sabato 15 dicembre - Aggiornato alle 12:35

Movida a Terni, controlli a tappeto della polizia: 30 mila euro di multe

Il questore: «Serve maggiore coinvolgimento dei gestori per ambienti di divertimento sicuri»

Stretta delle forze dell’ordine a Terni sulla somministrazione di alcool ai giovani e sui comportamenti dei gestori dei locali della movida. Il bilancio dell’ultima operazione congiunta parla di sanzioni per oltre trentamila euro per i gestori di locali.

Le forze in campo I controlli sono stati portati avanti dalla divisione Polizia amministrativa e sociale della questura, in collaborazione con la polizia stradale, la polizia locale, i carabinieri e i funzionari dell’Ispettorato del Lavoro. In particolare attenzione puntata sull’osservanza del divieto di vendita e di somministrazione di alcol durante l’orario notturno, sulla regolarità delle persone adibite ai servizi di vigilanza, i cosiddetti buttafuori, e anche i taxi o navette abusivi. La Stradale inoltre ha controllato le persone alla guida in uscita dai locali di maggior affluenza.

Le multe Disposte sanzioni ai locali notturni per più di 30.000 euro. A un circolo privato è stata sospesa la licenza di somministrazione di alimenti e bevande, mentre sono state ritirate sette patenti a giovani trovati alla guida in stato di ebbrezza e controllate più di duecento persone tra clienti dei locali e personale addetto. «E’ assolutamente necessario – sottolinea in una nota il questore di Terni, Antonio Messineo – un maggior coinvolgimento dei gestori delle discoteche e degli altri locali di intrattenimento notturno nella costruzione di ambienti di divertimento sicuri, al riparo da ogni forma di illegalità e abuso». «Un aspetto particolarmente delicato sul quale è necessario intervenire – spiega Claudia Di Persio, dirigente della Divisione Polizia Amministrativa della questura – è la somministrazione di bevande alcoliche ai giovani durante la notte. In tutti i locali controllati, infatti, è stata rilevata la somministrazione di cocktail alcolici tra le 3.00 e le 6.00 del mattino, in una fascia oraria, cioè, in cui la legge lo proibisce».

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