sabato 19 gennaio - Aggiornato alle 03:47

Terni, blitz della Forestale al canile di Colleluna: nel mirino l’attività di alcune volontarie

Il canile di Colleluna

di F.T.

Le verifiche sono scattate venerdì sera e si sono protratte per ore. Sotto la lente d’ingrandimento della Forestale ci sono finite alcune operatrici dell’associazione Grandi Amici che opera presso il canile di Colleluna. I controlli hanno interessato le abitazioni di sei volontarie e la stessa struttura comunale che, a quanto pare, non rientra nell’indagine attivata dal sostituto procuratore Francesco Novarese.

Il legale Alla base dell’attività di polizia giudiziaria ci sarebbe un esposto relativo a presunti ‘furti’ di cani, detenuti illegalmente dalle stesse volontarie. «Al momento – afferma l’avvocato Francesco Mattiangeli che rappresenta l’associazione Grandi Amici – di queste contestazioni non c’è traccia e non è ipotizzato alcun reato a carico delle persone interessate dalle perquisizioni».

Le verifiche sono andate avanti a lungo: dopo i controlli nelle sei abitazioni, dai quali non sarebbero emerse irregolarità di sorta, gli agenti del corpo forestale dello Stato hanno passato al setaccio tutti i cani della struttura di Colleluna. Un vero e proprio censimento al termine del quale sarebbe stato disposto il sequestro di alcuni animali, con custodia affidata agli stessi operatori presso il canile ternano, in attesa di ulteriori controlli.

La struttura A differenza di quanto accaduto in passato, questa volta la struttura comunale di Colleluna non c’entra e – anzi – gli agenti avrebbero riscontato le buone condizioni dell’impianto, ristrutturato poco più di un anno fa, e degli animali presenti.

La presidente A parlare per l’associazione Grandi Amici è la presidente Silvia Festuccia: «Dopo quelli svolti dai Nas e dalla stessa Forestale – afferma – questo è il terzo controllo a cui veniamo sottoposti da febbraio ad oggi. Ancora non conosciamo bene le ragioni dell’ispezione nei confronti delle volontarie. L’impressione è che la nostra battaglia contro quelle ‘adozioni’ internazionali che vengono fatte senza alcuna tracciabilità né tutela degli animali, destinati per la maggior parte verso la Germania, possano aver dato fastidio a qualcuno». Da tempo l’associazione di volontariato si batte contro questa procedura che presenta anche risvolti economici non proprio insignificanti. Sulle verifiche, Silvia Festuccia si dice «preoccupata dalla frequenza e dal tenore, considerando poi che quello di Colleluna, in base ai dati di Legambiente, è il quarto migliore canile d’Italia e che presenta tratti di eccellenza sconosciuti alla maggior parte delle strutture nazionali».

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