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Capolavori del ‘600 in Umbria: luce, figura, paesaggio. La mostra di Perugia al taglio del nastro

Fino al 30 giugno 2019 il complesso monumentale di San Pietro ospita l’esposizione, a cura di Cristina Galassi, per gettare luce su un enorme patrimonio artistico

«Capolavori del Seicento in Umbria», la mostra

di A.G.

Una nuova esposizione nel complesso monumentale di San Pietro a Perugia, dopo il successo della mostra sul Sassoferrato. Inaugura ufficialmente venerdì 9 novembre (ore 17) «Luce figura paesaggio. Capolavori del Seicento in Umbria», a cura di Cristina Galassi, allestita nella Galleria tesori d’arte di San Pietro. La mostra, frutto di unità di intenti e collaborazione delle istituzioni pubbliche e private e di collezionisti, potrà essere visitata fino al 30 giugno 2019.

LA PRESENTAZIONE – FOTOGALLERY

I musei dell’Università «Dopo il successo ottenuto lo scorso anno dalla mostra sul Sassoferrato, presentiamo ora questa nuova esposizione, fortemente voluta dalla Fondazione per listruzione agraria e dalla professoressa Cristina Galassi, mia delegata per i musei scientifici», ha detto il rettore dell’Università di Perugia Franco Moriconi, durante la presentazione alla stampa tenutasi l’8 novembre. «È quindi loccasione giusta per sottolineare limportanza dei Musei dellUniversità: strutture esistenti da tempo, ma con unidentità e un ruolo indecifrabili. Al contrario, oggi hanno assunto unimportanza fondamentale per lateneo, a cominciare dalla Galleria nel complesso monumentale di San Pietro, un luogo dove larte si coniuga con la spiritualità e con la cultura, grazie proprio allUniversità. Mi piace sottolineare, inoltre, come la mostra che presentiamo oggi sintetizzi in concreto uno dei punti cardine del mio mandato rettorale: la volontà di collaborare il più possibile con tutte le istituzione pubbliche e private, con la Fondazione cassa di risparmio di Perugia per sviluppare iniziative culturali che valorizzano Perugia e lUmbria». «Anche in questa mostra – ha affermato la presidente della Regione, Catiuscia Marini  – si distingue l’operato della Fondazione per l’istruzione agraria, erede dell’enorme patrimonio architettonico, storico e artistico tramandato dalla comunità benedettina di San Pietro, alla quale la Regione ha aderito con piacere contribuendo anche con la messa a disposizione di un’opera di Pietro Montanini. È innegabile che, spesso, l’immagine stereotipata dell’Umbria come regione dall’impronta medievale o al massimo rinascimentale, non abbia giovato alla conoscenza e anche alla tutela delle opere d’arte dei periodi considerati “minori”. Una tale sottovalutazione permise, inoltre, la distruzione o la dispersione di arredi e contesti di edifici ecclesiastici e privati e ritardò la piena consapevolezza di una fase invece vitale e cruciale anche per la cultura della nostra regione. Da allora sono stati fatti molti passi e non possiamo che essere grati a tutti quegli studiosi che operano per l’emersione dall’oblio di importanti testimonianze d’arte e storia e per animare il dibattito storico-critico sul periodo in esame. Grazie all’Università e alla Fondazione per tutto il grande lavoro di ricerca e per tutte le iniziative che si stanno realizzando nel complesso di San Pietro, luogo simbolo della storia dei benedettini e dell’identità di Perugia e dell’Umbria, unico e ricco di spiritualità e di storia non solo culturale, ma anche di scienze agrarie».

Grandi maestri e generi diversi «Tutti hanno messo a disposizione opere, tutti hanno collaborato, istituzioni e privati», ha evidenziato la professoressa Cristina Galassi. «Galleria nazionale dellUmbria, Fondazione cassa di risparmio di Perugia, Fondazione Orintia Carletti Bonucci, Fondazione Marini Clarelli Santi, Università degli studi di Perugia, Regione Umbria, Comune di Perugia, Accademia di belle arti, Centro edile per la sicurezza e la formazione, ma anche collezionisti privati. Questa mostra rappresenta unoccasione unica per ammirare capolavori sconosciuti del Seicento umbro e italiano: tutti i grandi maestri sono presenti, dalla pittura baroccesca al luminismo caravaggesco, fino al barocco; tutti i generi, dai paesaggi, alle opere bibliche, religiose a quelle profane. Unoccasione da non perdere».

Umbria e Perugia tutto l’anno «Qui a San Pietro è presente una grande quantità di opere darte: si tratta di uno dei luoghi più belli della nostra regione che, grazie alla collezione permanente e alle mostre temporanee come questa, ha insegnato ai perugini e agli umbri ad ampliare i propri orizzonti culturali», ha aggiunto Fernanda Cecchini, assessore alla Cultura della Regione Umbria. «Ecco quindi, unUmbria che riesce a proporre un panorama culturale ampio, di valore e diversificato, frutto di una bella sinergia e di una combinazione di eventi che rendono davvero interessante la nostra regione durante tutto lanno». «Non è la prima volta che si crea questa collaborazione tra enti e istituzioni cittadine per promuovere un appuntamento culturale e ritengo che questo renda la città più forte – ha sottolineato l’assessore comunale alla cultura, Teresa Severini – serve anche per dare risalto a un luogo, già importante, come il complesso di San Pietro, per renderlo ancora più attrattivo per il turista. Ritengo, peraltro che sia fondamentale accendere lattenzione sul Seicento umbro, quale occasione di conoscenza  della grande ricchezza della città e della regione». «La mostra rappresenta un esempio importante di come fare rete, ma anche un modello di efficienza per utilizzare le poche risorse disponibili – ha rilevato Fabrizio Stazi della Fondazione cassa di risparmio di Perugia,  portando il saluto di Giampiero Bianconi, presidente della Fondazione – un modello che sarà da seguire anche da altri soggetti, in questo momento in cui le disponibilità finanziarie tendono a ridursi».

La mostra ‘Luce figura paesaggio. Capolavori del Seicento in Umbria’ vuole gettare luce sullenorme patrimonio artistico del Seicento in Umbria, documentandone in maniera eccellente la ricchezza e la varietà. LUmbria, i suoi pittori e le sue committenze si mostrano partecipi di un secolo rivoluzionario per la cultura figurativa italiana, alla ricerca di nuove potenzialità espressive. Il percorso espositivo, a cura di Cristina Galassi, si articola attraverso un considerevole numero di dipinti, circa sessanta, rappresentativi delle varie correnti e tendenze che si affermano nel corso del XVII secolo: la cultura tardo manierista di Federico Barocci e Ventura Salimbeni convive con il filone classicista di Gian Domenico Cerrini e di Sassoferrato, con il naturalismo di matrice caravaggesca e guercinesca (nei dipinti dello Spadarino, di Orazio e Artemisia Gentileschi), con lespressività barocca di Pietro da Cortona, Pietro Montanini e François Perrier. Una pluralità di accenti che riserverà delle sorprese in una regione famosa soprattutto per il suo patrimonio archeologico, per i suoi monumenti di epoca medievale e per il suo Rinascimento. Unoccasione unica, quindi, per ammirare opere mai o poco viste, raccolte per loccasione nella cornice dellabbazia perugina.

Informazioni e biglietti La mostra è visitabile dalle 10 alle 19 tutti i giorni (domenica mattina la visita alla Basilica è subordinata alle funzioni religiose), con chiusura il lunedì. Promozione biglietto cumulativo (Basilica di San Pietro + mostra) fino al 31/12/2018: 5 euro intero 3 euro riduzione scuole (dal 01/01/2019: 6 euro intero 4 euro riduzione scuole).

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