venerdì 24 maggio - Aggiornato alle 23:25

Terni, il padre del 12enne: «Lei e altri lo hanno insultato e picchiato anche quella mattina, lui ha reagito»

Terni dall'alto

di Massimo Colonna e Francesca Marruco
Twitter @tulhaidetto

«Macché crocefisso, per noi non esiste alcun un problema di religione. Io e mia moglie abbiamo sette figli e quattro di loro ogni giorno vanno in parrocchia a fare i compiti e a giocare con gli altri bambini. E poi la chiesa vicino casa nostra ci aiuta molto, ogni mese ci dà dei pacchi con del cibo». Racconta la sua verità il padre del bambino senegalese protagonista dell’aggressione verificatasi giovedì pomeriggio fuori da una scuola media di Terni. Una verità che si scontra con quella fornita dalla mamma della bimba aggredita e riferita dai carabinieri.

Lo avevano picchiato anche la mattina «La verità è che mio figlio è stato preso di mira con insulti razzisti e aggressioni fisiche fin da quando è arrivato in classe. E anche giovedì mattina è successo. E lo ha picchiato anche la bambina, insieme ad altri compagni. Quello che è successo all’uscita da scuola è stata una reazione a quello che era successo la mattina. Quello che è successo me lo ha raccontato lui il pomeriggio: in pratica giovedì mattina alle 10.30 le maestre mi hanno telefonato dicendo che mio figlio stava dando fastidio alla classe. Io allora ho chiesto di parlargli ma non me lo hanno passato. Poi ho chiamato al cellulare l’altro mio figlio di 16 anni alle 12.30 chiedendo sempre di parlare con il piccolo, ma le insegnanti non mi hanno permesso di parlarci. Poi è successo il fatto con la bambina ma lui non gli ha strappato il crocifisso,  come fa a essere un problema per lui il crocifisso se va tutti i giorni in parrocchia? La verità è che lo prendevano in giro sin dai primi giorni. Gli hanno detto parolacce tipo ‘brutto’ o ‘fai schifo’, me lo ha detto lui. Lo hanno preso di mira più volte, poi lui sarà esploso».
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No motivi religiosi «Noi siamo musulmani – spiega il padre seduto su una panchina sotto casa, dopo aver detto ai suoi sette figli di rientrare a casa – ma non abbiamo problemi con i cristiani. Andiamo in parrocchia spesso, sia i miei figli che noi, anche per avere dei pacchi con del cibo. Ci aiutano, figurati se noi abbiamo qualcosa contro la religione. E poi mio figlio non parla nemmeno l’italiano. Escluso che possa avere pronunciato le cose che sono state riportate in queste ore».

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La storia del piccolo «Mio figlio è stato qui in Italia con noi fino all’età di quattro anni – prosegue il babbo – e poi è tornato in Senegal. Noi abbiamo sette figli. Quando è arrivato abbiamo deciso di mandarlo subito a scuola ad imparare l’italiano, perché, a differenza dei fratelli, non lo parla». «Io – racconta ancora il padre – sono rimasto male quando ho visto tutto al telegiornale perchè non è vero niente, e anche ieri mattina la preside mi ha detto che non crede c’entri niente il crocifisso». E poi, parlando dell’altro figlio di 16 anni rivela che «anche lui è stato preso di mira con insulti razzisti e adesso vorrebbe lasciare la scuola». L’unico rammarico dell’uomo è di non aver parlato col figlio piccolo, «se me lo avessero passato, lo avrei calmato io»Ma non ci pensa neanche a non mandarlo più a scuola «deve imparare a leggere e scrivere» e «non chiederò un cambio di classe». Comunque noi – conclude l’uomo – non abbiamo rabbia contro nessuno. Mio figlio è pronto da subito a fare pace».

7 risposte a “Terni, il padre del 12enne: «Lei e altri lo hanno insultato e picchiato anche quella mattina, lui ha reagito»”

  1. chedire ha detto:

    Come li mantiene i suoi sette figli?????????????E come li fa a seguirli????????????????…………………….

    • io ha detto:

      che c’entra ? sono i soldi la questione ? immagino che l’evento sia scollegato dal reddito. che miseria…

  2. Alice ha detto:

    HO ALUNNI STRANIERI, ANCHE MUSULMANI, SUCCEDE ESATTAMENTE QUELLO CHE DICE IL PADRE DEL BAMBINO: SONO DISCRIMINATI DA MOLTI. SE OTTENGONO BUONI RISULTATI, POI, I COMPAGNI PENSANO CHE I DOCENTI LI TRATTINO CON MAGGIORE INDULGENZA. QUESTO PAESE STA DIVENTANDO RAZZISTA, TUTTO MERITO DI CHI HA INVENTATO LA STORIA DEGLI IMMIGRATI CHE TOLGONO IL LAVORO AGLI ITALIANI….

    • Michela ha detto:

      e voi insegnanti naturalmente fate finta di nulla vero? come in questo caso che gli avrebbero permesso persino di schiaffeggiarlo! Il segno evidente di quanto accaduto è che il multiculturalismo in italia è già fallito come è fallito in tutti gli altri paesi!!

    • chedire ha detto:

      sono d’accordo, michela

  3. io ha detto:

    Bisognerà che qualcuno lo spieghi a Salvini e alla sua corte di ignoranti.

  4. Remo ha detto:

    Sì, potevo piccolo picchiato da tutti, chissà perché le insegnati hanno richiamato lui però: razzisti pure gli insegnati? Di assodato comunque c’è che la bambina è finita all’ospedale e lui no.

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