sabato 25 maggio - Aggiornato alle 16:09

Terni, marocchino si impicca in carcere: sarebbe il terzo caso in Italia dall’inizio dell’anno

Il carcere di Terni

di F.T.

Lo hanno trovato alle otto di stamattina. Si era impiccato, utilizzando il lenzuolo, alla grata che chiude la finestra della cella. Un detenuto marocchino cinquantenne, ospitato dal settembre scorso nella sezione ‘protetti’ del carcere di Terni – secondo la polizia penitenziaria il detenuto era sottoposto ad un’ordinanza di custodia cautelare per violenza sessuale – ha posto fine così alla propria vita.

Il detenuto è un 55enne di nazionalità marocchina. Secondo quanto raccolto da Umbria24, non aveva mai  creato problemi all’interno della struttura carceraria. Un detenuto molto tranquillo, schivo, che non aveva mai esternato situazioni di disagio. Il suo comportamento è sempre stato lineare. Nessun problema era mai emerso con gli assistenti sociali, con cui aveva stabilito una buona relazione.

La denuncia «Secondo i dati in nostro possesso – afferma Leo Beneduci, già segretario generale del sindacato autonomo della polizia penitenziaria Osapp e ora candidato al senato per la lista Rivoluzione civile di Antonio Ingroia – si tratterebbe del 12esimo morto in carcere, il terzo per suicidio, dall’inizio dell’anno ed è, quindi, la conferma di una situazione detentiva nelle nostre carceri che va peggiorando di giorno in giorno, in termini di sovraffollamento».

La situazione Il comandante delle guardie carcerarie, Fabio Gallo in occasione dell’annuncio dell’apertura di un nuovo padiglione, che ospiterà altri 200 detenuti oltre ai 350 già presenti nella struttura ternana, aveva recentemente messo in risalto la situazione critica del carcere ternano: «Il numero degli agenti; sono 180 unità divise in 3 turni, alle quali se ne dovrebbero aggiungere altre 34, rispetto alle 88 richieste; non è al momento adeguato a garantire la sicurezza e, purtroppo, la stessa incolumità dei detenuti».

Il sindacato Francesco Petrelli (vicesegretario regionale del sindacato Ugl polizia penitenziaria) commenta così la notizia: «Si tratta dell’ennesimo episodio che fa emergere il dramma del carcere di Terni, struttura strozzata da un sovraffollamento che produce condizioni poco consone per la tutela e la dignità dei detenuti».

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