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domenica 22 maggio - Aggiornato alle 19:19

Terremoto, via ai sopralluoghi per campi container: ipotesi 1.500 posti letto, urbanizzazione all’Esercito

Si tratta di prefabbricati collettivi, ne serviranno almeno otto a Norcia e tre a Cascia. Avviate verifiche idrogeologiche ma aree diverse dai campi casette. Nuova scossa di magnitudo 4

L'esercito a Norcia (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Tra otto e nove campi container a Norcia e tra tre e quattro a Cascia. Queste la prima ipotesi che filtra a poche ore dall’avvio delle verifiche tecniche e idrogeologiche delle aree indicate dai due Comuni dove il numero degli sfollati è più elevato e i danni più ingenti. Anche in queste ore viene confermato che Preci riuscirà a gestire l’emergenza senza container né probabilmente campi casette, così come Monteleone di Spoleto. Intanto nella serata di lunedì intorno alle 19.56 la terra è tornata a tremare con una scossa di magnitudo 4 con epicentro localizzato in provincia di Macerata a una manciata di chilometri da Preci.

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Campi container Lunedì mattina i tecnici del dipartimento nazionale di Protezione civile, del servizio regionale e del Genio militare hanno avviato la maxi ricognizione delle aree indicate dai due municipi per la collocazione dei container che saranno collettivi, come le tende rimontate dopo il terremoto di magnitudo 6,5. I prefabbricati dell’emergenza terremoto, infatti, risultano grandi strutture che potranno ospitare fino a 48 persone in camere da due o tre posti letto, mentre la zona giorno, la cucina e i servizi igienici sarebbero in condivisione. La mappa dei campi container non è ancora stata definita, così come non è noto il numero degli sfollati che saranno accolti in queste aree. Per il momento si apprende che due zone spunteranno a Norcia capoluogo e le altre nelle frazioni, tra cui San Pellegrino, mentre a servizio del centro di Cascia viene ipotizzata un’area container e altri due forse tre nelle frazioni più colpite, ossia Avendita, Maltignano e San Giorgio.

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Urbanizzazione all’Esercito Al momento sono in corso le valutazioni idrogeologiche sui campi da almeno mille metri quadri comunicati dai Comuni. Dopodiché occorrerà procedere con la realizzazione delle opere di urbanizzazione di cui si occuperà l’Esercito, che con propri ufficiali del Genio militare ha partecipato ai sopralluoghi iniziati martedì. In base a quanto riferito dalla protezione civile regionale ai militari spetterà quindi il compito di realizzare tutti gli impianti necessari a dotare di ogni utenza i container collettivi e di strade e selciato le aree.  Da mercoledì è a Norcia il battaglione Mezzi mobili campali comandato dal caporal maggiore scelto Simone Macchione che è al lavoro nella tendopoli di Norcia allestita alla Cittadella dello sport. I militari qui hanno allestito una cucina campo dotata di cella frigorifero e panetteria. Risulta avviata anche la ricognizione delle zone rosse su cui vigileranno sempre uomini dell’Esercito che saranno impiegati nei dispositivi antisciacallaggio finora assicurati h24 da polizia, carabinieri, forestali e finanzieri.

Ipotesi 1.500 posti letto  Il vero rebus al momento è però rappresentato dagli sfollati che dovranno essere accolti in queste soluzioni intermedie. Attualmente la Prociv ragionerebbe intorno all’ipotesi di circa 1.500 sfollati, continuando a indicare la soluzione degli alberghi del Trasimeno e di Perugia come il percorso privilegiato. Tuttavia i sopralluoghi nelle abitazioni non sono ancora iniziate e il numero degli sfollati è ben lontano dall’essere definito, nonostante i campi container siano stati promessi entro Natale. Il lavoro è quindi frenetico e si muove su due binari. Già, perché se da una parte i campi container vanno allestiti in meno di due mesi, dall’altra le casette sono state assicurate entro l’estate e il lavoro, per forza di cose, deve procedere parallelamente. Le aree in cui verranno collocate le due soluzioni saranno infatti differenti e doppio lo sforzo della macchina messa in moto per l’emergenza.

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I mille del Trasimeno A una settimana dal sisma del 30 ottobre, è stato fatto anche il punto sull’accoglienza delle oltre mille persone dei comuni terremotati, ospitate in alberghi di Perugia e nell’area del Trasimeno. Coordinato dall’assessore regionale Antonio Bartolini, l’incontro è servito per valutare coi sindaci, l’ufficio scolastico regionale, il terzo settore e le associazioni di categoria quanto fin qui organizzato per gli sfollati di Norcia, Cascia e Preci: «Sostanzialmente – ha detto l’assessore – è emerso un quadro soddisfacente in quanto i servizi alle persone offerti in questa fase di emergenza, al momento, hanno dato risposte efficaci ai bisogni delle famiglie, anche grazie al grande impegno delle istituzioni locali, dei volontari e delle associazioni imprenditoriali che in questa settimana hanno, con grande sforzo, garantito la giusta accoglienza. Per rendere ancora più efficace il lavoro svolto sinora – ha proseguito Bartolini – è stato deciso che i Centri operativi comunali dovranno fare da raccordo tra le realtà territoriali e la Regione per garantire un’adeguata integrazione sociale e assistenziale alle persone che hanno dovuto lasciare le loro case e le loro città. Si sta riservando massima attenzione ai più giovani in modo da garantire loro una quotidianità serena e la ripresa rapida dell’iter scolastico nei territori ospitanti»

@chilodice

 

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