sabato 25 maggio - Aggiornato alle 17:04

Attore, musicista, poeta e declamatore: Perugia dice addio al Maestro Straccivarius

Silvano Cenci è morto nella notte tra sabato e domenica. È stato tra i fondatori del Fuori, Fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano. Cerimonia laica per l’ultimo saluto

di Danilo Nardoni

«Quest’opera è severamente vietata ai minori di sei anni e a coloro che dovessero soffrire di scompensi cardiaci o paralisi secche». Riprendendo in mano alcuni dei suoi libri ci si può anche imbattere in questa breve introduzione al testo. Anche perché l’unico vero modo per introdurre, a chi non lo ha conosciuto, Giorgio Straccivarius è forse questo. Ma parlare di “Stracci” è come parlare di Silvano Cenci. Nessuna differenza tra performer e persona. Nessuno schermo, nessuna maschera. La verità di quello che si è, nuda e cruda, sbattuta in faccia. E allora parlare di lui come di una persona e artista fuori dagli schemi sarebbe riduttivo. Se genio o “folle” anche qui non ci interessa, perché con lui anche in questo caso sarebbero la stessa cosa. Ma delle “paralisi secche” che ha fatto prendere a tanti nel corso della sua vita, di quelle sì. Perché ci interessa chi sa andare controcorrente e in controtendenza, ma anche chi poi alla fine si dimostra più normale di tanti altri, soprattutto rispetto a chi riesce a stare senza alcun scossone dentro schemi di una società che ci vuole sempre più ingabbiati.

Ultimo saluto Attore, musicista, poeta, animatore della vita culturale perugina, omosessuale dichiarato quando era difficile esserlo e inventore insieme a Paolo Vinti delle «declamazioni»: ormai leggendarie quelle che i due tenevano insieme al Kandinsky di via Enrico dal Pozzo e al Papaya di via dei Priori, solo per citare due dei luoghi dove era facile incontrarli. Era questo e molto altro il Maestro Straccivarius, morto nella notte tra sabato e domenica. Da qualche tempo in carrozzella, dopo un’aggressione, Straccivarius si trovava in un istituto di accoglienza umbro. Chi vuole potrà dare l’ultimo saluto al Maestro martedì 12 marzo nella sala del commiato al cimitero monumentale di Perugia durante un cerimonia laica che partirà dalle ore 10.

Sensibile e talentuoso Silvano Cenci, nato a Perugia nel 1941, è stato uno dei primi radicali di Perugia, movimento in cui ha militato fino alla fine degli anni ‘80. Tra i primi perugini a fare coming out in città ha fondato nel 1977, nella sede storica di Corso Cavour, il Fuori di Perugia (Fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano), movimento politico federato al Partito radicale e attivo negli anni ’70 nella rivendicazione dei diritti degli omosessuali. Insieme a quella di Paolo Vinti, se ne va ora un’altra figura cittadina che era parte fondamentale della vena poetica di Perugia, da oggi artisticamente e umanamente più povera perché sempre più incapace di tirare fuori la sua verità più vera, quella senza costrutti ed enfasi da prime donne della cultura. Straccivarius era uno di quei personaggi stravaganti ed eccentrici capaci di caratterizzare una città. Incontrarlo ti dava l’opportunità di uscirne ogni volta arricchito, grazie ad una sensibilità trasparente e un talento burrascoso.

Artista poliedrico Musica, scrittura, poesia, teatro: Straccivarius ha affrontato a suo modo l’arte a tutto tondo. Con il teatro si è cimentato anche come insegnante per i giovani universitari del Cut, oltre ad essere stato al fianco di Giampiero Frondini e Sergio Ragni in alcuni spettacoli, e a scriverne altri come autore. Nelle sue poesie, ironia e sensazioni forti convivevano benissimo. Si definiva “filosofo e monaco tibetano”. Come musicista ha lavorato con gente del calibro di Harold Bradley e Chet Baker. Non è mancata anche la stima di personaggi che dall’alto della loro grandezza artistica lo hanno ben compreso il suo genio: Straccivarius ha recitato nel ‘Casanova’ di Federico Fellini e ha ricevuto apprezzamenti pubblici da Eduardo de Filippo o Vittorio Gassman. Insomma, tutt’altro che “pazzo” o “svitato”, come veniva additato da molti benpensanti e al riparo dai loro stessi scheletri nell’armadio. E tutt’altro che artista, come invece veniva considerato da uomini veri di cultura. Era solamente Giorgio Straccivarius.

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