venerdì 21 giugno - Aggiornato alle 02:15

Terni, un assessore e nove consiglieri indagati per falso

Inchiesta sulle morosità verso il Comune: la procura contesta certificazioni farlocche sui debiti da pagare a Palazzo Spada. Le reazioni

Palazzo Spada sede del Comune di Terni (foto Rosati)

di Massimo Colonna

Dieci esponenti di Palazzo Spada (otto consiglieri, in carica, un ex consigliere e un assessore) sono finiti nel mirino della procura della Repubblica di Terni: nella giornata di mercoledì i diretti interessati hanno ricevuto l’avviso di conclusione indagini per l’ipotesi di reato di falso in atto pubblico, in relazione alla morosità verso il Comune di Terni emersa dopo l’elezione dei nuovi rappresentanti dei cittadini. In sostanza i consiglieri comunali sono accusato di aver dichiarato e autocertificato di non aver debiti verso Palazzo Spada, mentre in realtà dovevano ancora sanare la morosità.

Si muove la procura Dieci nomi dunque si sono visti recapitare la comunicazione ufficiale da parte della procura. Alcuni di loro in particolare sarebbero stati convocati in questura per la consegna del provvedimento. Se da un lato la vicenda della morosità pregressa con il Comune era stata risolta con il pagamento delle cifre mancanti, sanando di fatto la situazione del debito, ecco che la vicenda ha avviato però anche l’inchiesta della procura, che si è mossa dopo un esposto del consigliere del Partito democratico Valdimiro Orsini. In sostanza la falsa dichiarazione sarebbe avvenuta, come contestano gli inquirenti, visto che i consiglieri avrebbero certificato di non avere pendenze, mentre invece ne avevano, come è emerso anche dall’istruttoria del Comune. Resta da capire se la contestazione può essere rivolta contro pubblici ufficiali o meno, il che cambierebbe lo scenario penale: c’è da verificare se al momento dell’autocertificazione i consiglieri erano da considerarsi già eletti o meno, visto che si era nella fase di costituzione formale dell’assemblea di Palazzo Spada.

I nomi Dell’elenco fanno parte i consiglieri comunali Federico Brizi e Francesco Ferranti di Forza Italia (quest’ultimo presidente del consiglio), Maurizio Cecconelli di Fratelli d’Italia, Luca Simonetti del M5s, Michele Rossi della lista Terni Civica, Emanuele Fiorini, Giulia Silvani e Monia Santini della Lega. L’assessore in questione è Sonia Bertocco, mentre l’altro nome è quello di Raffaello Federighi, ormai da considerarsi ex consigliere visto che nell’ultima seduta è stata formalizzata la sua decadenza per via della Legge Severino.

Le reazioni Sul caso intervengono il gruppo consiliare del Partito Democratico, quello di Senso civico e di Terni Immagina: «Prendiamo atto che la maggioranza aveva promesso un cambiamento ma dopo poco più di due mesi dall’insediamento, ieri il consigliere Federighi è decaduto per precedenti giudiziari e oggi apprendiamo che gran parte dei consiglieri che sostengono l’attuale amministrazione e un assessore risulterebbero indagati per falsità in atto pubblico. Verificheranno gli inquirenti la sussistenza o meno del reato, conseguente a dichiarazioni non corrispondenti al vero in sede di autocertificazione delle pendenze tributarie e dei precedenti penali. Noi ci limitiamo a denunciare la gravità politica dell’accaduto. Non possiamo infatti sottrarci dal nostro dovere, che è quello di domandare alla città come sia possibile continuare a ritenere affidabile questa maggioranza, composta da consiglieri la cui parola, fatti i dovuti distinguo, non è credibile. La prima qualità che deve possedere un politico e un buon amministratore è che la sua parola sia veritiera. Oggi sappiamo che le parole che questa maggioranza pronuncia potrebbero costituire addirittura una falsità in atto pubblico».

Parla la Lega «In relazione all’avviso di conclusione delle indagini preliminari – scrive in una nota il capogruppo Lega in consiglio, Cristiano Ceccotti – la Lega rileva che si tratta di un atto dovuto in quanto le indagini coinvolgono situazioni diverse che meritano compiuto e distinto approfondimento. Per quanto riguarda le posizioni che interessano i Consiglieri della Lega, si rileva che si tratta di tutte ipotesi di mera dimenticanza che privano di rilevanza penale le dichiarazioni. La Lega esprime piena fiducia nella magistratura che non mancherà di rilevare la buona fede e l’onestà dei consiglieri».

Forza Italia «Forza Italia – si legge in una nota del capogruppo comunale degli azzurri Lucia Dominici e del coordinatore comunale, Stefano Fatale – ritiene che si tratti di un atto dovuto ed esprime piena fiducia nell’operato della magistratura. Per quanto riguarda le posizioni che interessano i consiglieri di Forza Italia, che prendono le mosse da fatti che gli interessati non tarderanno a precisare, siamo convinti che la magistratura non mancherà di rilevare la buona fede e l’onestà degli stessi».

@tulhaidetto  

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