venerdì 21 settembre - Aggiornato alle 13:48

Agello, nella chiesa trovate due statue lignee del Seicento: servono risorse per il restauro

Si tratta probabilmente di San Francesco e Sant’Antonio. Provengono con tutta probabilità da un ex convento

Le due statue lignee

Due statue lignee raffiguranti santi francescani, con ogni probabilità San Francesco e Sant’Antonio da Padova, e databili intorno alla metà del Seicento. La scoperta è stata fatta nella chiesa di San Michele Arcangelo, ad Agello, da Nicola Piovani, restauratore di opere d’arte che ha immediatamente interessato la Soprintendenza per la messa in sicurezza delle due opere, contro danni da umidità e attacchi organici. La presentazione delle statue è stata fatta domenica ad Agello nella sala intitolata a don Antonio Fedeli. Entrambe hanno bisogno di un profondo intervento di pulitura e consolidamento e di un’opera, quella che raffigura Sant’Antonio, si farà carico Panichi mentre per l’altra si punta a mobilitare la comunità della piccola frazione affinché si riescano a mettere insieme le risorse necessarie.

Le opere Alla presentazione, organizzata insieme alla pro loco guidata dal presidente Francesco Mezzetti, e patrocinata dall’amministrazione comunale, è intervenuta Alessandra Tiroli, storica dell’arte, «che ha ricostruito puntualmente – informa il Comune di Magione – le tecniche di produzione, il contesto storico-religioso della committenza, il ruolo della statuaria lignea nella devozione popolare, avanzando convincenti ipotesi sulla provenienza delle statue dall’ex convento di San Francesco, soppresso a metà Seicento da Innocenzo X e ridotto a semplice chiesa. Le due statue lignee, dipinte e collocate su appositi piedistalli a uso processionale, dovevano adornare due degli altari intitolati proprio ai santi francescani presenti in quella chiesa, poi distrutta negli anni Trenta dell’Ottocento».

Straordinarie testimonianze «Un intervento di restauro che promette di restituire alla comunità locale due straordinarie testimonianze artistiche – ha sottolineato Vanni Ruggeri, assessore alla cultura del Comune di Magione – e che sarà anche occasione privilegiata per un’imprescindibile ricognizione di tipo storico-archivistico in grado di riconoscere i tratti di una geografia sacra articolata e vitale, capace di lasciare una traccia non effimera sul territorio, e che proprio la ricchezza delle persistenze artistiche contribuisce a riannodare e valorizzare». All’incontro sono intervenuti anche padre Francesco, parroco di Agello, Eleonora Maghini, assessore alle politiche sociali e Giacomo Chiodini, sindaco di Magione.

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