lunedì 10 dicembre - Aggiornato alle 22:51

Tre anni senza David Raggi, il fratello: «Da giustizia ottenuto il massimo, ma c’è ancora da lottare»

Ancora terribile in città il dolore per la tragica notte in piazza dell’Olmo, Diego: «Nostro caso sia esempio nazionale»

di Massimo Colonna

«Se Dio vuole, la pagina giudiziaria di questa vicenda è chiusa. Ma noi dobbiamo continuare a lottare». Non ha certo l’animo di chi si arrende Diego Raggi, il fratello maggiore di David. Diego risponde al telefono appena uscito dal lavoro. «Parliamo adesso, visto che poi oggi pomeriggio abbiamo la messa». La messa è quella in ricordo di David, ucciso nella notte tra il 12 e il 13 marzo 2015 in piazza dell’Olmo da Amine Aassoul. Ora si avvicina il terzo anniversario. «La città e gli amici ci sono sempre vicini, e poi quest’anno è particolare perché il 4 luglio David avrebbe compiuto 30 anni».

La causa Per ricordare suo fratello, Diego parte dagli ultimi sviluppi della questione giudiziaria: la Corte di Cassazione ha infatti confermato i trent’anni di carcere per Aassoul, il 29enne marocchino responsabile della morte di David, già condannato con la stessa pena in primo e secondo grado nel procedimento con rito abbreviato. «Se Dio vuole – spiega Diego – questa parte della storia è conclusa. Più di così non potevamo ottenere e ne siamo fieri, anche se secondo noi era più indicato l’ergastolo. Ma siamo comunque fieri di questo risultato e speriamo sia solo l’inizio di un percorso. E’ importante infatti che il nostro caso diventi simbolo di tutte quelle cause come la nostra. Sarebbe un bene per l’Italia intera».

Il giudice Santoloci L’impalcatura del procedimento era stata messa nero su bianco dal giudice Maurizio Santoloci, scomparso nel gennaio 2017 a causa di una malattia, il quale si era battuto molto anche su questo caso contro la ‘teoria delle porte girevoli’ della giustizia italiana. Quel meccanismo che, anche attraverso la concessione di attenuanti generiche in maniera troppo disinvolta da parte dei giudici, permette a delinquenti seriali di restare fuori dal carcere. Proprio come Aassoul. «Il nostro primo pensiero – racconta Diego – va sempre al giudice Santoloci, il quale per primo si è battuto su questo fronte. E poi anche all’avvocato Massimo Proietti, che ci ha seguito con un gran lavoro».

La causa contro lo Stato Proprio insieme all’avvocato Proietti la famiglia sta continuando a seguire anche la causa intentata contro il governo, per via della mancata espulsione dell’omicida dal territorio nazionale nonostante i gravi precedenti. «Anche questo passaggio – dice il fratello di David – è importante perché può segnare un cambiamento notevole rispetto a quanto fatto finora a livello normativo in Italia. Per questo continueremo a combattere per cercare di cambiare le cose».

Il compleanno di David E martedì è il terzo anniversario della morte di David. «Lo vivremo come gli altri – conclude Diego – insieme ai familiari e gli amici. Amici che non ci hanno mai fatto mancare il proprio affetto, così come tutta la città, che ci ha sempre sostenuto. Per David stiamo portando ancora avanti delle iniziative, come quella dell’intitolazione della piazza, per cui serve tempo. E il 4 luglio organizzeremo una festa in onore di quello che sarebbe stato il suo trentesimo compleanno. Così come lui stesso avrebbe voluto».

@tulhaidetto     

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