sabato 25 maggio - Aggiornato alle 18:08

Traffico di rifiuti, inchiesta al capolinea: dodici accusati di associazione a delinquere

La Dda chiude l’indagine su Gesenu che 8 mesi fa portò agli arresti domiciliari Giuseppe Sassaroli

di Enzo Beretta

La Procura di Perugia ha concluso l’inchiesta «Spazzatura d’oro» che otto mesi fa portò agli arresti domiciliari il direttore operativo di Gesenu, Giuseppe Sassaroli. Il pubblico ministero Valentina Manuali della Direzione distrettuale antimafia ha notificato l’avviso a 15 indagati e a sette società. Tra queste, appunto, Gesenu Spa, Gest Srl e Trasimeno servizi ambientali Spa.

La presunta associazione per delinquere Dodici persone vengono accusate di associazione per delinquere. Dalle indagini è emerso che Sassaroli, «organizzatore e promotore», si sarebbe associato insieme agli altri presunti compartecipi Giuliano Cecili, Evaristo Spaccia (*aggiornamento: la sua posizione è stata archiviata nel giugno 2018), Roberto Damiano, Silvio Marano, Luciano Sisani, Luca Rotondi, Furio e Ferdinando Baldini, Antonio Renato Presilla, Giovanna Pani e Borislav Vujovic «al fine di commettere una serie indeterminata di reati di traffico di rifiuti, gestione illecita di rifiuti, inquinamento ambientale, falso in registri e in atto pubblico, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata e comunque attività illecite necessarie a consentire il conseguimento di profitti ingiusti da parte di Gesenu, Gest e Tsa nel settore della gestione dei rifiuti solidi urbani prodotti dai comuni insistenti all’interno della provincia di Perugia e associati all’Ati 2». I fatti indicati sarebbero stati commessi tra il 2008 e l’ottobre 2015.

Le società A Gesenu, invece, viene contestato un illecito amministrativo: non avrebbe «adottato modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire il reato di cui all’articolo 452 (delitti colposi contro la salute pubblica)» e in più «non aver attuato efficacemente il modello di organizazione e gestione esistente (fino a febbraio 2016 non erano stati ancora nominati i responsabili di funzione quali referenti dell’organismo di vigilanza)». Gli altri indagati sono Gianluca Perni, Sandro Posati e Andrea Valentini. Le altre società, invece, indicate nelle carte della Procura, sono la Erica Srl, Fratelli Baldini Srl, Ipic Servizi ambientali Srl e Valentini autodemolizioni Srl.

I legali Tra i difensori ci sono Paolo Codovini, Giancarlo Viti, Ubaldo Minelli, Giovanni Corbucci, Franco Matarangolo, Chiara Lazzari, Franco Libori, Giuseppe Cippiciani, Giuseppe Caforio, Cosimo Caforio, Nerio Zuccaccia, Giovanni Spina, David Brunelli, Mario Zuccaccia, Gabriele Corbucci, Marco Paone e Carlo Fiorio.

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