lunedì 24 luglio - Aggiornato alle 04:39

‘Balla la terra’: Preci esorcizza il terremoto con tre giorni all’insegna del folk

Dal 26 al 28 maggio nel borgo colpito dal sisma alla scoperta dei segreti del saltarello, dell’organetto e della zampogna di Amatrice

Il terremoto non ferma le Tradizioni di maggio di Preci. E anzi dal 26 al 28 maggio nel borgo gravemente colpito dal sisma si difenderà la musica tradizionale delle regioni del cratere, tutte protagoniste di Balla la terra, tema della quinta edizione della manifestazione: «Si tratta di un titolo forte, ma se la terra balla – ha detto il sindaco di Preci, Pietro Bellini – vogliamo ballare anche noi, muovendoci per far rinascere e ripartire questa zona dell’Umbria»

IL PROGRAMMA COMPLETO

Tradizioni di maggio di Preci per ripartire Il festival di Preci è quindi salvo, anche grazie alla partecipazione di gruppi folk, cantori tradizionali, musicisti professionisti e accademici universitari provenienti da Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Ma non solo. Sì, perché nel cuore della Valle Castoriana ferita dalle scosse di fine ottobre arriveranno anche i musicisti e i cantori del Carpino folk festival, uno dei più grandi eventi del genere, che hanno aderito all’iniziativa per portare la solidarietà della Puglia. Loro il pomeriggio del 26 maggio, al termine della tavola rotonda su Vecchie e nuove tradizioni per la ricostruzioni, omaggeranno le regioni del saltarello con la tarantella del Gargano e, alle 21.30, del concerto “Chi salta e chi balla” con Trainanà e cantori di Carpino.

Sindaco: «Pronti ad accogliere turisti» Il festival Tradizione di maggio è stato presentato giovedì mattina a Perugia, dove il sindaco Bellini ha evidenziato come «con questa manifestazione tracciamo una linea di demarcazione fra l’evento sismico, la fase emergenziale dalla quale siamo usciti, e il percorso di ritorno alla normalità su cui ci siamo avviati. La manifestazione – ha aggiunto – offrirà l’occasione per venire in Umbria e conoscere da vicino la realtà dei nostri territori, di Norcia, Preci e Cascia, che hanno bisogno del sostegno dei visitatori. Da parte della comunità c’è stata una reazione forte – ha proseguito Bellini – con le attività locali che si stanno adoperando al meglio per la riuscita della manifestazione. A disposizione anche spazi e strutture per mangiare e dormire».

Gli appuntamenti in programma Con lui Marco Baccarelli, direttore artistico del festival: «Balla la terra è un modo per esorcizzare la paura del terremoto non solo a Preci ma in tutte le altre regioni interessate dal sisma con cui – ha spiegato – abbiamo verificato come le tradizioni orali presenti siano simili e come lo stesso saltarello, nelle sue declinazioni cantato, ballato e suonato, sembri essere il denominatore comune che lega, oltre al terremoto, le comunità di questa zona del Centro Italia». Nel programma della tre giorni di fine maggio anche spettacoli, stage con musicisti, costruttori di strumenti e mostre mercato, ma anche la rassegna dei gruppi di Maggiaioli del Centro Italia e passeggiate guidate. Ricca è la proposta di corsi gratuiti e aperti a tutti, dove poter imparare a ballare il saltarello, suonare l’organetto o la zampogna di Amatrice. Infine, un’attenzione particolare è dedicata ai giovani, con la produzione teatrale, La terra balla? Balla la terra! pensata per l’elaborazione della paura del terremoto e un nuovo rapporto con il territorio. Domenica 28, dalle 15, in programma anche il ‘Percorso della speranza’, con stazioni musicali fino alla zona rossa di Preci.