo una lunga pausa a causa del Covid, siamo felici di annunciare che il castello di Civitella Ranieri tornerà a fare da sfondo al progetto curato da Saverio Verini. L’edizione 2022 di Casting the Castle propone una serie di interventi artistici pensati per animare gli spazi di Civitella, che sono certa incuriosiranno e coinvolgeranno il nostro pubblico. Siamo entusiasti che a questo progetto prendano parte artisti eccezionali, tra cui ex “Civitelliani” come Kae Tempest e Sissi. Sarà un evento da non perdere”. La mostra sarà visibile a partire dalle 17.30, fino alle 19.30 circa. A causa del numero limitato di posti, le performance di Filippo Berta e di Sissi sono aperta a un gruppo massimo di cinquanta persone: è consigliabile prenotare per avere accesso all’evento.

Civitella Ranieri Foundation Nata nel 1995 su stimolo della sua fondatrice Ursula Corning ed è un programma di residenze per artisti dove ogni anno circa 50 eccellenze nel campo dell’arte visiva, della musica e della scrittura, suddivise in quattro gruppi, si incontrano per un periodo di residenza di 40 giorni. La fellowship Civitella Ranieri consiste in un regalo di spazio e tempo nell’omonimo castello, situato a Umbertide (Perugia). Negli oltre 25 anni di attività, la Fondazione ha ospitato quasi 1000 fellows da oltre 100 paesi, tra artisti visivi (tra gli altri si ricordano: William Kentridge, Allora&Calzadilla, El Anatsui, Martha Rosler, Lara Almarcegui, Dan Perjovschi, Emily Jacir), scrittori (tra cui Azar Nafisi, Mia Couto, Gary Shteyngart, Kamel Daoud, Tommaso Pincio, Salman Rushdie) e compositori (da segnalare Esperanza Spalding, David Lang, Johann Johannsson, Silvia Colasanti, Pauline Oliveros) di rilievo mondiale.

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