sabato 25 maggio - Aggiornato alle 15:40

‘E Baboucar guidava la fila’ di Giovanni Dozzini è libro finalista del concorso European Union Prize for Literature 2019

Annunciati i titoli e gli autori emergenti italiani della X edizione del concorso europeo: tra questi anche lo scrittore perugino con il suo nuovo lavoro

E Baboucar guidava la fila

di Dan. Nar.

La giuria italiana ha annunciato i nomi dei finalisti del concorso ‘European Union Prize for Literature 2019’, un’iniziativa della Commissione Europea volta a promuovere la letteratura a livello europeo valorizzando scrittori emergenti attraverso canali tradizionali e digitali. La bella notizia è che tra questi, e in ottima compagnia a guardare nomi e libri segnalati al suo fianco, c’è anche Giovanni Dozzini con il suo ‘E Baboucar guidava la fila’ (Minimum Fax): il tema della migrazione raccontato con la storia di quattro richiedenti asilo arrivati in Italia dopo avere attraversato l’Africa e il Mediterraneo, sospesi tra la speranza che la loro richiesta venga accolta e l’ansia di essere respinti. Dozzini è giornalista, traduttore e scrittore perugino. I suoi articoli sono stati pubblicati su Europa, Huffington Post, Italia, Pagina99 e OndaRock. Dal 2014 è nel comitato organizzativo del progetto culturale Encuentro.

I finalisti Dopo una scrupolosa valutazione dei numerosi titoli proposti dalle case editrici italiane, la giuria, presieduta da Barbara Hoepli, presidente della Casa Editrice Libraria Ulrico Hoepli, insieme ad Annamaria Malato, amministratore delegato della Salerno Editrice, Anna Rottensteiner, direttrice della Casa della Letteratura di Innsbruck e Alessia Rastelli, giornalista del Corriere della Sera, ha comunicato la selezione tra cui verrà scelto il vincitore. Insieme al libro di Dozzini ecco anche gli altri autori e titoli in lizza: Desy Icardi, ‘L’annusatrice di libri’ (Fazi Editore); Raffaele Riba, ‘La custodia dei cieli profondi’ (66thand2nd); Stefano Zangrando, ‘Fratello Minore’ (Arkadia Editore).

Concorso europeo Il premio è finanziato dal Programma Europa Creativa (2014-2020) dell’Unione Europea, che ha stanziato 1,46 miliardi di euro con l’obiettivo di promuovere la mobilità oltre i confini per coloro che operano nel settore culturale, incoraggiare la circolazione internazionale di opere artistiche, favorire il dialogo interculturale e la traduzione di 4.500 opere letterarie. Il bando è aperto ai 36 Stati attualmente aderenti al programma. L’Italia ha partecipato alle edizioni EUPL 2009, 2012 e 2015. Due le caratteristiche principali del concorso: il montepremi del valore economico di 5000 euro e l’opportunità di promuovere l’opera a livello internazionale con il supporto di tutti gli enti che la Commissione Europea coinvolge nel coordinamento dell’iniziativa: l’European and International Booksellers Federation (EIBF), l’European Writers’ Council (EWC) e la Federation of European Publishers (FEP). La proclamazione del vincitore di questa edizione si terrà mercoledì 22 maggio 2019. La cerimonia di premiazione sarà lunedì 23 settembre 2019 presso il Centro Culturale Bozar di Bruxelles.

Il libro di Dozzini ‘E Baboucar guidava la fila’ è una favola senza morale, che affronta il tema delle migrazioni scegliendo di raccontare quello che viene dopo le traversate, la normalità inafferrabile di una vita dignitosa che segue ogni approdo e tutto quello che questa normalità contiene: le paure, i desideri, la rabbia, le nostalgie, riuscendo a ottenere alla fine quella particolare risonanza poetica che hanno soltanto le cose vere. Si tratta di una storia di migranti: quattro richiedenti asilo africani che vivono a Perugia, e un giorno di luglio del 2016 decidono di andare al mare. Ne seguiranno piccole vicissitudini raccontate senza retorica, drammatizzazioni e intenti moraleggianti. Un romanzo in presa diretta, sulla quotidianità di Baboucar, Ousman, Yaya e Robert. La piccola rivoluzione del libro, rispetto alla narrazione imperante, risiede proprio in questo. Baboucar, Ousman, Yaya e Robert sono quattro richiedenti asilo arrivati in Italia dopo avere attraversato mezza Africa e il Mediterraneo. C’è chi aspetta la prima udienza di fronte alla Commissione territoriale, chi il ricorso in primo grado al tribunale, chi invece ha ottenuto una protezione sussudiaria e per un po’ può andare avanti senza troppe ansie. Un fine settimana decidono di prendere un treno che da Perugia li porterà verso l’Adriatico. La meta è la spiaggia di Falconara Marittima e il viaggio è scandito dagli incontri, dalle ossessioni di ognuno e dall’altalenante rapporto con la lingua italiana. Sono quarantott’ore di piccoli avvenimenti: multe, bivacchi, visioni, la finale degli Europei di calcio, qualche litigio. Due giorni in cui i quattro amici si ritroveranno sempre a camminare, in fila indiana, lungo le strade della provincia del Centro Italia.

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