mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 07:27

Acquasparta, la fase 2 di Palazzo Cesi: ecco il nuovo bando di gestione

Durata triennale con possibilità di rinnovo per due anni, escluse alcune stanze e i giardini pensili

palazzo cesi acquasparta
Palazzo Cesi ad Acquasparta

Prevede una durata di 3 anni, più eventuali altri 2 il nuovo bando per la gestione di Palazzo Cesi pubblicato dall’amministrazione comunale. La giunta Montani ha contemplato nell’atto anche un’ulteriore possibilità di proroga di altri 6 mesi per motivi tecnici tecniche procedurali: «Novità importanti – sottolineano il sindaco Giovanni Montani e l’assessore alla cultura Guido Morichetti – che daranno maggiori garanzie alla utilizzazione di Palazzo Cesi e che per la loro definizione hanno richiesto quasi un anno di preparazione».

Palazzo Cesi «Il nuovo gestore che verrà selezionato avrà a disposizione il Centro Esperienziale dedicato all’Accademia dei Lincei e gran parte del Palazzo, escluse alcune stanze che rimarranno dedicate all’Ente Rinascimento e al Comune, e i Giardini pensili. Palazzo Cesi è uno degli 8 attrattori culturali della Regione Umbria ed è il primo, tra questi,  ad aver terminato i lavori che ne garantiscono la funzionalità.  Si presenta sul mercato culturale e turistico in un periodo storico particolare, dovuto alla grave crisi pandemica – sottolineano sindaco e assessore – ma si è ritenuto fondamentale non interrompere questa procedura e quindi continuare il lavoro iniziato dalle amministrazioni precedenti. Stiamo lavorando – proseguono – anche a nuove proposte di concerto con l’Università di Perugia, la quale si è resa subito disponibile e molto interessata a recitare un ruolo di primo piano in questa nuova fase del Palazzo. Stiamo inoltre elaborando – riferiscono sempre Montani e Morichetti – ad altri progetti collaterali che interesseranno anche il rilancio turistico di tutto il circondario per far si che la rinascita del nostro borgo e del Palazzo non siano la vittoria di una parte politica piuttosto che di un’altra ma dell’intero territorio e di tutti i suoi cittadini, della nostra identità, della nostra cultura e della nostra economia».

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