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sabato 24 ottobre - Aggiornato alle 10:48

‘Carceri d’Invenzione’, la Galleria nazionale omaggia Piranesi: film di Dupond, vinile di Teardo e pubblicazione

Proiezione della pellicola d’animazione dedicata al capolavoro del grande architetto visionario sui canali social e YouTube del museo, proprietario delle tavole ‘Vedute di Roma’ restaurate

Piranesi, una delle tavole de le Carceri d'Invenzione

di D.N.

In occasione delle celebrazioni per il terzo centenario della nascita di Giovanni Battista Piranesi (1720-1778), la Galleria Nazionale dell’Umbria omaggia il grande architetto veneziano presentando domenica 4 ottobre, nel giorno del suo compleanno, un film d’animazione realizzato da Grégoire Dupond dedicato a uno dei capolavori più emblematici dell’intera produzione piranesiana, le Carceri d’Invenzione. Sarà presentato (ore 12) al pubblico attraverso i canali social e YouTube del museo. È la prima di una serie di iniziative dedicate al genio visionario di Piranesi, che si accompagna al restauro delle 137 tavole delle celebri ‘Vedute di Roma’ di proprietà del museo, alla pubblicazione di un volume nella collana ‘Quaderni della Galleria Nazionale dell’Umbria’ (Aguaplano Libri editore) e a un disco in vinile con le musiche composte da Teho Teardo.

Esperienza immersiva L’iniziativa documenterà, in una “prospettiva privilegiata” e in chiave contemporanea, la sorprendente attualità e la potenza delle ‘Carceri d’Invenzione’, opera chiave per comprendere non solo l’intera produzione e la portata del genio di Piranesi, ma anche la modernità del suo sentire e della sua sensibilità, oggetto di una sorta di venerazione da parte delle generazioni successive, dai Romantici fino ai contemporanei. Il film d’animazione ‘Piranesi, Carceri d’Invenzione 300 anni’ è una nuova opera, ispirata al film ‘Piranesi, Carceri d’Invenzione 2010’ realizzato da Grégoire Dupond nel 2010 per Factum Arte e Fondazione Giorgio Cini. Partendo dalle 16 tavole della seconda edizione delle Carceri, Dupond ha costruito un complesso ambiente 3D che permette di esplorare gli spazi creati dalla “mente nera di Piranesi”, i quali si aprono uno nell’altro e ai quali si accede con lo sguardo per il tramite di aperture e finestre, o percorrendo le tante serie di scale disseminate lungo il percorso.

Prigioni dell’immaginazione L’attualità di Piranesi e della sua visione si avvalgono quindi delle nuove tecnologie per trasformarsi in spazi esplorabili e continui, nei quali sentire contemporaneamente la claustrofobia della “prigione” e lo smarrirsi del labirinto. Le emozioni di questa esperienza immersiva si amplificano per il tramite della rigorosa ricostruzione 3D di Grégoire Dupond ma anche per la magnifica composizione di Teho Teardo, ‘The Ghost of Piranesi’, che permette di fondersi e identificarsi con lo sguardo di chi esplora l’interno degli spazi piranesiani, contribuendo a scandire il ritmo circolare, insistente e cieco dello stato d’animo che emerge dalla percezione di queste “prigioni dell’immaginazione”. Spazi contraddittori, angosciosi, dilatati dalla distorsione delle regole prospettiche eppure perfettamente costruiti, nati dalla straordinaria visionarietà e dall’eccezionale abilità tecnica del genio veneziano. Spazi architettonici che diventano spazi interiori, nei quali scivolare per il tramite della musica, viatico per il viaggio in profondità tra le proprie “prigioni”.

Iniziative La realizzazione del film si inserisce nella serie di iniziative che la Galleria Nazionale dell’Umbria ha programmato nel 2020 per il terzo centenario della nascita di Giovanni Battista Piranesi. Sulla scia delle esposizioni e degli interventi conservativi già realizzati negli ultimi anni, volti alla conservazione e alla valorizzazione delle collezioni custodite nei depositi, è stata intrapresa infatti una campagna di restauri dedicati alle circa 137 incisioni delle celebri ‘Vedute di Roma’ disegnate ed incise da Giambattista Piranesi di proprietà del museo, cui farà seguito nei prossimi anni il restauro delle tavole delle Antichità d’Albano e di Castel Gandolfo descritte ed incise dal Piranesi. In concomitanza con il restauro delle ‘Vedute di Roma’, la Galleria sta effettuando una nuova campagna fotografica che possa dare testimonianza delle varie fasi dei lavori e che sarà riversata nell’Archivio digitale della Galleria Nazionale dell’Umbria, contribuendo all’implementazione dei contenuti relativi alle opere conservate nei depositi. I risultati scientifici della ricerca confluiranno nel volume ‘Giovanni Battista Piranesi nelle collezioni della Galleria Nazionale dell’Umbria’, della collana ‘Quaderni’ e in preparazione per i tipi di Aguaplano Libri. Al volume sarà allegato un disco in vinile da 7 pollici con la musica composta da Teho Teardo per il film d’animazione realizzato con Grégoire Dupond.

Grégoire Dupond Dalla fine degli anni ’90 l’artista franco-canadese ha prodotto opere in video, illustrazione 3D e animazione, fotografia, installazioni interattive, scultura, registrazione ed elaborazione 2D/3D per il patrimonio culturale e la produzione artistica, lavorando con istituzioni e artisti di fama in tutta Europa e all’estero. Attualmente sta esplorando le problematiche aperte dalle tecnologie digitali, indagando in particolare gli intrecci tra il significato, l’estetica e i dibattiti ad essi correlati, e i processi di elaborazione, visualizzazione e realizzazione innovativi. Sta lavorando alla creazione di narrazioni contemporanee in cui la materialità, la scienza, la natura e i media digitali si fondono. Riguardo al film d’animazione realizzato per la Galleria Nazionale dell’Umbria, ha scritto: “Le incisioni delle Carceri d’Invenzione sono state considerate come porte per entrare nella mente di Piranesi. Intricati viaggi nell’inconscio dell’artista, le opere possono essere considerate un mezzo per svelare le inquietudini psicologiche della vita e della mente di Piranesi al momento della loro creazione. All’inizio della rivoluzione industriale, con l’avvento della matematica, della precisione e della funzionalità, le Carceri di Piranesi hanno creato un mondo che ancora oggi rimane incomprensibile, un mondo dove vicoli ciechi, soglie e gallerie non portano da nessuna parte e sono dispiegati senza scopo o funzione. Il lavoro di animazione della macchina da presa in un mondo virtuale, che si svolge all’interno di un mondo tridimensionale creato artificialmente, è alimentato da un viaggio nella mente e nella psicologia di Piranesi. Il film Piranesi, Carceri d’Invenzione è stato inizialmente presentato nel 2010 per una mostra a San Giorgio a Venezia, organizzata dalla Fondazione Giorgio Cini e da Factum Arte. Da allora è stato proiettato in numerose mostre, luoghi ed eventi. Oggi, in occasione del trecentesimo anniversario della nascita di Piranesi, la Galleria Nazionale dell’Umbria ha commissionato a me e Teho Teardo una versione più breve, che non è solo un recut, ma una ripresa delle diverse scene, a cui è stata aggiunta la musica di Teho Teardo”.

Teho Teardo Compositore, musicista e sound designer, Teho Teardo è uno dei più originali ed eclettici artisti nel panorama musicale europeo. Ha composto le colonne sonore di numerosi film e nel corso della sua carriera ha vinto un David di Donatello, il Nastro d’Argento, il Ciak d’Oro e il Premio Ennio Morricone. Con l’attore Elio Germano, porta in scena dal 2012 lo spettacolo Viaggio al termine della notte, tratto dal capolavoro di Céline. Con Blixa Bargeld degli Einsturzende Neubauten ha realizzato alcuni album. Anche lui, in merito al film d’animazione realizzato per la Galleria Nazionale dell’Umbria, ha scritto: “Ho scoperto le opere di Piranesi da ragazzo, successivamente ho avuto la possibilità di studiarle all’università. Ricordo esattamente dov’ero la prima volta che le ho viste, era la vetrina di un antiquario a Pordenone. La mia fascinazione dipendeva dall’immaginario gotico che i suoi lavori suggerivano: ascoltavo musica oscura, cupa, imperscrutabile e quelle incisioni erano l’ambientazione ideale per una fuga dalla realtà dove le rovine potevano rappresentare anche una sorta di critica al mondo che le aveva generate. Un giudizio estetico e morale sulla società disgregata che in quei resti trovava un epitaffio senza lodi, uno scenario che per me allora era una sorta di Blade Runner al passato. Il tempo scorre velocemente e ci aiuta a cogliere il potenziale della capacità di immaginare di Piranesi, di inventare, mescolando sogno e realtà in uno spazio cosmico. Sono tecniche visive che si possono applicare al suono e alla capacità evocativa del suono”.

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