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martedì 6 dicembre - Aggiornato alle 11:22

Accademia di belle arti, trasmesso il decreto: la «Vannucci» sarà statale da gennaio

Il presidente Rampini e la direttrice D’Achille: «Riconoscimento rappresenta un fondamentale passo avanti»

Studenti al lavoro all'interno dell'Accademia

È stato trasmesso nelle scorse ore all’Accademia di belle arti il decreto attraverso il quale la «Pietro Vannucci» diventa ufficialmente statale. Il provvedimento era stato firmato a metà ottobre dall’ex ministro dell’Università e della ricerca, Maria Cristina Messa, ed è stato registrato dalla Corte dei conti il 10 novembre scorso. «Dopo l’accordo di programma del primo aprile 2017 – sottolinea l’Accademia in una nota – finalmente si conclude così il procedimento, un iter complesso portato avanti con il Ministero dal presidente dell’Accademia, l’avvocato Mario Rampini, insieme al direttore amministrativo, l’avvocato Domenico Ferrera, con il sostegno del Cda e del personale tutto».

Cosa cambia Nella sostanza l’attività dell’Accademia, già equiparata e riconosciuta dal ministero dell’Università e della Ricerca a quella universitaria con il rilascio di diplomi di primo e secondo livello, non cambia. «I corsi di studio, i progetti, le attività istituzionali e internazionali, compreso il progetto Erasmus – sottolinea la “Pietro Vannucci” – proseguiranno come di consueto. Così come continueranno le numerose collaborazioni con le aziende artigiane del territorio, i professionisti, gli enti e le organizzazioni culturali, sociale e sportive».

Rampini e D’Achille «La vera trasformazione – commenta Rampini – avviene dal punto di vista della natura giuridica, diventando ente statale a tutti gli effetti. Da questo momento si susseguiranno due step: la fase uno, ovvero il passaggio del personale a carico dello Stato, e la fase due, al termine delle operazioni di inquadramento, seguirà l’iter per la costituzione degli organi previsti dal nuovo statuto».  «Il riconoscimento – sottolinea Tiziana D’Acchille, neo direttrice dell’Accademia – rappresenta un fondamentale passo avanti dal quale potranno partire nuove iniziative e collaborazioni, nazionali e internazionali, che saranno senza dubbio facilitate dalla sua nuova natura giuridica, che è garanzia di maggiore solidità e stabilità nei confronti degli interlocutori esterni. Questo riconoscimento è inoltre fondamentale per tutto il personale, docente e amministrativo, che raggiunge finalmente una posizione stabile con l’inquadramento nei ruoli dello Stato».

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