mercoledì 30 settembre - Aggiornato alle 04:24

Operazione Spada, il procuratore: «Chiesto il processo per gli indagati del primo filone»

Il capo della procura Liguori alla conferenza di fine anno: «Fascicoli diminuiscono del 23 per cento»

Il procuratore capo Liguori

di Massimo Colonna

Calano del 23 per cento i reati a Terni e in provincia, ad eccezione dello spaccio di droga. Questa la fotografia di fine anno che il procuratore capo Alberto Liguori ha scattato sabato mattina, a una settimana dalla seconda Operazione Spada, che ha portato agli arresti domiciliari anche l’assessore al bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi, dopo che ai domiciliari era già stato ristretto il sindaco Leopoldo Di Girolamo e l’assessore ai lavori pubblici Stefano Bucari (poi dimessosi). Nell’ambito della conferenza stampa il procuratore ha anche spiegato che «per il primo filone di inchiesta Spada (su cimiteri, verde pubblico e cascata delle Marmore, ndr) la procura ha chiesto il rinvio a giudizio e ora siamo in attesa della decisione del giudice sulla data per l’udienza. Abbiamo chiesto il rinvio per tutti gli indagati, ad eccezione di un nome».

Le richieste di rinvio Dunque la procura di Terni ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti degli indagati della prima parte dell’inchiesta, relativa a presunte irregolarità nell’affidamento di appalti del Comune ad alcune cooperative locali nei settori verde pubblico, cascata delle Marmore e servizi cimiteriali. Tra gli indagati c’erano anche il sindaco Leopoldo Di Girolamo, l’ex assessore comunale ai Lavori pubblici, Stefano Bucari, entrambi finiti a maggio ai domiciliari, poi revocati, e un’altra ventina di persone, tra membri della giunta dell’attuale e precedente consiliatura, dirigenti e tecnici comunali e rappresentanti di cooperative locali. Una sola posizione, da quanto risulta, è stata archiviata. E dunque ora la procura e le parti sono in attesa della fissazione della data dell’udienza preliminare da parte del gup del tribunale di Terni.

Il quadro generale «Anche quest’anno – ha spiegato il procuratore – l’azione investigativa si è concentrata sui delitti di maggiore allarme sociale, spaziando dai delitti contro il patrimonio di intere categorie produttive a quelli contro le cosiddette fasce deboli. Particolare è stato l’interesse investigativo per recuperare mancati introiti alle casse dello Stato con individuazione di falsi ciechi che hanno sottratto all’Inps oltre 130 mila euro e, soprattutto, si è inciso sugli evasori fiscali e truffatori dell’Unione Europea assicurando allo Stato il sequestro per equivalente di beni del valore di 12 milioni e mezzo di euro, tra fabbricati, ville, conto correnti bancari, veicoli commerciali ed industriali».

Il fattore sociale «Mi preme sottolineare che l’azione della procura ha utilizzato lo strumento del sequestro preventivo garantendo comunque la continuità aziendale consentendo ai lavoratori di continuare a percepire i salari e, soprattutto, tramite supervisione della polizia giudiziaria operante, obbligando i datori di lavoro a versare con regolarità i contributi dovuti ai lavoratori all’Inps ed all’Inail. Preoccupano i reati di natura fallimentari in leggera crescita a testimonianza che la crisi che interessa il settore imprenditoriale e commerciale, spesso registra la presenza di addetti ai lavori impegnati in operazioni di premeditata confusione contabile e di successiva distrazione dei beni dalla massa passiva in danno dei creditori e dei dipendenti dell’azienda ai quali non viene versato un euro alle casse di previdenza, con sottrazione di ingenti somme dovute al Fisco che invece vengono utilizzate per fare impresa».

Calano i furti ma dilaga lo spaccio In particolare a fine 2017 negli uffici della procura di Terni si sono contati 9.876 fascicoli aperti (sia con indagati iscritti al registro, che contro ignoti) a fronte dei 12.557 dello scorso anno. La stretta sul territorio delle forze di polizia e della magistratura ha dato i suoi frutti, soprattutto sul fronte degli odiosi furti in appartamento, calati del 33 per cento: 697 gli episodi denunciati negli ultimi dodici mesi, contro i 1.054 del 2016. In linea anche il dato per tutti gli altri furti, diminuiti del 31 per cento, mentre raggiunge il 41 per cento il freno posto ai danneggiamenti, su cui si rilevano poco più di mille episodi. Sforbiciata importante anche sui casi di usura con sedici inchieste contro le 41 del 2016 (-60 per cento). Conferma, invece, l’allarme legato al fenomeno dello spaccio, il procuratore capo Liguori che evidenzia l’incremento del 25 per cento dei fascicoli per i reati di droga, saliti a 320 contro i 255 dello scorso anno. Il fenomeno crea comprensibile forte preoccupazione, non solo tra le vie del centro o i palazzi della periferia, ma anche tra gli inquirenti, che negli ultimi dodici mesi hanno tolto dalle mani dei pusher 44 chilogrammi di droga (nel 2016 erano stati 17).

@tulhaidetto

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