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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 17:25

Terremoto, scoperta voragine a Castelluccio: «Collasso improvviso delle rocce»

Si troverebbe sul Pian Grande, Ingv: «Profondità difficilmente misurabile»

di C.F.

Una voragine gigantesca ma soprattutto profondissima si è aperta in zona Castelluccio. A raccontare l’ennesimo segno lasciato dal terremoto del 30 ottobre è stato il Tg1 il 17 novembre che ha raggiunto la zona per seguire il lavoro dei ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, guidati dal dirigente Fabrizio Galadini.

REPORTAGE DA CASTELLUCCIO: FOTO E VIDEO

Si apre voragine a Castelluccio Di fronte al cedimento di grandi dimensioni, l’esperto ha spiegato: «La profondità non è facilmente definibile ma è di parecchi metri, si tratta di un effetto legato al processo di collasso delle rocce sottostanti». In base a quanto ricostruito la voragine si troverebbe sul Pian Grande, all’altezza del maneggio: «Sì la zona è quella – conferma Augusto Coccia, irriducibile allevatore di Castelluccio che dopo la complicata transumanza si è spostato in un albergo a San Benedetto del Tronto – quello che svetta sullo sfondo è il Monte Vettore. Personalmente non l’ho vista – dice – ma ho parlato con Emiliano (l’ultimo abitante del paese, ndr) e mi ha detto che il fondo non è visibile, pare sia spaventoso anche solo avvicinarsi». Nel servizio del Tg1 vengono anche mostrati gli ‘scalini’, tecnicamente rigetti, provocati dal tremendo terremoto di magnitudo 6,5 e già ‘attenzionati’ nel primo documento di sintesi sul sisma pubblicato recentemente da Ingv. Sabato mattina a Castelluccio sarà compiuto un sopralluogo dai tecnici, alla spedizione guidata dal Soccorso alpino e speleologico parteciperà anche la presidente Catiuscia Marini, una decina di giorni fa anche l’assessore regionale Fernanda Cecchini aveva raggiunto il borgo. Il gioiello dei Sibillini è stato evacuato anche a causa dell’isolamento drammatico in cui è piombato dopo il 30 ottobre, anche se la principale via d’accesso (la strada provinciale 477) è chiusa dal 24 agosto, ossia dopo il primo bombardamento di rocce a cui è seguito quello più pesante provocato dall’ultimo sisma, il più violento. Garantire un collegamento con Castelluccio è condizione essenziale per avviare le verifiche sul patrimonio edilizio, in buona parte andato distrutto, e quindi programmare eventuali puntellature, oltre a demolizioni e rimozione macerie del paese vigilato h24 da un presidio fisso degli Alpini. Aprire un varco per il borgo ai piedi del Vettore non è, però, un’operazione semplice tant’è che per l’intervento sarà necessario ingaggiare il Genio militare, che ieri ha compiuto una prima attività speditiva in zona San Marco.

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@chilodice

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