mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 00:29

Anfiteatro di Terni, no alla copertura: Fondazione Carit può dire addio al progetto

Bocciata dalla Soprintendenza l’operazione da 2 mln di euro griffata studio Marchetti: «Struttura invasiva e snaturante»

Per piazza Paul Harris nei mesi passati era scattato il divieto di applicare specchi e lance di acciaio inox sulla facciata del palazzo progettato da Iapadre e Patalocco, ora per via del Vescovado arriva anche il no della Soprintendenza alla copertura dell’Anfiteatro.

Copertura da 2 milioni di euro  Nel parere negativo, firmato dalla dirigente apicale dell’ente ministeriale, Marica Mercalli, si legge di una «struttura invasiva della compagine archeologica e snaturante della corretta percezione di questa». A darne notizia è il Corriere dell’Umbria. Il quotidiano, citando ancora la relazione della Soprintendenza, riporta che «l’anfiteatro non risulta compatibile con la realizzazione di una copertura permanente, per quanto amovibile, e con l’ordinario utilizzo dell’edificio come sede di spettacoli per cospicui numeri di utenti lungo l’intero arco dell’anno, a prescindere dalle caratteristiche architettoniche e strutturali della copertura progettata».

Anfiteatro Dell’operazione da due milioni di euro che la Fondazione Carit avrebbe volentieri finanziato, ne aveva parlato proprio il numero uno di Palazzo Montani Leoni che aveva spiegato come si trattasse di una «copertura della parte interna dell’anfiteatro, con delle paratie esterne muovibili, per 800 posti al chiuso e 1.200 con l’apertura delle paratie. L’opera tra l’altro – aveva detto – sarebbe realizzabile in pochi mesi». Col vincolo della Soprintendenza però, la Fondazione Carit può definitivamente dire addio al progetto elaborato nel 2015 dallo studio di architettura Luciano Marchetti.

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