martedì 26 marzo - Aggiornato alle 16:06

Terremoto, sfollati negli alberghi di mezza Umbria e assemblea tesa: «Non svuoteremo la Valnerina»

Disponibili 1.500 posti letto, spola dei pullman anche verso il Trasimeno ma tanti restano. Cittadini contestano sindaco e vice, consiglieri comunali: «Non dovevano smontare tende»

Sfollati in partenza verso alberghi (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi e Daniele Bovi

Cinquemila sfollati, alcuni trasportati in pullman negli alberghi di mezza Umbria. In poche ore dalla mostruosa scossa di magnitudo 6,5 Regione e Federalberghi hanno rastrellato 1.500 posti dal Trasimeno a Terni passando per Città di Castello e Assisi, mentre in moto verso la città di San Benedetto si mettevano i pullman che hanno fatto la spola per tutta la notte con le strutture ricettive. L’indicazione delle autorità è quella di trascorrere pochi giorni lontani da Norcia e dalle scosse continue, per dare il tempo di individuare una soluzione di accoglienza per intere comunità. Il messaggio arriva al campo sportivo intorno alle 17, quando il sindaco Nicola Alemanno e la presidente Catiuscia Marini incontrano la popolazione.

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Assemblea tesa Trecento circa i presenti: «Tutti coloro che possono usufruire degli alberghi lo devono fare perché – ha detto la governatrice – favoriscono la macchina dei soccorsi e ci permettono di individuare nel giro di pochi giorni una soluzione temporanea qui a Norcia». Ma il confronto con gli sfollati è teso. C’è chi contesta lo smantellamento delle tendopoli e chi i vincoli paesaggistici che impediscono di collocare in proprio una casetta di legno, l’ex sindaco e consigliere comunale d’opposizione Giampaolo Stefanelli alza la voce e contesta Alemanno. In mattinata anche il consigliere comunale Battilocchi si era sfogato coi cronisti di fronte alle mura antiche sbriciolate: «Le tende non andavano smontate così presto. Meglio il freddo dei rischi. Ora abbiamo malati in mezzo alla strada e strade impraticabili, serve un ospedale da campo». Ma al campo sono comunque in diversi dalla folla da accusare il sindaco, che si difende: «Sono due mesi che dormo al Coc che ha subito gravi danni, sono vivo per miracolo». Nel mirino di un giovane anche il vicesindaco Pierluigi Altavilla che ai microfoni di Sky ha detto: «Provengo dalle fila del boia chi molla e non mollerò».

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Chi accetta l’albergo e chi resta La tensione sale ed è soprattutto la presidente Marini a tentare di calmare animi implacabili, devastati da due mesi di paura. Mentre all’interno del campo di calcio si gridava, all’esterno le prime famiglie iniziavano già salite sui pullman richiesti a Norcia. La spola è andata avanti fino a tarda notte per trasferire gli sfollati negli alberghi del Trasimeno, numerosi anche i bus in sosta a Borgo Cerreto in attesa della chiamata per la città di San Benedetto. Gli sfollati scortati hanno raggiunto il Lago, alcuni di loro, poco più di 200, hanno fatto una sosta per il ristoro al Palasport di Magione e altri 120 a quello di Corciano. Nel giro di poche ore sono circa 1.500 i posti letto resi disponibili negli alberghi, alcuni sono fuggiti in autonomia per raggiungere parenti altrove, ma molti sono rimasti a Norcia: «Io da qui non me vado – dice Ivano, 59 anni – anziani e bambini è giusto, ma io questa terra non la abbandono neanche ora». La presidente Marini è chiara: «Nessuno ha intenzione di svuotare la montagna, anzi – ha scandito – vogliamo mantenere la vita in questa terra perché anche la Regione qui ha investito tanto e crede fermamente nel valore di queste cittadini e di questi borghi, ma tutti coloro che possono usufruire degli alberghi lo devono fare perché – ha detto agli sfollati al campo sportivo – favoriscono sia la macchina dei soccorsi che l’individuazione di soluzioni qui a Norcia».

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Errani: «Spostarsi non significa non tornare» Ed è stato proprio questo il nodo che si è tentato di passare al pettine ieri sera nella riunione operativa tra gli amministratori locali, il commissario per la ricostruzione Vasco Errani e il capo del dipartimento di protezione civile nazionale, l’ingegner Fabrizio Curcio che ha poi spiegato: «Sarà una notte difficile ma la gestiremo con le strutture collettive che stiamo mettendo in piedi – ha detto Errani – il terremoto di stamattina ha cambiato lo scenario e ancora di più lo spirito e l’animo delle persone. La prima cosa che dobbiamo fare è rispettarle. Nessuno – ha aggiunto – vuole deportare le persone ma non ha senso dormire in macchina, vogliamo invece che abbiano la possibilità di vivere una notte tranquilla dopo una situazione così pesante. Spostarsi non significa non tornare, insieme a loro e con loro troveremo le soluzioni. Costruire oggi una strategia – ha concluso Errani – non ha senso perché dobbiamo gestire invece questa situazione». Le scosse sono continue e si prende tempo per gestire almeno tremila sfollati.

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