martedì 17 settembre - Aggiornato alle 08:32

Umbria, immigrati clandestini sfruttati per tagliare legna: ci sono 18 persone indagate

La Procura di Perugia contesta i salari bassissimi e le condizioni di sicurezza inesistenti

Diciotto persone sono state indagate dalla Procura di Perugia nell’ambito di un’inchiesta sullo sfruttamento del lavoro in Umbria. Ne dà notizia Il Corriere dell’Umbria in un servizio a firma di Francesca Marruco. Secondo quanto si legge il pubblico ministero Manuela Comodi contesta agli indagati l’impiego di immigrati clandestini senza permesso di soggiorno con salari bassissimi e condizioni di sicurezza inesistenti. Nove indagati, tutti stranieri, vengono ritenuti responsabili del reato di associazione per delinquere. Per sette imprenditori italiani è stata sollecitata la misura cautelare degli arresti domiciliari ma la richiesta è stata rigettata. Ora la palla passa al Riesame. Stando a quanto ricostruito dalle indagini, per come viene raccontato nell’articolo, la presunta organizzazione faceva arrivare in Italia attraverso la rotta balcanica immigrati clandestini impiegati come manovalanza anche per tagliare legna. «Le vittime – scrive la Comodi nel ricorso – sono quasi sempre stranieri clandestini spesso sfruttati da connazionali senza scrupoli». Per il magistrato «tali fenomeni delittuosi risultano gravemente lesivi non solo dei diritti del singolo ma anche per la collettività».

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