giovedì 14 novembre - Aggiornato alle 00:10

Amelia, via agli eventi per il Germanico: dalla mostra all’evento ‘La grande metafora’

Parte il progetto immersivo di Barbanera, il 17 ottobre al Museo Archeologico le opere di Massimo Zavoli

Tanti eventi in questi giorni ad Amelia per i duemila anni dalla morte del Germanico. Al Museo Archeologico via alla mostra-installazione dal titolo ‘Germanico Cesare, a un passo dall’impero’ che sarà aperta fino al 31 gennaio. Il 17 ottobre invece ecco l’evento ‘La grande metafora: Arminio e Germanico’, con gli interventi del professor Bruno Giancarlo, presidente della sezione ternana dell’Aicc (Associazione Italiana Cultura Classica) e del professor Massimo Zavoli, che presenterà anche la sua calcografia della statua del Germanico.

Il programma Gli eventi sono organizzati dal Comune di Amelia, dal Comitato Nazionale per le celebrazioni della morte di Germanico Cesare e dalla Regione Umbria, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, con il sostegno e il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni.

La statua Nerone Claudio Druso Germanico muore a 34 anni, il 10 ottobre del 19 d.C., al culmine della carriera politica e all’apice della popolarità. Per le sue capacità militari e diplomatiche egli divenne una tra le più apprezzate figure della società romana dell’epoca. Destinato a succedere al trono alla morte dello zio naturale e padre adottivo Tiberio, la sua scomparsa prematura gettò l’Impero romano in un momento di profondo cordoglio e numerose statue vennero erette in suo onore. La statua loricata in bronzo, rinvenuta nel 1963 ad Amelia, rappresenta oggi una rara testimonianza della gloria di questo personaggio.

La mostra «Si tratta di una mostra-installazione perché attraverso sistemi di realtà aumentata il visitatore è trasportato nel mondo di Germanico tramite una narrazione visiva a carattere immersivo – spiega il curatore Barbanera – Ho voluto partire dalla morte di Germanico perché è l’oggetto di questo evento. Uno dei più grandi pittori del‘600, Poussin, ci ha lasciato un quadro superbo, oggi conservato a Minneapolis: rappresenta Germanico sul letto di morte circondato dagli amici e dalla famiglia; la mia idea è stata di rendere il visitatore parte di quello spettacolo».

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