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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 21:54

Terni, incendio alla Ferrocart: rifiuti divorati dalle fiamme. Lunedì scuole chiuse

Colonna di fumo sprigionata dal rogo a Maratta visibile da tutta la città: a fuoco carta, plastica e ingombranti. L’ordinanza

di Marta Rosati

Una densa colonna di fumo nero proveniente dalla zona industriale di Maratta si è levata sulla città di Terni nel pomeriggio di domenica prima delle 16. È stato quello il primo segnale del terribile incendio che si è verificato alla Ferrocart di via Vanzetti, l’azienda, dal 2020 di proprietà Acea, che si occupa di recupero e riciclo materiali. Divorati dalle fiamme carta, plastica e ingombranti, pesantemente danneggiati i capannoni. Lunedì le scuole del territorio comunale rimarranno chiuse. Lo ha stabilito il sindaco con un’ordinanza. Sono esclusi dal provvedimento gli istituti scolastici di Casali di Papigno, Collestatte, Marmore e Piediluco. Questa una delle misure che ha predisposto Palazzo Spada in accordo con Arpa e Usl.

Ancora fiamme Proseguono intanto le operazioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco. Le fiamme sono state circoscritte al cumulo di materiale plastico interessato. Sul posto per tutta la notte saranno presenti due squadre che continueranno l’opera di spegnimento e smassamento.

L’ordinanza del sindaco «In particolare – riferisce in una nota il Comune – Arpa, in virtù del principio di precauzione e in attesa delle valutazioni sui dati di qualità dell’aria, ritiene opportuno al momento individuare un’area di raggio di 3 km dal luogo dell’incendio all’interno della quale dovranno essere rispettati alcuni divieti: divieto di raccolta e consumo di prodotti alimentari coltivati; divieto di raccolta e consumo di funghi epigei spontanei; divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile; divieto di utilizzo di foraggi e cereali destinati agli animali. Usl Umbria 2, stante la presenza di odore acre nella zona cittadina e vista la direzione mutevole del vento, considerati i tempi di spegnimento dell’incendio, ritiene necessario disporre in via precauzionale a tutela della salute pubblica la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e dei servizi educativi dell’infanzia di cui al d.lgs. 13 aprile 2017 n.65, pubbliche e private di tutto il territorio comunale, ad eccezione di quelle ubicate nei territori di Marmore, Casali di Papigno, Collestatte e Piediluco. Tale misura trova motivazione anche nel fatto che per rispetto delle procedure Covid le aule delle scuole devono essere frequentemente arieggiate. Usl Umbria 2 ritiene altresì che si debba ordinare alle aziende presenti in aree limitrofe alla zona dell’incendio (Strada Maratta Alta, Via Lessini, Via Capponi, Via Vanzetti, via Benucci, Via Fornaci, Via Euclide, Strada di Maratta Bassa fino all’intersezione con Strada la Selva, Via Casale, Via Angelini, Via Archimede e Via Corradi) di provvedere alla eventuale manutenzione straordinaria degli impianti di ventilazione meccanica con prelievo di aria dall’esterno. Usl Umbria 2 ritiene necessario inoltre che i cittadini residenti nell’area individuata nel raggio di 3 km dall’incendio mantengano chiuse le finestre delle proprie abitazioni, limitando le uscite all’esterno se non per necessità». Alla riunione d’urgenza di palazzo Spada per valutare le misure precauzionali da proporre al Sindaco tramite apposita Ordinanza contingibile ed urgente a tutela dalla salute pubblica hanno preso parte il Sindaco di Terni, Leonardo Latini; il Vice sindaco e Assessore all’Ambiente, Benedetta Salvati; l’assessore all’Istruzione, Cinzia Fabrizi; il Dirigente della Direzione Ambiente, Dott. Paolo Grigioni; il Direttore del Dipartimento Umbria Sud dell’ARPA Umbria, Ing. Francesco Longhi; l’Ing. Caterina Austeri, Arpa Umbria; il Dott. Amati Massimo e il Dott. Anulli Fabio per la Usl Umbria 2 servizio igiene e sanità pubblica; per la Protezione Civile: Dott. Claudio Alberto Monzi – supporto tecnico Comune di Terni.

ORDINANZA SCUOLE CHIUSE

VIDEO DEL ROGO

GLI INTERVENTI DI ARPA, USL E COMUNE DI TERNI

Accertamenti Da comprendere le cause del rogo, per le quali gli organi inquirenti effettueranno tutti gli accertamenti del caso, finito ovviamente sul tavolo della procura: il Pm di turno è la dottoressa Camilla Coraggio e le indagini sarebbero state affidate al Corpo dei carabinieri forestali provinciali. Nessuna persona per fortuna è rimasta coinvolta in alcun modo, se non emotivamente. All’ingresso dell’azienda, domenica non mancavano uomini, dipendenti della società, con gli occhi lucidi. Alcuni, coi mezzi aziendali hanno provveduto nell’immediato a rimuovere parte del materiale presente nel perimetro Ferrocart per evitare che il rogo si propagasse ulteriormente. Sui presenti a ridosso dell’incendio è piovuto un pulviscolo dalla colonna di fumo sopra il rogo e a tratti il vento ha reso più difficili le operazioni di spegnimento delle fiamme. Sul posto uomini e donne di polizia locale e di Stato, carabinieri, volontari di Protezione civile e in serata anche Arpa e Usl ai quali è affidato il compito di indagare sulle conseguenze ambientali del caso e sui rischi che si corrono per la salute umana.

LA COLONNA DI FUMO SOPRA IL ROGO

GUARDA LE FOTO

«Chiudete le finestre» La Protezione civile di Collescipoli nell’immediato ha raccomandato di trovare strade alternative per la chiusura temporanea della strada, ma soprattutto ha invitato i cittadini a chiudere le finestre, poi è arrivato anche il messaggio del Comune: «Per verificare la situazione dell’incendio alla Ferrocart di Maratta e delle sue conseguenze a livello ambientale sono già all’opera i tecnici di Arpa Umbria. Sul posto l’assessore all’ambiente Benedetta Salvati, con i dirigenti e i responsabili comunali delle direzioni ambiente e polizia locale. In attesa di valutare l’opportunità di una specifica ordinanza la direzione ambiente consiglia di tenere chiuse le finestre nell’area circostante l’incendio».

 

Il rogo A disposizione degli investigatori ci sono già le riprese delle videocamere del sistema di sorveglianza interno che già avrebbero fornito un’indicazione precisa sull’orario in cui l’incendio è divampato: 15.40. «Per il momento – hanno riferito poche ore dopo le autorità comèpetenti – è prematuro formulare un’ipotesi in quanto le fiamme continuano a divorare i rifiuti stoccati. Il gestore a capo dell’azienda Paolo Amadei che ha seguito le operazioni di intervento dei vigili dal fuoco sin dall’inizio collaborando per la messa in sicurezza dei siti sensibili, si è limitato a dire: «Non sappiamo ancora nulla». I pompieri, come di consueto, hanno immediatamente circoscritto l’incendio, ma per domare le fiamme, al fianco del personale di Terni sono intervenuti i vigili del fuoco di Amelia e Orvieto. Attorno alle 19 a Palazzo Spada, nell’ufficio della vicesindaco benedetta Salvati è scattata una riunione tecnica per decidere i provvedimenti da adottare, quelli di carattere sanitario ma banalmente anche quelli sulla viabilità. Poco prima in via Vanzetti anche il sindaco Leonardo Latini che sttorno alle 22 ha firmato un’ordinanza con tutti i provvedimenti del caso.

Situazione preoccupante L’odore di plastica bruciata investe tutto il centro città verso il quale il vento ha deviato il flusso del fumo per tutta la durata dell’incendio. L’episodio si verifica per l’ennesima volta nella zona industriale di Maratta e se la vicesindaco attacca le amministrazioni precedenti per le autorizzazioni concesse, dall’opposizione alza la voce il consigliere di Senso civico Alessandro Gentiletti: «Attivare subito una commissione di inchiesta comunale perché tre incendi in meno di due anni non sono tollerabili e non possono essere fatti passare come una cosa normale. Fare massima luce sulle cause dell’incendio di oggi e adottare tutti i provvedimenti necessari perché sia l’ultimo. La città di Terni non regge più un simile stress e questo è ormai evidente a tutti, così come la necessità di intervenire sul ciclo dei rifiuti, investendo ogni risorsa a disposizione per gli impianti pubblici, in questi anni utilizzata per altri interventi dal sapore esclusivamente propagandistico. L’amministrazione non può continuare a chiudere la stalla dopo che i buoi sono usciti o correre insieme ai pompieri a spegnere gli incendi. La programmazione e la difesa del territorio, invece che la costruzione di nuove discariche, deve essere la priorità dell’agenda amministrativa. Se chi governa è in grado lo faccia, altrimenti vada a casa». Non manca la presa di posizione del comitato No inceneritori.

Movimento cinque stelle «Nuovo incendio in un impianto rifiuti a Terni, è il quinto in Umbria in due anni. Thomas De Luca (M5S) commenta: «Inaccettabile superficialità di Arpa e Regione sui casi di Terni, Perugia e Trevi. Domani mattina invierò una richiesta formale alla commissione antimafia per una calendarizzazione urgente di audizioni su questa preoccupante situazione che sta interessando la nostra regione.  La superficialità con cui Arpa, Regione e Comuni hanno trattato questi eventi è inaccettabile. Eventi che non solo hanno un grave impatto sulla gestione dei rifiuti ma anche direttamente sulla salute pubblica. Eventi che costantemente vengono minimizzati e liquidati come autocombustione accidentale, o causata una volta da un accendino, l’altra da una pila».
Fiamma tricolore «Bene il lavoro dei Vigili del fuoco  per spegnere l’ incendio che si è sviluppato alla Ferrocart ma gli abitanti che abitano nelle vicinanze di questo incendio possono essere sicuri riguardo l’impatto ambientale? È normale che impianti per il recupero di rifiuti urbani e speciali si trovano a Marattta nelle vicinanze di abitazioni? Movimento Sociale Fiamma Tricolore Umbria invita gli organi preposti a fare tutti gli accertamenti a tutela dei cittadini e consumatori riguardo la situazione ambientale della zona soprattutto di Maratta».
Pd Terni «Massima vicinanza e un ringraziamento ai Vigili del fuoco e a tutte le altre forze impegnate nella gestione dell’incendio alla Ferrocart di Maratta – è il messaggio della segreteria Dem di Terni -. Colpisce invece molto la superficialità delle dichiarazioni della vicesindaca Salvati, che rappresentano in pieno tutta l’inadeguatezza di un’amministrazione che ancora, dopo quattro anni di governo, continua a dare la colpa a ‘quelli di prima’ a prescindere dal tema, dalla situazione, dall’emergenza. È inaccettabile che una città come Terni, dalla storia antica, capoluogo di provincia, sia amministrata con un tale livello di incapacità, mentre i cittadini chiedono risposte. Ci spieghi Salvati quale sarebbe questo luogo lontano dalla città, ma altrettanto lontano dai comuni confinanti in cui spostare l’area industriale».

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