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martedì 6 dicembre - Aggiornato alle 11:31

«Violentata in discoteca»: le carte dell’accusa contro il proprietario del locale

Città della Pieve, la notte drammatica della giovane ubriaca, invitata a bere l’ennesimo drink e poi abusata in ufficio

Una discoteca (foto di Domink Mecko su Unsplah)

di Enzo Beretta 

Le luci colorate, una piccola folla aspetta di entrare in discoteca, la musica che gracchia dalle casse. Una ragazza ubriaca si scontra con i pettorali di un mastino della sicurezza che non vuol saperne di farla rientrare. Ha bevuto troppo. Vola anche qualche parola di troppo. Finché, all’ingresso, si affaccia il proprietario del locale che garantisce per lei: «Tranquillo, viene con me». Il buttafuori abbassa lo sguardo, esegue l’ordine, la lascia passare. Città della Pieve, è la notte tra sabato e domenica. Il gestore della discoteca le offre un drink – un altro, non è certo il primo – qualche minuto più tardi la invita ad entrare nell’ufficio che si trova poco lontano dal bancone. È lì dentro, in quei pochi metri quadri appartati di buio e di suoni ovattati, che secondo quanto emerso dalle indagini si è consumata la violenza sessuale aggravata. Fatti che, per dirla con le parole dell’avvocato Roberto Romagnoli, «hanno bisogno di conferme perché in questo caso il problema è la consensualità dell’atto, c’è il racconto puro e semplice di una ragazza sconvolta ma non ci sono i testimoni».

IL PROPRIETARIO DEL LOCALE È IN CARCERE

Gli atti Eppure la Procura racconta di un «tentativo di abbraccio» seguito al «pretesto» di portare la giovane nell’ufficio, di «palpeggiamenti» alle parti intime e di un uomo che «approfittando» del fatto che la giovane era «scivolata sul pavimento» si getta fisicamente sopra il suo corpo e le «strappa con violenza» gli indumenti. Un abuso continuato più forte della «resistenza» di lei che prova a «respingerlo con le mani e con i piedi». Il magistrato inquirente contesta all’indagato, 53 anni esatti oggi – detenuto in una cella del carcere di Perugia Capanne – l’aggravante «di aver fatto uso di sostanze alcoliche» ma anche di «aver continuato a offrire altri drink alla giovane che già versava in uno stato palesemente alterato» e di «particolare vulnerabilità».

Le lacrime e gli amici Dopo quel rapporto la ragazza è sconvolta, esce fuori dal locale e si mette a piangere appoggiata a un’auto. Attorno a lei si raduna un gruppetto di coetanei, tra cui l’ex fidanzato, ai quali confessa in lacrime: «Sono stata violentata». Il gruppetto inizia a farsi sempre più numeroso, vogliono aspettare che il proprietario esca dal locale, per fargli cosa non si sa. Nel frattempo arrivano l’ambulanza (che la accompagna al pronto soccorso di Perugia) e i carabinieri, la tensione un minimo si scioglie.

Le altre tre presunte molestie Negli atti che ha potuto visionare la difesa vengono elencati altri episodi di violenza sessuale – consumati sempre durante la stessa notte tra il 1° e il 2 ottobre – quando altre tre ragazze hanno denunciato di essere state palpeggiate, baciate oppure strette in viso con le mani e tirate mentre ballano.

Domani l’interrogatorio in carcere «L’ordinanza di custodia cautelare si basa su dati di fatto unilaterali che comunque contengono un certo grado di sommarietà – spiega Romagnoli -. I fatti non sono chiarissimi. Conosco da anni l’indagato e non avrei mai pensato potesse infilarsi in una situazione del genere. È una persona seria, in passato aveva una ditta edile, un uomo innocuo, ha avuto qualche piccolo problema con la moglie dalla quale è separato ma solo quelli, ho controllato e non ha neanche un precedente penale. Cosa racconterà domani al giudice durante l’interrogatorio di garanzia? Con ogni probabilità si avvarrà della facoltà di non rispondere. Ciò non toglie che da subito proverò a fargli ottenere almeno gli arresti domiciliari. Glielo ripeto: la vicenda non è semplice ma il mio cliente non è un uomo pericoloso, mai avrei pensato che potesse ritrovarsi in una storia così».

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