domenica 21 aprile - Aggiornato alle 09:37

Botta e risposta ad Assisi sul teatro Metastasio, il Comune risponde alla Curia

Dopo la severa lettera di monsignor Peri arrivano le precisazioni: «Senza preavviso avete smantellato attrezzature e arredi nel teatro»

Botta e risposta tra Curia e Comune di Assisi sul teatro Metastasio. E’ il caso di dire ‘Curia’ poichè a difendere le posizione dell’associazione ‘Dare’ che ha gestito per anni il teatro, è stato monsignor Peri, vicario episcopale per la Cultura, con una severa nota.

LA SEVERA LETTERA DELLA CURIA

La risposta del Comune Gli risponde il Comune, precisando di farlo in rappresentanza di tutta la Giunta e non soltanto di un assessore, riferendosi a Guarducci, tirato in ballo per la delega alla ‘Cultura’ del Comune di Assisi, protagonista di dichiarazioni pubbliche con cui ha annunciato l’intenzione del comune di non rinnovare la convenzione con l’associazione. Essendo tuttavia che la massima autorità in ambito culturale della Curia di Assisi ha fatto riferimento a diverse dichiarazioni apparse anche sui social, il Comune precisa che «nessuna fonte ufficiale del Comune di Assisi ha mai parlato né commentato né tantomeno avallato le voci relative all’”utilizzo come dormitorio” del Teatro Metastasio o ad altri utilizzi impropri che sarebbero stati attuati dall’associazione Dare. Nessuna fonte ufficiale del Comune ha mai scritto su Facebook o in altre sedi “indegne insinuazioni”». (In alto la lettera del Comune all’associazione)

Gestione inclusiva Mette le mani avanti il Comune spiegando che la nuova gestione sarà inclusiva. Ovvero aperta anche all’associazione ‘Dare’ come a tutti gli altri protagonisti. E scrive: «Il Comune di Assisi in prossimità della scadenza (31.12.2016) della Convenzione relativa alla gestione del Teatro Metastasio ha, fin da subito, indicato che la scelta di tornare a gestire direttamente questo spazio maturava dalla esigenza di garantire la massima pluralità di partecipazione da parte di tanti soggetti protagonisti della vita culturale cittadina e non solo. Il Metastasio è un Teatro comunale e non può che essere trattato come ogni bene pubblico, nella trasparenza ed evidenza pubblica degli eventuali procedimenti concessori qualora l’Ente non provveda ad una gestione diretta».  Nessuna «intenzione – quindi – di allontanare nessuno ma, anzi, ha più volte espresso, in molteplici incontri con l’associazione Dare, la ferma volontà di integrare la presenza delle attività promosse dagli attuali gestori con altri potenziali fruitori. Volontà pienamente e formalmente ribadita, oltre che nei vari incontri pubblici e privati, anche attraverso una lettera ufficiale. Il Comune di Assisi  – continua la precisazione – ha infatti avviato, sin dal mese di settembre, un dialogo pacato e propositivo con l’associazione, richiedendo le esigenze di programmazione della stessa al fine di inserirla prioritariamente nel cartellone 2017 e di venire incontro anche alle esigenze temporali di occupazione dell’Accademia. A questa precisa richiesta, a tutt’oggi, non è stata data risposta da parte dell’Associazione».

Ma ‘Dare ha fatto i bagagli’ Intanto l’associazione ha fatto i bagagli «senza preavviso – scrive il Comune – ha provveduto allo smantellamento di attrezzature e arredi presenti nel Teatro e negli spazi connessi. Il Teatro Metastasio, come ogni bene pubblico comunale, è in primis dei cittadini di Assisi che devono essere rassicurati sulla necessità che tale bene sia utilizzato per esaltare le attività culturali della nostra Città, in piena armonia con la sua vocazione e con il suo spirito».

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