martedì 7 aprile - Aggiornato alle 19:24

Umbria Mobilità, indagati 4 responsabili della crisi finanziaria: gdf sequestra 8 milioni

Inchiesta della Procura per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla bancarotta fraudolenta

Un autobus con la vecchia livrea di Umbria mobilità (foto F.Troccoli)

È in corso di svolgimento, da parte dei militari del Comando provinciale della guardia di finanza di Perugia, il sequestro di beni per un valore complessivo superiore agli 8 milioni di euro nei confronti dei componenti di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, all’induzione indebita a dare o promettere utilità e alla bancarotta fraudolenta, ritenuta responsabile della grave crisi finanziaria che ha recentemente colpito Umbria Tpl e Mobilità.

Vertici nel mirino Sono quattro i destinatari del provvedimento, individuati tra coloro che hanno rivestito ruoli chiave all’interno della società umbra e di due società consortili della Capitale, che gestiscono, tuttora, parte del trasporto pubblico romano. Lo stesso settore in cui Umbria Tpl e Mobilità si è trovata catapultata nel 2010, per effetto della pesante eredità ricevuta dall’allora Azienda Perugina della Mobilità (Apm).

Indagine Il sequestro odierno, accompagnato dai connessi avvisi di garanzia – spiega una nota della guardia di finanza – rappresenta l’epilogo di una complessa ed articolata indagine, avviata dalla Procura della Repubblica di Perugia nel 2015 e che aveva già portato, l’anno successivo, ad un altro sequestro preventivo di 6 milioni di euro sul conto della tesoreria della Regione Umbria. All’epoca, infatti, erano state riscontrate delle irregolarità nella comunicazione dei dati inviati all’Osservatorio del Trasporto Pubblico del ministero dei Trasporti, volte ad ottenere l’erogazione della quota annuale del fondo nazionale trasporti.

Soldi ai ‘contatti romani’ Nel 2017 la svolta: il titolare di un’azienda di autotrasporti, ormai sull’orlo del fallimento, decide di “vuotare il sacco” e di raccontare alla Procura e agli investigatori oltre 20 anni di elargizioni, destinate ad un ex dirigente di Umbria Tpl e Mobilità e ai suoi “contatti romani”: ingenti somme di denaro contante (fino a 9 mila euro mensili), bonifici giustificati tramite false sponsorizzazioni a società sportive, retribuzioni legate a fittizie assunzioni di familiari e conoscenti, utilizzo a titolo gratuito di auto di lusso (Bentley, Porsche, Mercedes, Audi, Bmw, ecc.) e cessioni di partecipazioni societarie.

Rapporti anomali La vicenda, ricostruita dal personale del Nucleo di polizia economico-finanziaria della gdf di Perugia attraverso acquisizioni documentali, testimonianze e indagini finanziarie, ha offerto la “chiave di lettura” degli anomali rapporti tra Umbria Tpl e Mobilità e le società consortili romane. «Il perseguimento dell’interesse privato in danno di quello pubblico di cui era portatore – precisa sempre la gdf di Perugia nella nota – ha fruttato all’indagato umbro, quando era ancora dirigente di Umbria Tpl e Mobilità, un importo complessivo di quasi 2 milioni euro, a fronte della stipula di due cospicui contratti di collaborazione con le predette società romane».

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