domenica 20 agosto - Aggiornato alle 19:17

Capitale italiana della cultura 2020, si candida anche Castiglione del Lago insieme a tre Comuni toscani

Dopo Foligno, che correrà in solitaria, ci prova la città umbra insieme a Montepulciano, Chiusi e Torrita di Siena

Una veduta del centro di Castiglione del Lago

di D.B.

Non solo Foligno. C’è una seconda città umbra che ha lanciato la propria corsa per diventare Capitale italiana della cultura 2020. A entrare in pista è infatti anche Castiglione del Lago che si è candidata nell’ambito di un progetto che comprende anche tre vicini Comuni toscani, ovvero Montepulciano, Chiusi e Torrita di Siena. Un territorio ampio, quello che affaccia sulla Val di Chiana, che unisce il sud della Toscana e l’area del Trasimeno. La strategia con la quale si presenterà alla sfida sarà decisa in concerto dalle quattro amministrazioni comunali in accordo con la Fondazione cantiere internazionale d’arte, l’istituzione che si occuperà di preparare il dossier che sarà poi presentato al ministro dei beni culturali entro il 15 settembre. Le altre tappe da tenere a mente sono quella di novembre, quando il Ministero sceglierà dieci città sulle 46 italiane che si sono fatte avanti e poi quella di gennaio, mese entro il quale sarà designata la vincitrice.

LA CANDIDATURA DI FOLIGNO

La candidatura Come ben sa Perugia, che in virtù dell’avventura europea sfumata solo in finale si è vista riconoscere il titolo di Capitale italiana della cultura 2015, in palio per la vincitrice c’è un milione di euro. Risorse che, questo l’obiettivo dichiarato, potrebbero attrarre altri finanziamenti con i quali dare vita o supportare altre iniziative da realizzare nell’anno, o già tradizionalmente consolidate nel patrimonio culturale dei quattro Comuni oltre a una riqualificazione del patrimonio artistico e architettonico. «Il progetto da cui prende vita la candidatura – è detto in una nota – partendo dai principi espressi dal Cantiere dell’arte di Montepulciano, si ritrova nell’obiettivo di creare una “commistione virtuosa” tra la cultura e l’arte praticata dai professionisti e quella espressa a livello amatoriale nel territorio di riferimento. In questo senso, una parte rilevante avrà la formazione continua (aperta a tutti) con professionisti, che agiranno anche online, su apposite piattaforme e in più lingue».

Twitter @DanieleBovi