mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 17:03

Briccialdi di Terni a rischio, i docenti occupano l’istituto: «Attività garantita»

Iniziativa al via dalla prossima settimana: «Ci preoccupa la situazione debitoria, quattro stipendi non corrisposti»

Briccialdi (foto Rosati)

Suoneranno più forte, non per festeggiare ma per farsi sentire da tutta la città «perché percepisca il Briccialdi come un bene da custodire e proteggere». Sono i docenti dell’istituto di via del Tribunale che denunciano scarsa chiarezza e troppe ombre sul processo di statalizzazione che dovrebbe garantire il mantenimento dell’istituto stesso e annunciano occupazione.

Iniziativa Rsu L’occupazione partirà dalla settimana prossima, probabilmente già da lunedì. «La scelta – motivano – deriva dal fatto che è un momento decisivo per la storia dell’istituto. La procedura di statizzazione del MiUR – speigano – è imminente, il tempo è poco e serve un’accelerazione da parte delle istituzioni coinvolte per non perdere il treno. La situazione di Terni presenta dei lati mai chiariti, delle zone d’ombra che preoccupano il corpo docente. Vorremmo capire in che modo si possono risolvere concretamente e in tempi brevi i problemi dell’Istituto, soprattutto per quanto riguarda la situazione debitoria e i quattro stipendi non corrisposti». Perciò l’Assemblea dei docenti ha deliberato all’unanimità l’occupazione.

La statalizzazione «Il decreto interministeriale che disciplina la statizzazione degli ex Istituti Pareggiati – spiegano da via del Tribunale – ha fissato il cronoprogramma. Gli Istituti hanno 90 giorni di tempo per produrre l’istanza di statizzazione a partire dall’apertura della procedura telematica. Le domande di statizzazione verranno valutate da una commissione ministeriale che può accogliere o respingere l’istanza. In caso di esito negativo gli istituti hanno 180 giorni di tempo per integrare la domanda con ciò che serve. In caso di ulteriore esito negativo la commissione propone al MiUR il definitivo diniego. E sappiamo tutti che l’istituto Briccialdi non potrebbe più reggere sulle
sole forze che in questi anni hanno garantito gli enti locali, in particolare il Comune di Terni».

La mobilitazione I docenti non vogliono creare alcun disagio agli allievi: «Loro  – commentano – sono il vero valore dell’Istituto e anche il motivo per cui noi siamo qui. Le lezioni, gli esami, le tesi, le masterclass, i concerti verranno garantiti. Anzi l’attività didattica e concertistica grazie all’occupazione verrà ampliata con altre iniziative fatte a titolo gratuito dal corpo docente. Ne verrà data notizia anche attraverso i social network. Ci sarà un’apertura alla città, desideriamo che tutti sentano l’istituto come un bene che i cittadini ternani devono proteggere».

Il Partito democratico «L’occupazione dell’Istituto Briccialdi – spiega Francesco Filipponi, capogruppo in Comune del Pd – segna un punto di svolta drammatico. Nonostante le roboanti promesse a mezzo stampa della segreteria politica di chi detiene la maggioranza relativa a Palazzo Spada, il quadro ha avuto una evoluzione molto negativa, non solo per gli stipendi arretrati. La statalizzazione seppur graduale è stata garantita dal precedente Governo. A quel percorso si è arrivati a Terni grazie al sostegno forte e concreto della precedente amministrazione, che ha garantito fino al 2018 un contributo sulla base di una convenzione triennale di 700 mila euro l’anno. Tale contributo era in precedenza addirittura superiore al milione di euro. Oggi quel contributo e’ ridotto a 700 mila euro per due annualità. Quello sforzo fatto all’epoca lo rivendichiamo con forza, grazie anche al contribuito della Regione. Chi governa oggi si prenda altrettanto le proprie responsabilità».

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