martedì 26 settembre - Aggiornato alle 14:49

Terni, commercialista arrestato per bancarotta fraudolenta

Il professionista ai domiciliari, stessa misura per due imprenditori. La difesa respinge ogni accusa

di Chiara Fabrizi

Agli arresti domiciliari anche il commercialista ternano Andrea Pierini, 48 anni, con l’accusa di bancarotta fraudolenta per il fallimento della Valorizzazioni immobiliare srl, di cui era rappresentate legale. Mercoledì mattina i finanzieri del comando provinciale di Roma hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del professionista e di due imprenditori, Mauro De Angelis e Fabrizio De Giovanni, rispettivamente l’altro rappresentante legale e l’amministratore di fatto della società con sede legale nella capitale e operante nella costruzione di edifici residenziali.

Bancarotta fraudolenta In base a quanto ricostruito dalle fiamme gialle, i tre figurano nelle compagini sociali di numerose imprese, molte delle quali non hanno mai presentato dichiarazioni fiscali. In particolare, De Angelis funzionario di banca in pensione, aveva nel tempo assunto cariche in ben 44 società, molte delle quali già fallite, mentre in altre riveste il ruolo di liquidatore. Secondo i riscontri investigativi raccolti dal nucleo di polizia tributaria, a coordinare le indagini la procura di Roma, Pierini e De Angelis  in concorso con l’amministratore di fatto De Giovanni, avrebbero messo in atto una strategia criminosa finalizzata ad appropriarsi dei beni della società fallita, anche attraverso una società con sede a Londra, riconducibile a uno degli arrestati, che ha acquisito ad un prezzo irrisorio la partecipazione più rilevante della Valorizzazioni immobiliare srl.

Redditi bassi ma guidano bolidi L’utilizzo “personalistico” delle partecipazioni societarie avrebbe trovato conferma nella palese sproporzione tra i modesti redditi dichiarati dagli indagati e il loro elevato tenore di vita, che le fiamme gialle rintracciano nel possesso di auto di lusso, tra cui una Jaguar, una Land Rover ed un Suv Infinity.  I finanzieri hanno anche rilevato come i tre, prima del fallimento della società edile, avrebbero anche tentato di vendere numerosi appartamenti di proprietà della fallita, riuscendo ad intascare i corrispettivi dei contratti preliminari stipulati con gli acquirenti. In questo senso è stato accertato che gli indagati, oltre a non aver onorato i debiti fiscali e contributivi della società, si tratta di oltre 250 mila euro, non avrebbero pagato le cartelle esattoriali emesse nei confronti di altre società a loro riconducibili, gran parte delle quali parimenti fallite.

Ai domiciliari Sempre secondo l’accusa i tre avrebbero distratto beni patrimoniali della Valorizzazioni immobiliare per circa 3 milioni di euro, corrispondente alla differenza tra l’attivo indicato nell’ultimo bilancio di esercizio ed il valore degli immobili ancora di pertinenza dell’impresa. Oltre che dell’accusa di bancarotta fraudolenta, ai tre viene contestata anche la sottrazione della documentazione contabile della società mai consegnata alla curatela che, come si legge nel decreto del gip, rappresenta l’ovvio strumento per porre in essere le condotte utilitaristiche in favore dei soci ed in pregiudizio dei creditori.

La difesa di Pierini respinge le accuse Nel pomeriggio è direttamente l’avvocato Massimo Proietti, che assiste il commercialista ternano, ad affermare: «Respingiamo fermamente le accuse e il mio assistito si proclama innocente, tanto che sono anni che non ha più contatti con queste società, precisamente dal giugno 2012, quando ha firmato l’ultimo atto per poi uscire dalle società, ossia ben due anni prima del fallimento. Tutto questo sarà riferito con serenità nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, che verrà fissato a Terni per rogatoria, ma siamo ovviamente meravigliati per un’ordinanza che arriva a distanza di cinque anni dai fatti e chiaramente riteniamo che non vi siano neanche i presupposti di attualità per una misura limitativa della libertà personale. Pierini si difenderà con dovizia di particolari, anche producendo documenti utili a chiarire la propria posizione, che è di assoluta estraneità alle accuse a lui mosse».

L’ordine dei commercialisti Sulla questione interviene anche l’Ordine dei commercialisti, che spiega in una nota: «Il signor Pierini Andrea non è iscritto all’albo dei commercialisti né a Terni ne in altra parte d’Italia. La qualifica di commercialista può essere attribuita soltanto a professionisti che dopo aver conseguito la laurea hanno effettuato un periodo di tirocinio, superato un esame di stato e verificati i requisiti di onorabilità e l’assenza di condanne penali, vengono iscritti in un apposito albo tenuto dall’ Ordine che è un ente di diritto pubblico; la permanenza della iscrizione nell’albo è sottoposta a rigidi requisiti di formazione, deontologia onorabilità e stipula di una polizza a tutela della clientela».

@chilodice

Una replica a “Terni, commercialista arrestato per bancarotta fraudolenta”

  1. Ida Bela ha detto:

    …controllate anche gli albi di altri professionisti e … troverete “sorprese”👍

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