domenica 26 febbraio - Aggiornato alle 06:42

Usura ed estorsione all’ex presidente del Perugia: tassi fino al 45 mila per cento

Dopo il crac del Grifo il patron Leonardo Covarelli ha chiesto denaro in prestito a gente «poco raccomandabile». Sei a processo, tra cui i fratelli albanesi «particolarmente arrabbiati»

L'ex presidente del Perugia, Leonardo Covarelli

di En.Ber.

Usura ed estorsione sono le accuse per le quali verranno processati, a vario titolo, tre calabresi, due albanesi e un romeno per i quali il pubblico ministero Valentina Manuali ha ottenuto stamani il rinvio a giudizio. Secondo la ricostruzione della Procura la vittima dei reati è l’ex presidente del Perugia Calcio, Leonardo Covarelli, il quale dopo il fallimento della società sportiva aveva chiesto soldi in prestito ai calabresi che praticando «interessi usurari» con tassi elevatissimi, addirittura fino al «45.625 per cento», attraverso persone «poco raccomandabili» hanno indotto Covarelli «a pagare». E’ spiegato nelle carte dell’accusa: «I fratelli erano molto arrabbiati per i ritardi di Covarelli e per tacitarli avrebbe dovuto restituire il doppio dell’importo concesso, ossia 80 mila euro in luogo dei 56 mila pattuiti, per il prestito di 40 mila». L’ex numero uno del Grifo (parte civile attraverso l’avvocato Giovanni Spina) ha restituito una parte del denaro ottenuto. Il gup Valerio D’Andria ha deciso che per i sei imputati il processo inizierà il 19 giugno 2018 dinanzi al tribunale collegiale del capoluogo umbro. Nel capo d’imputazione si parla di «minacce estorsive» e «intimidazioni» da parte dei creditori (tra cui un albanese «particolarmente arrabbiato») che «non ammettevano ritardi». Gli imputati sono difesi dagli avvocati Fernanda Cherubini, Mirko Zambaldo e Maurizio Milan.