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giovedì 19 maggio - Aggiornato alle 07:30

Terni, dodicenne aggredisce coetanea all’uscita di scuola: «Togliti quel crocefisso dal collo»

Alcune studentesse

di Massimo Colonna
Twitter @tulhaidetto

«Togliti quel crocefisso dal collo». Queste le parole con cui un ragazzino di 12 anni di origine senegalese giovedì avrebbe aggredito la sua compagna di classe all’uscita di una scuola media. Una aggressione sia verbale che fisica, tanto che la ragazza ha preso anche un pugno alle spalle che le ha causato una forte contusione, giudicata guaribile dai medici in 20 giorni. Il caso è seguito dai carabinieri di Terni, subito intervenuti sul posto.

Via quel crocefisso Secondo la ricostruzione dei carabinieri all’uscita della scuola lo studente senegalese avrebbe aggredito la sua compagna di classe. Prima a parole: «Togliti subito quel crocefisso dal collo», secondo quello che hanno raccontato anche i diversi testimoni presenti all’uscita della scuola. Poi fisicamente: con una mossa di karate il bambino ha colpito alle spalle la compagna con un pugno. La mamma della bimba a quel punto è subito intervenuta per fermare il ragazzino. Il colpo è stato forte e la dodicenne soccorsa dagli operatori del 118 che l’hanno trasportata in ospedale, dove le è stata riscontrata una contusione toracica giudicata guaribile in venti giorni.

Le due famiglie e le vie legali Da quanto si apprende lo studente senegalese vive in una famiglia stabilitasi a Terni da diversi anni, non solo regolarmente presente in città ma anche ben integrata con il tessuto sociale. A 12 anni il ragazzo non è imputabile per questo a livello legale dunque non verranno aperti procedimenti, anche perché vista la giovane età, i carabinieri si stanno muovendo con molta cautela sulle reali intenzioni del giovane di pronunciare quelle parole. Parole forti, che un ragazzino di 12 anni potrebbe anche aver ripetuto, dopo averle ascoltate in tv o chissà dove, senza conoscerne il reale significato. Al momento è questo il contesto su cui si stanno muovendo i carabinieri, anche dopo aver parlato con i genitori della bambina e con il direttore scolastico dell’istituto. Resta comunque il gesto forte di una aggressione fisica e verbale. La preside della scuola però non crede che il gesto abbia una motivazione religiosa: «Non c’entra – dice – l’unica testimone di quanto successo fuori dai cancelli della scuola è la mamma e il bimbo neanche parla italiano».

LA PRESIDE: «RELIGIONE NON C’ENTRA»

Piemontese: «Occorre capire cosa è successo» Sull’episodio violento è intervenuto anche il vescovo di Terni Giuseppe Piemontese: «Prima di ogni giudizio è necessario capire come realmente sia avvenuto il fatto, le dinamiche e il contesto in cui si è verificato. Un gesto certamente grave da stigmatizzare che non va però né ingigantito né minimizzato, e tanto meno strumentalizzato. Riteniamo che, più opportunamente il fatto vada inquadrato nelle relazioni educative adolescenziali, nelle dinamiche che avvengono tra i ragazzi che hanno mondi propri e che sono in una delicata fase di crescita e formazione. Dinamiche adolescenziali che non di rado fanno proprio leva sulla diversità di razza, religione, appartenenza o altro e che a volte sfociano in gesti anche violenti come questo. Siamo vicini alla ragazza, le manifestiamo amicizia e preghiamo perché superi questo difficile momento per la violenza di cui è stata vittima. Ci auguriamo che “l’aggressore” possa comprendere la gravità del proprio gesto. Invitiamo e incoraggiamo la scuola a fare la sua parte educativa, tesa a promuovere il rispetto verso gli altri e a formare i ragazzi all’accoglienza e alla fraternità. Pensiamo che le famiglie, la comunità civile ed ogni realtà sociale abbiano molto da fare per formare giovani e adulti pacifici e rispettosi del prossimo».

Riccardi: «Episodio grave, ma cerchiamo di essere razionali» L’amministrazione comunale è intervenuta attraverso l’assessore alla scuola Carla Riccardi: «È un episodio molto grave, ma cerchiamo di non strumentalizzarlo, succede chissà quante volte che i ragazzi tra di loro litighino senza che si venga a sapere nulla. L’assessore è venuta a conoscenza dell’episodio, avvenuto ieri, solo nel pomeriggio di oggi. Ho parlato con la vicepreside dell’istituto e mi ha spiegato che la scuola non ha ritenuto necessario informarci della cosa né credo lo abbiano fatto con l’Ufficio scolastico, ritenendola una lite tra ragazzini. Il dodicenne era arrivato in Italia al massimo da un mese. Insieme alla sorellina ha raggiunto il padre, che da anni abita in Italia. Per questo lo studente non parla ancora bene l’italiano. Non vorrei sminuire la vicenda ma vorrei essere razionale: il fatto che l’aggressore sia italiano o straniero, o di religione diversa, non cambia le cose. Sta a noi cercare di medicare questi comportamenti, ma ‘cum grano salis».

Salvini: «Tornino al loro Paese» Sul caso è intervenuto anche Matteo Salvini, in queste ore in Umbria, tra Marsciano, Perugia e Città di Castello: «A Terni una ragazzina di 12 anni è stata aggredita da un coetaneo all’uscita della scuola, 20 giorni di prognosi per la bimba. L’aggressore è un ragazzino africano che da giorni insultava e minacciava la coetanea, perché portava al collo una collanina con il crocifisso. Il ragazzino, e i suoi parenti, vengano rispediti al loro Paese!!! Che bella integrazione».

SALVINI DA PERUGIA: «AGGRESSORE TORNI A CASA SUA COL PRIMO BARCONE»

Sereni:«Non strumentalizzare» Su Twitter la vicepresidente della Camera, Marina Sereni, scrive: «Sulla dodicenne di Terni aggredita a scuola per il crocefisso: capire cosa è accaduto, non banalizzare, non strumentalizzare»

Meloni: «Odio trasmesso ai più piccoli» Sul proprio profilo Facebook, Giorgia Meloni ha commentato: «A casa nostra neanche i nostri figli sono più al sicuro rispetto all’intolleranza di chi pensa di venire in Italia e imporci la propria ideologia. Non ti piace il crocifisso? Vai a vivere da un’altra parte. Sono questi gli episodi che ci fanno comprendere quanto odio venga trasmesso anche ai più piccoli».

Nevi Il presidente del gruppo Forza Italia in Regione, Raffaele Nevi esprime sconcerto per a notizia: «Questo atto di inaudita gravità e violenza – scrive il consigliere regionale –  spero non sia ancora una volta sottovalutato e banalizzato perché è indicativo di una cultura di aggressioni e intolleranza che probabilmente si respira in certe famiglie di immigrati che arrivano nel nostro territorio e non vogliono accettare le nostre tradizioni, la nostra cultura e la nostra religione. Su questo non ci può essere nessuna tolleranza e mi auguro che le istituzioni non tacciano, ma facciano sentire la loro voce contro questo grave episodio».

Pace Eleonora Pace, candidata al consiglio regionale per Fratelli d’Italia: «Si tratta di un episodio grave che mostra purtroppo un segnale inequivocabile su una certa cultura di intolleranza che si continua colpevolmente a voler minimizzare. La vicenda, sulla quale mi auguro si faccia presto chiarezza è anche lo specchio di una cultura identitaria debole che più volte, anche nel recente passato qualcuno ha pensato di mettere in discussione rimuovendo i simboli della cristianità come il crocifisso dai luoghi pubblici per una forma assurda di rispetto nei confronti degli altri. Un interpretazione subdola e rovesciata del rispetto di tutte le confessioni con l’unico scopo di rimuovere il cardine di un riferimento culturale che va al di là delle convinzioni religiose e mandando nel contempo segnali di cedimento della nostra società e della nostra identità che generano anche questi episodi».

Terni Dinamica: «Il movimento TerniDinamica dopo aver ascoltato e letto diverse opinioni in libertà (anche qualcosa di più talvolta) sull’episodio in oggetto ritiene doveroso ricondurre ai fatti quello che è successo. Il Senegal pur essendo un paese a maggioranza islamica adotta una religione quasi sincretica, integrando nel credo prevalente cristianesimo ed animismo. Quindi paradossalmente uno stato moderno quasi “new age”, senza dubbio nulla a che vedere con l’integralismo. Inoltre chi ha avuto modo in questi anni di conoscere i molti senegalesi transitati a Terni ne ha conosciuto non tanto l’aspetto religioso ma la loro innata indole ad essere sempre e comunque grandi commercianti innamorati della trattativa. In fondo, il commercio, il loro vero credo. Sorprendentemente da laici questa volta ci troviamo a condividere in toto le parole del vescovo di Terni. Il più lucido e pragmatico nel valutare la vicenda. L’episodio è grave come sono gravi tutti gli episodi violenti, non è comunque il primo episodio ne sarà l’ultimo nella scuola. Esistono simpatie ed antipatie. Tra bianchi, come tra neri, tra uomini come tra donne. Talvolta anche tra uomini e donne. Piuttosto da segnalare ancora una volta è l’ipocrisia del sistema scolastico italiano che a differenza ad esempio di quello francese e della maggioranza dei paesi europei, non prevede classi differenziate per l’integrazione degli immigrati nella prima fase della loro permanenza. Provate a pensare di portare vostro figlio undicenne in Senegal e catapultarlo in una classe già formata e complice con una dose di sana crudeltà tipica dell’età verso quello “strano”, dove è l’unico bianco e non capisce una parola della lingua ne delle regole di ingaggio tra ragazzi, non ha un insegnante dedicato ne una metodologia di inserimento. Non lo darebbe un cazzotto a qualcuno dopo un po’?».

Forza nuova Terni: «Una nostra concittadina, una ragazzina di dodici anni è stata aggredita da un coetaneo senegalese perché portava il crocefisso al collo: come lo giudicate voi? Per noi è follia allo stato puro! E tante volte lo abbiamo detto e sempre ci è stato risposto che siamo razzisti: e ora chi è il razzista? E’ folle imporre, ed anche avallare, politiche che portano a queste conseguenze: i razzisti sono coloro che ne fanno un business sulle spalle degli italiani! Porgiamo i nostri migliori auguri di guarigione alla ragazza e la nostra sincera solidarietà a lei ed alla sua famiglia» Roberto Pileri, coordinatore di Forza Nuova Terni ha invece commentato: «Il grave episodio di oggi palesa un nuovo elemento rispetto ai fatti di pura violenza accaduti nella nostra città: il fattore identitario. Sono molto curioso di vedere cosa diranno i nostri politicanti. Faranno finta di niente: ma voglio ricordare loro che la nostra identità è greca, romana e soprattutto, Cristiana».

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