mercoledì 23 gennaio - Aggiornato alle 08:13

Terni, azienda di trasporti controllata dalla ‘ndrangheta: riciclava denaro sporco

Controllo dei carabinieri (foto archivio F. Troccoli)

di F.T.

C’è anche un’azienda della provincia di Terni operante nel settore dei trasporti fra quelle finite sotto sequestro nell’operazione ‘El Dorado’, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che ha portato allo smantellamento di un’organizzazione criminale legata alla ‘ndrangheta. Fra le principali attività del gruppo, quella legata al riciclaggio, con fiumi di denaro ‘sporco’ investiti in attività imprenditoriali fra la provincia di Viterbo e quella di Terni.

22 arresti L’operazione, svolta dai carabinieri di Reggio Calabria, Roma, Viterbo e Chieti, ha portato all’arresto di ben 22 persone e al sequestro di oltre 20 milioni di beni, fra cui sei aziende operanti nel settore dei trasporti, in particolare ortofrutticolo, e nell’ambito immobiliare. L’indagine, partita nel 2009, ha permesso di ricostruire i flussi di denaro illecito, partiti dalla Calabria e lì destinati a tornare dopo alcuni investimenti fra Lazio e Umbria.

I ternani E proprio la storia dell’azienda del ternano rende bene l’idea del modus operandi scelto dal gruppo, in gran parte legato al clan ‘Gallicianò’ con radici nel comune reggino di Condofuri. Secondo gli inquirenti, nel giro di pochi mesi l’azienda avrebbe acquistato decine di nuovi mezzi di trasporto, monopolizzando di fatto il mercato locale. Fra gli episodi finiti sotto la lente dei magistrati ci sarebbero anche alcune minacce e aggressioni ai danni di trasportatori locali. Azioni che sarebbero state compiute per intimidire i concorrenti e conquistare altro spazio utile a ‘ripulire’ il denaro.

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