martedì 19 novembre - Aggiornato alle 22:39

Truffe sui concorsi, pm: «Priorità di assunzione in base al prezzo»

Dai 2 agli 8 mila euro per i posti di lavoro promessi, sette indagati tra cui l’ex presidente di Bps Antonini: «Non c’entro niente»

Giovannino Antonini (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

Un ordine di priorità nelle assunzioni definito in base al prezzo concordato o pagato. Per la procura di Spoleto era anche Giovannino Antonini a reperire le persone pronte a mettere mano al portafogli per ottenere un aiuto illecito in vista di concorsi pubblici o la promessa di un posto di lavoro nella società Italo Treno.

Priorità in base al prezzo L’ex presidente della Banca Popolare di Spoleto, tra i sette indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al traffico di influenze, si sarebbe anche adoperato per evitare che i paganti insoddisfatti si rivolgessero all’autorità giudiziaria. Al vertice gli inquirenti collocano Salvatore Battaglia, che si sarebbe presentato ai candidati come segretario dei Servizi di sicurezza nazionale, precisamente dell’Agenzia informazioni e sicurezza estera. Secondo la procura di Spoleto, oltre alla truffa per l’aiuto nei concorsi pubblici, veniva garantito l’esito favorevole di controversie giudiziarie pendenti davanti gli organi di giustizia amministrativa, ma anche la cancellazione dei carichi pendenti dal casellario giudiziario. Un centinaio quelli che sono caduti nel raggiro, versando somme comprese tra 2 mila e 8 mila euro, senza però ottenere il posto nella società di trasporto ferroviario, né nelle forze di polizia e armate, né in Gendarmeria vaticana, ma le indagini vanno avanti anche in questo senso.

Gli elenchi dei candidati Nessuno finora risulta aver presentato denuncia alle autorità, che sul caso indagano da circa un anno con il nucleo di polizia economica e finanziaria della Guardia di Finanza, attraverso intercettazioni, appostamenti e pedinamenti, che hanno permesso anche di identificare chi ricorreva alla presunta associazione a delinquere per trovare un’occupazione. Antonini, difeso dall’avvocato Gaetano Puma, respinge comunque ogni accusa: «Ho segnalato i nomi di giovani che cercavano lavoro – ha sostenuto – ma senza mai prendere un soldo. Io li segnalavo a questo signore dei servizi segreti che avevo conosciuto a Roma. Cosa facessero loro poi non lo so. Ma io non c’entro niente». Per la procura di Spoleto, invece, Antonini avrebbe reperito gli aspiranti candidati, indicando loro anche come provvedere ai pagamenti, predisponendo appositi elenchi coi nominativi degli aspiranti candidati, attribuendo loro un ordine di priorità di assunzione in base al prezzo pattuito o corrisposto. Nell’inchiesta è indagato anche un generale di brigata della polizia penitenziaria, Pierantonio Costantini, che si sarebbe invano speso per favorire l’assunzione di più persone nel Corpo di appartenenza col concorso per 754 allievi del marzo 2019.

@chilodice

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