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martedì 24 maggio - Aggiornato alle 18:03

Un Prof alla Camera penale: l’unico candidato presidente è Marco Angelini

Si vota per il nuovo Consiglio dopo i due anni di Bochicchio. Per eleggere il vice, il segretario e il tesoriere si conteranno i voti

di En.Ber. 

Si vota il 1° febbraio per il rinnovo delle cariche della Camera penale Fabio Dean di Perugia. Sono 12 i candidati ma entreranno solo in nove nel Consiglio. Non ci sarà più il presidente Vincenzo Bochicchio che ha già svolto due mandati e per questa ragione non può più essere eletto: nel 2020 aveva dovuto combattere contro Franco Libori. Stavolta, invece, per il candidato presidente Marco Angelini, professore di Diritto penale al Dipartimento di Giurisprudenza, è tutto più semplice.

Il vecchio e il nuovo Consiglio Gli attuali componenti sono Bochicchio, Francesca Forlucci con il grado di vicepresidente, il segretario Marco Brusco, il tesoriere Donatella Donati e i consiglieri Guido Maria Rondoni (anche lui giunto ormai al secondo mandato quindi non più eleggibile), Simona Piscini, Camillo Carini, Maria Cristina Ciace e Maria Mezzasoma. Nella lista «numero 1» dei candidati che spalleggiano Angelini, insieme al presidente, si leggono nuovamente i nomi di Carini, Donati e Ciace più altri nuovi ossia Valerio Collesi, Francesco Gatti, Mattia Masotti, Carla Ragna e Massimiliano Sirchi. Non fanno parte della lista Alberto Catalano, Giuseppe De Lio e Roberto Rossi.
La Camera Penale conta 127 iscritti che potranno esprimere la loro preferenza la mattina di martedì 1° febbraio all’Auditorium della Figc. In base al numero dei voti incassati verranno nominati il vicepresidente, il segretario e il tesoriere: sono già partiti i whatsapp al «carissimo collega».

Il profilo di Marco Angelini Sessantuno anni ancora da compiere, avvocato cassazionista, una vita da insegnante universitario. Nel 1997 è ricercatore di Diritto penale, quindi responsabile del progetto Erasmus, Diritto penale internazionale, Legislazione antimafia, nel 2011 – si legge nel suo curriculum – ottiene l’affidamento dell’insegnamento di Diritto penale dell’economia nella facoltà di Giurisprudenza e successivamente diviene membro della Commissione ministeriale di studio per la riforma del Codice penale. tra le altre cose è stato docente a vari corsi di formazione tenuti dal Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria.

Gli otto punti del programma della «Lista n.1» Sono elencati nel programma: 1)tutela del prestigio e della dignità dell’Avvocatura, anche con riferimento al rafforzamento dei vincoli di solidarietà e colleganza, e alla valorizzazione del difensore d’ufficio; 2) concreta realizzazione dei principi del giusto processo; 3) nuove forme istituzionali di interlocuzione con la magistratura inquirente; 4) consolidamento dei rapporti con le istituzioni e le associazioni forense; 5) sviluppo delle attività formative anche attraverso la valorizzazione della scuola territoriale; 6) promozione di accordi e convenzioni con compagnie assicurative ed istituti di credito per la tutela dei crediti professionali; 7) sensibilizzazione delle istituzioni nella realizzazione della ‘cittadella giudiziaria’ e di immediata ricerca di spazi adeguati alla attività giurisdizionale; 8) istituzione di gruppi di lavoro su difesa d’ufficio, carcere, gratuito patrocinio, pari opportunità ed emergenza Covid.

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