Currently set to Index
Currently set to Follow
sabato 8 agosto - Aggiornato alle 20:28

Festini con droga dello stupro in pieno lockdown: quattro in carcere, due denunce

Overdose di un 30enne fa scattare indagini, scoperto riciclaggio di denaro verso la Spagna. Sequestrati 40 mila euro tra coca e ghb

di Mar.Ros. e Chia.Fa.

Festini a base di droga e sesso durante il lockdown, per la prima volta a Terni le indagini condotte dai carabinieri calano la lente anche sulla droga dello stupro, la ghb. Si sono aperte le porte del carcere per tre uomini e una donna arrestati per traffico di droga, abbandono di incapace e riciclaggio dai carabinieri di Terni nell’ambito dell’operazione Picasso coordinata dal procuratore capo Alberto Liguori e dal sostituto Marco Stramaglia.

Overdose A dare input alle indagini è stato un episodio di overdose che ha colpito un trentenne ternano poi abbandonato per strada malgrado le gravi difficoltà respiratorie. Invece di chiamare il 118 per chiedere aiuto, il proprietario della casa presso la quale ha raccontato essere stato ‘ospite’, alle condizioni imposte dal facoltoso ternano disoccupato, un 55enne in qualche modo a capo del giro dello sballo, ha contattato dei soggetti, considerati dagli inquirenti i pusher, che sono stati identificati anche con l’aiuto delle telecamere di videosorveglianza. Il ragazzo è stato lasciato a terra accanto alla spazzatura, tanto che ad allertare le forze dell’ordine e l’ambulanza di quella presenza è stato un netturbino.

Liguori e Stramaglia

Festini a base di droga Nelle ore successive è stato ricostruito come il giovane avesse partecipato a Terni a un festino a base di droga e da qui, era l’aprile scorso, sono scaturite le indagini che hanno portato il gip di Terni all’emissione di quattro misure cautelari in carcere per altrettanti soggetti, mentre altri due sono indagati a piede libero: si tratta di italiani, marocchini e albanesi. Nell’ambito delle indagini è stato accertato lo spaccio di tra i 500 e i 600 ml di ghb e 365 grammi di cocaina, oltre al riciclaggio di circa 20 mila euro, considerato provento del traffico di droga, inviato a Malaga (Spagna), la città natale del noto artista Picasso che ha dato il nome all’operazione.

Carabinieri L’attività investigativa condotta dai militari dell’Arma in questi mesi ha portato alla luce diverse attività delittuose, legate al mondo delle sostanze stupefacenti, operate da un gruppo di persone gravitanti sulla città di Terni. Personaggio di spicco del gruppo un ricco, «nobile solo per il conto in banca» – sottolinea il procuratore Liguori – «aveva attorno a sé una sorta di servitù, pagava per avere festini secondo ogni suo desiderio».  In
particolare, le attività hanno riscontrato per la prima volta sul capoluogo la commercializzazione del ghb, ovvero l’acido gamma-idrossibutirrico, la cosiddetta ‘droga dello stupro’, una sostanza insidiosa poiché incolore e inodore. È con quella che il 30enne quella notte è andato in overdose: «Faceva sangue dal naso e dalla bocca e il padrone di casa ha ordinato ai suoi ‘collaboratori’ di fare i recuperatores. Questo ragazzo tossicodipendente era ospite a casa sua e quando ha rischiato di morire se ne è sbarazzato. Tu stai qui, io ti fornisco la droga ma tu partecipi alle feste e fai quello che ti dico io». Questo, secondo Liguori,  il rapporto fra i due, ma una volta in overdose lo ha messo in mano a quattro ‘barellieri’. «Siamo a Terni – dice con gli occhi sgranati il procuratore – non in un film». Secondo i dettagli forniti dal sostituto procuratore Stramaglia il 55enne acquistava mille euro di cocaina al giorno.

Il Ternano  Il cosiddetto ‘nobile’, con precedenti per droga, come tutti gli altri, è stato arrestato per riciclaggio: reato riscontrato in flagranza: il 55enne ternano aveva infatti messo a disposizione di un cittadino marocchino, irregolare in Italia, suo abituale fornitore di droga il proprio conto corrente per consentirgli di trasferire i ricchi proventi dello spaccio all’estero, ad alcuni familiari del nordafricano che si trovano a Malaga, in Spagna. I carabinieri lo hanno preso con la ricevuta dell’ultimo bonifico effettuato in mano. Il marocchino lo pagava in contanti: i soldi ricavati dall’attività di spaccio e lui girava a sua sorella all’estero la stessa cifra con operazioni bancarie. Solo nel periodo delle indagini 25 mila euro.

David Rossi

Le misure cautelari In arresto, su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Terni, 4 persone (due uomini italiani del ’59 e del ‘73, una donna italiana classe ’74 e un marocchino 26enne). Sono stati inoltre denunciati a piede libero un italiano classe ’65 e un 28enne albanese), responsabili a vario titolo di cessione di sostanze stupefacenti, abbandono di persona incapace e riciclaggio di denaro. Il tempo delle indagini ha permesso di delineare le singole condotte dei soggetti arrestati (di cui 1 già detenuta presso la Casa Circondariale di Perugia per altra causa) e degli indagati a piede libero, riscontrando l’abitudine degli stessi di organizzare e prendere parte a festini a base di droga. Due persone poi sono state tratte in arresto in flagranza di reato per i reati di cessione di sostanza stupefacente (Ghb) e riciclaggio del provento dell’attività di spaccio.

Droga a Terni I dettagli dell’operazione sono stati illustrati giovedì mattina presso il comando provinciale dell’Arma, alla presenza del comandante provinciale Davide Rossi, del comandante della Compagnia di Terni, Alessio Perlorca, del comandante della sezione operativa, tenente Francesco Caccetta, e degli stessi Liguori e Stramaglia. Considerate le recenti operazioni portate a termine dall’Arma e la ferita dei due adolescenti morti, Liguori non ha potuto non aprire una riflessione ulteriore: «Un 30enne tossicodipendente ha rischiato di lasciarci ‘le penne’. Cosa sarebbe successo se quella sostanza fosse finita in mano a minori? In quella casa si consumavano droga e sesso nello sballo più totale. Quella droga – spiega –  è in grado di amplificare le sensazioni tattili. Dobbiamo ringraziare i carabinieri per l’operazione e questa è l’Arma, quella vera – sottolinea con velato riferimento ai fatti di Piacenza -. E dobbiamo ringraziare quel netturbino che non si è voltato dall’altra parte e si è rivolto ai soccorsi e allo Stato. Questa vicenda ha dell’incredibile, è davvero squallida. Ha fatto incontrare ricchezza, miseria e droga sfiorando la morte».

Parla il legale del 55enne La ricostruzione circolata non corrisponde alla realtà dei fatti”. Ad affermarlo con nettezza è l’avvocato Francesco Mattiangeli, il legale difensore del 55enne ternano arrestato per riciclaggio ed indagato a piede libero per abbandono di persona incapace. “Intanto quella sera – precisa – non c’era alcun festino in atto e l’assunzione di sostanze è avvenuta autonomamente, da parte del giovane che poi si è sentito male. Il mio assistito non ha contattato alcuno ‘scagnozzo’ per risolvere il problema, ma due suoi amici lo hanno soccorso e sempre il mio assistito sapeva, come anche testimoni hanno riferito, che sarebbe stato accompagnato al pronto soccorso. Cosa che poi non è avvenuta ma della quale lui non era al corrente. In ordine ai presunti acquisti di sostanza, infine, questi non trovano alcun riscontro nei quantitativi letti in queste ore sui media. Men che meno le finalità ipotizzare circa l’utilizzo della cosiddetta ‘droga dello stupro’, acquisita in una occasione solo ed esclusivamente per migliorare le prestazioni sportive che il mio assistito svolge con continuità e da tempo presso una palestra privata. Infine in merito al reato ipotizzato di riciclaggio – conclude l’avvocato Mattiangeli -, sono stati inviati dei soldi alla sorella di un suo conoscente, senza peraltro alcuno scopo di lucro e dando per scontato che la provenienza fosse lecita”.

 

I commenti sono chiusi.