giovedì 19 settembre - Aggiornato alle 04:49

Addio Galleria nazionale, arriva il Museo nazionale dell’Umbria: le novità del decreto Bonisoli

Il provvedimento firmato martedì riguarda la riorganizzazione interna del Ministero dei beni culturali

Una delle sale della Galleria nazionale (foto ©Fabrizio Troccoli)

Addio Polo museale e Galleria nazionale: arriva il Museo nazionale dell’Umbria. Martedì infatti il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli ha firmato il primo decreto ministeriale, che entrerà in vigore il 22 agosto, di attuazione della riorganizzazione interna del Ministero dei beni culturali. Il provvedimento, che interviene su più parti della riforma Franceschini (datata 2014), contiene una serie di disposizioni sull’organizzazione e funzionamento dei musei statali e, tra le altre cose, introduce le «Direzioni territoriali delle reti museali» al posto dei Poli museali regionali.

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Cosa cambia Queste ultime sono dieci e, in sostanza, ereditano le competenze dei vecchi Poli: la ripartizione prevede la Direzione territoriale delle reti museali del Piemonte e della Liguria, di Lombardia e Veneto, dell’Emilia Romagna, della Toscana, del Lazio, di Abruzzo e Molise, della Campania, della Puglia e Basilicata, della Calabria e della Sardegna. Capitolo a parte Umbria e Marche: il decreto prevede l’istituzione di due Musei nazionali, quello dell’Umbria e quello delle Marche, al posto della Galleria Nazionale dell’Umbria e di quella delle Marche. Due contenitori all’interno dei quali transitano i musei non autonomi afferenti agli ex Poli museali delle due regioni.

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Le novità Tra le altre novità la nascita dei Musei nazionali etruschi con sede a Villa Giulia, che ricomprendono i musei etruschi e archeologici nazionali di Chiusi, Rocca Albornoz, Tarquinia, Tuscania, Cerite – Cerveteri, le necropoli etrusche che si trovano nel Lazio (Banditaccia – Cerveteri e Monterozzi-Tarquinia) e in Toscana (Poggio Renzo – Chiusi, Tomba della scimmia – Chiusi). Il decreto conferisce ai Musei nazionali etruschi di rilevante interesse nazionale, quindi li dota di autonomia speciale (scientifica e gestionale). Il provvedimento, infine, istituisce il parco del Castello di Miramare a Trieste – di cui fanno parte i musei inseriti nel polo museale del Friuli Venezia Giulia, stabilisce il passaggio della Galleria “Giorgio Franchetti” alla Ca’d’oro di Venezia alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, così come quello della Galleria dell’Accademia di Firenze e del Museo San Marco di Firenze agli Uffizi, mentre, a Milano, il Cenacolo Vinciano passa alla Pinacoteca di Brera.

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