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giovedì 19 maggio - Aggiornato alle 03:28

Tav, Lorenzetti indagata per associazione a delinquere, traffico di rifiuti e corruzione ma lei nega

Maria Rita Lorenzetti

di Francesca Marruco e Ivano Porfiri

Secondo la ricostruzione dell’accusa, «Maria Rita Lorenzetti, quale presidente di Italferr» nell’ambito dell’appalto sul nodo fiorentino della Tav, avrebbe operato «mettendo a disposizione le proprie conoscenze personali, i propri contatti politici e una vasta rete di contatti grazie ai quali era in grado di promettere utilità ai pubblici ufficiali avvicinati, nell’interesse e a vantaggio della controparte Novadia e Coopsette, (che si sono aggiudicate l’appalto, ndr) da cui poi pretendeva favori per il marito nell’ambito della ricostruzione dell’Emilia».

L’inchiesta Il terremoto politico-giudiziario che parla di rifiuti smaltiti in maniera pericolosa e di grandi opere fatte con macchinari e materiali scarsamente sicuri corrompendo anche funzionari ministeriali si registra giovedì mattina e come epicentro ha la procura di Firenze. Da lì partono gli uomini del Ros e della Forestale per andare a fare perquisizioni in mezza Italia per la presunta ‘malagestione’ dell’appalto per la costruzione del nodo fiorentino dell’Alta velocità che coinvolge personaggi di prim’ordine come Maria Rita Lorenzetti e Ercole Incalza, dirigente dell’unità di missione del ministero delle Infrastrutture. Insieme a loro,  funzionari dell’Autorità di vigilanza sulle opere pubbliche, delle commissioni dei ministeri delle Infrastrutture e dell’Ambiente.

Lorenzetti: «Io innocente» In tutto sono 31 indagati. All’ex presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti, attuale presidente di Italferr (gruppo Fs) vengono contestati reati pesantissimi: associazione a delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio, alla corruzione e alla gestione organizzata finalizzata al traffico illecito di rifiuti. Lorenzetti, in serata, tramite il suo avvocato Luciano Ghirga si è detta «totalmente estranea alle accuse». In giornata invece aveva ricevuto la perquisizione dei militari del Ros.

La scuola media A Firenze viene sequestrata la maxitrivella che sta scavando il tunnel di 7,5 km sotto Firenze e vengono sequestrati i conci che secondo le indagini di Ros e Forestale, risultano «prodotti in totale difformità rispetto ai requisiti di sicurezza conto la combustione e l’incendio con grave pericolo per l’incolumità delle persone se posati in opera». Non solo, secondo le indagini, da parte degli indagati ci sarebbe stato anche un  monitoraggio «scarso» e «gravemente negligente»  dei lavori che avrebbero provocato delle crepe in una scuola media posta vicino al cantiere. Crepe che non potrebbero farla crollare, ma che sicuramente non contribuiscono alla sua sicurezza.

Accuse e genesi dell’indagine  Le 31 persone implicate nell’inchiesta sono accusate a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, truffa aggravata in danno di enti pubblici, frode nelle pubbliche forniture, traffico illecito di rifiuti, violazione delle norme paesaggistiche e abuso d’ufficio. L’indagine era partita nel 2010 dopo alcuni accertamenti svolti dalla Forestale  che avevano fatto emergere l’esistenza di un consistente traffico di rifiuti speciali, smaltiti illegalmente, e la truffa ai danni della Rete Ferroviaria Italiana, per cui si configura anche l’ipotesi di infiltrazioni mafiose.

Traffico illecito di rifiuti I rifiuti, venne poi appurato, erano quelli che derivano dai lavori per la costruzione del sottotraversamento Tav di Firenze. Secondo la procura, Maria Rita Lorenzetti, insieme ad altre 11 persone avrebbe promosso lo smaltimento illecito di migliaia di tonnellate di rifiuti. «Senza accollarsene i costi di smaltimento – si legge nel decreto di perquisizione -, hanno compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco a gestire abusivamente e conferire in siti non autorizzati ingenti quantitativi di rifiuti speciali». Secondo l’accusa lo avrebbero fatto con «insistente richiesta di declassificazione dei fanghi come materiali di scavo sottoposti a normale pratica industriale da classificare come sottoprodotti o a cui attribuire la deroga dalla disciplina sui rifiuti».

False analisi e guadagni veri In particolare, «Saraceno e Busillo, su richiesta dei dirigenti di Italferr si sono attivati per predisporre false analisi». L’operazione avrebbe coinvolto funzionari dell’Autorità di vigilanza sulle opere pubbliche, delle commissioni dei ministeri delle Infrastrutture e dell’Ambiente e la struttura di missione del ministero delle Infrastrutture. «Le condizioni, i limiti e le procedure previste dalla legge sono considerate – si legge in un altro passaggio del decreto di perquisizione – un mero ostacolo da superare ad ogni costo e non già un presidio di legalità e di tutela della salute pubblica e dei conti pubblici». Questo perché in questo modo le ditte per lo smaltimento dei rifiuti, una viene data per molto vicina al clan dei Casalesi, avrebbero guadagnato molto, in maniera illecita, abbattendo i costi.

Agito contro l’interesse di Fs  Inoltre, sempre secondo la procura, «Lorenzetti e Lombardi rispettivamente quale presidente di Italferr e Rup di Italferr  per l’appalto di Firenze,  quindi per conto della società delegata ad operare per conto della stazione appaltante, agivano in contrasto con gli interessi della stazione appaltante a conseguire l’esecuzione dell’opera a regola d’arte e nel rispetto dei costi preventivati così operando in danno della stessa stazione appaltante, anche con condotte illecite finalizzate ad influenzare e condizionare le determinazioni delle pubbliche amministrazioni interessate, in violazione di legge sulle autorizzazioni e sui vincoli di tutela ambientale e paesaggistica e ciò allo scopo di favorire economicamente direttamente il General Contractor e Nodavia e indirettamente il suo socio di maggioranza Coopsette».

Fs: indagine interna, siamo parte lesa  Sia il ministero delle Infrastrutture che il Gruppo Fs giovedì hanno annunciato che avvieranno subito indagini interne. «FS Italiane – recita una nota – comunicano che sarà assicurata la massima collaborazione e trasparenza da parte di tutte le società del Gruppo, anche in considerazione del coinvolgimento delle controllate RFI e Italferr come parti lese.  È stata immediatamente avviata dalle strutture di Internal Audit del Gruppo FS un’inchiesta interna.  Sarà rivolta istanza alla procura della Repubblica per una valutazione congiunta volta ad individuare gli adempimenti necessari per una pronta ripresa dei lavori dell’opera che, come noto, è di rilevante interesse nazionale».

2 risposte a “Tav, Lorenzetti indagata per associazione a delinquere, traffico di rifiuti e corruzione ma lei nega”

  1. […] a Firenze, "usati materiali scadenti e pericolosi"AGI – Agenzia Giornalistica ItaliaUmbria 24 News -ANSA.it -il Giornaletutte le notizie […]

  2. […] a Firenze, "usati materiali scadenti e pericolosi"AGI – Agenzia Giornalistica ItaliaUmbria 24 News -Il Fatto Quotidiano -Il Resto del Carlinotutte le notizie […]

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