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martedì 24 maggio - Aggiornato alle 18:33

Un oltraggio alla memoria: no vax giovedì a Perugia con le divise dei deportati. «Intervenga il prefetto»

A convocare la manifestazione nel Giorno della memoria è il Fronte del dissenso. La dem Meloni chiede di ritirare l’autorizzazione

Piazza Italia (©Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

Un vero e proprio oltraggio alla memoria nel giorno in cui in tutto il mondo si commemorano le vittime dell’Olocausto. Non può essere definito altrimenti il fatto che giovedì mattina a Perugia, in piazza Italia, il «Fronte del dissenso» voglia manifestare contro il green pass e le altre misure imposte per il contenimento dell’emergenza «vestendo le stesse divise dei deportati nei campi di concentramento – spiega il Fronte in una nota – su cui sarà esposta la stella di David con su scritto “no green pass”».

L’oltraggio Altre manifestazioni del genere si sono tenute nei mesi passati in Italia (e non solo), nel corso delle quali c’è chi ha accostato l’orrore dello sterminio pianificato dal Terzo reich alle norme sul green pass o alle altre misure di contenimento dell’emergenza, come lo stato di emergenza e la «persecuzione – sostiene il Fronte – di chi si rifiuta di farsi inoculare il cosiddetto vaccino». Un accostamento – quello tra lo sterminio del popolo ebreo e le normative anti Covid – del quale i manifestanti evidentemente non percepiscono, per diversi motivi, l’assurdità e l’abnormità. Una realtà rovesciata che accomuna un vaccino al Zyklon B.

Intervenga il prefetto La manifestazione dovrebbe tenersi alle 11 in quella piazza Italia in cui si affacciano i palazzi della Regione e quello della Prefettura, in cui proprio giovedì il prefetto Armando Gradone consegnerà undici medaglie ai deportati e agli internati nei lager. A chiedere, attraverso la presidente della giunta Donatella Tesei, l’intervento del prefetto affinché ritiri l’autorizzazione è la capogruppo pd in consiglio regionale Simona Meloni: «Consentire una macabra messa in scena, il 27 gennaio, di fronte alle sedi della Regione e della Prefettura, sarebbe un cedimento non verso chi ha posizioni legittimamente dissenzienti ma verso chi distorce la storia, utilizza in modo distorto e intollerabile i simboli dell’orrore e pretende di nascondere il proprio fanatismo dietro i simboli atroci dell’Olocausto».

Gradone Interpellato da Umbria24, il prefetto sottolinea che la manifestazione è stata regolarmente autorizzata e risulta coerente con gli indirizzi individuati da tempo per permettere lo svolgimento in sicurezza di questo tipo di eventi. 

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