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lunedì 4 luglio - Aggiornato alle 18:04

Aiuti agli operatori dello spettacolo, indebitarsi per avere il finanziamento: ‘Rifate quel bando’

Dal mondo delle associazioni e dall’opposizione la richiesta: «Vengono danneggiati i più piccoli che non hanno i soldi da anticipare»

Il Turreno (©Fabrizio Troccoli)

Un bando, il secondo, per aiutare gli operatori dello spettacolo dal vivo e della cultura, contestato perchè considerato inadeguato. A denunciarlo sono diverse associazioni che parlano di rischio di indebitamento per loro, a danno soprattutto dei più piccoli. Il contributo previsto per il rilancio di uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia prevede un investimento di poco più di un milione di euro, in Umbria. Per le associazioni, lo strumento è inadeguato soprattutto per la parte che riguarda le rendicontazioni.

La contestazione «L’avviso stabilisce la rendicontazione di una spesa inferiore a quella ammessa purché almeno pari al 70% delle spese ammissibili, pena la revoca dell’intero contributo concesso – spiega il consigliere regionale Pd Tommaso Bori -. Si dice anche che a conclusione delle attività per la quale sono state ammesse al contributo, le imprese sono tenute a rendicontare entro 90 giorni dal termine del progetto presentato e ammesso, mentre per l’erogazione, si prevede che il contributo è versato da Sviluppumbria in un’unica soluzione a seguito della presentazione e positiva valutazione della rendicontazione finale delle spese e che il beneficiario riceve l’importo totale della spesa pubblica ammissibile dovuta entro 90 gg dalla data di richiesta di erogazione del contributo spettante. Inoltre il contributo concedibile è pari all’80% delle spese ritenute ammissibili, il che significa che non tutte le spese effettuate dai beneficiari sono coperte dal bando». Vale a dire che gli operatori del settore sono tenuti ad anticipare le somme richieste «che sono in inferiori a 10mila euro, a fronte di una spesa massima di 50mila euro. E’, inoltre, da considerarsi inaccettabile che lo stesso avviso preveda che il beneficiario possa chiedere un anticipo pari al 40% del contributo concesso previa richiesta della copia della polizza fideiussoria a prima richiesta, assicurativa o bancaria». Tradotto: bisogna indebitarsi con un istituto finanziario per ottenere il finanziamento. La richiesta è quella di modificare il bando e riaprire i termini di scadenza.

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